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Quanto costa ai marittimi lavorare e quante ingiustizie amministrative sono costretti a subire

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Gennaro Cibelli * – Con l’introduzione del codice internazionale STCW i marittimi sono tenuti ad acquistare a proprie spese i certificati abilitativi per svolgere la propria professione presso centri privati riconosciuti, la cui comproprietà molto spesso è in conflitto d’interessi con incarichi pubblici.

Si va dai corsi base di FIRST AID, PSSR, SOPRAVVIVENZA E SALVATAGGIO, MAMS, MAEV, poi ancora corsi quali RADAR, ARPA, ECDIS, CROWN & CRISIS, LEADERSHIPS OPERATIVO e DIRETTIVO, HIGH VOLTAGE OPERATIVO E DIRETTIVO, familiarizzazioni varie, posizionamento dinamico etc.

È molto semplice immaginare quale sia il volume d’affari dei centri di addestramento privati, considerato che pubblici in Italia non esistono.

LA RIFORMA GELMINI HA DISTRUTTO L’ISTRUZIONE NAUTICA, ne esistono contributi pubblici atti almeno ad agevolare l’aggravio di spesa ripeto, tutto esclusivamente a carico dei marittimi, non a caso vari armatori si sono dedicati a questo settore, considerandolo un vero e proprio serbatoio di liquidità cui attingere quotidianamente.

Tuttavia, non dimentichiamo che tutti i certificati hanno una scadenza quinquennale entro la quale sono rinnovabili, (la STCW Sezione A-I-II), stabilisce i parametri per ottenere i rinnovi ed inoltre, causa emergenza sanitaria in corso, si aggiungono anche le circolari del COGECAP che, per puro interesse economico poi vengono completamente disattese o assurdamente interpretate.

Non solo, nonostante il tutto, occorre anche dimostrare di aver svolto un anno di navigazione negli ultimi 5, in alternativa a tale requisito sono previste altre modalità, fra cui i lavori equipollenti per 30 mesi nel quinquennio antecedente la scadenza o un periodo di imbarco di almeno 3 mesi negli ultimi sei.

Ebbene in Italia non è così, infatti entro la scadenza dei 5 anni, l’ex Ministero della Marina Mercantile, poi delle Infrastrutture e trasporti ed ora della Mobilità sostenibile, (cambia il nome, ma la sostanza purtroppo é sempre la stessa, considerato l’assoluta mancanza di dirigenti tecnicamente competenti e preparati sulla materia, che forse mai hanno visto il mare o, forse non conoscono neanche se l’acqua di mare è dolce o salata).

Oltre al periodo di navigazione, oltre all’assurdità solo nostrana che, l ’eventuale periodo di lavoro equipollente debba essere svolto in maniera continuativa annullando di fatto tutti i lavoratori stagionali, pretende che il lavoratore svolga corsi di aggiornamento presso i già citati centri di addestramento, chiaramente sempre a pagamento, ed i costi sono esorbitanti.

Basta pensare che il solo corso MAMS e MAEV fino al 31.12.2016 si svolgevano presso i vari Comparare nazionali al solo costo di una tassa di pochi euro; invece, dal 2017 il costo per ottenerlo ammonta a 2000 euro mentre il refresher, appena poche ore tra teoria e pratica ammonta a 1000 euro), 

Ma l’assurdità assume contorni ancora più paradossali se si considera che, scaduto uno o più certificati, bisogna rifare integralmente i corsi corrispondenti daccapo ed a costo pieno.

Il mondo intero ha dichiarato i marittimi KEY WORKERS, (lavoratori indispensabili), anche in Italia, ma purtroppo noi non nei fatti e nella sostanza.

Da 25 anni svolgo quest’attività, ho raggiunto ottimi traguardi professionali ed ho ottenuto riconoscimenti nazionali ed internazionali, ma nonostante la giovane età, l’amore per il mare e per la professione, a malincuore e mio malgrado non nego che sto maturando l’idea di mollare perché è diventato impossibile andare avanti in questo settore

*Direttore di Macchine

4 Commenti

  1. Tutti dicono che il marittimo economicamente sta messo bene ma la gente non sa quanti soldi spende per aggiornamente e corsi facendo un piccolo calcolo il mio libretto attualmente vale piu di 20,000 Euro tra corsi e documenti vari

  2. purtroppo gli armatori italiani dopo decenni non sono riusciti a capire che ogni euro che spendono per specializzare un loro dipendente a qualsiasi livello dal mozzo al comandante ne recuperano almeno dieci in affidamento, lealtà, professionalità, lavoro fatto meglio e con passione da parte di ogni dipendente.
    Io posso dire di essere stato fortunato (tranne alcuni armatori i quali mi hanno fare i corsi a spese mie con promessa di rimborso e di cui non ho ricevuto niente) il 90% dei li ho fatti a spese del datore di lavoro. i centri dove vengo effettuati i corsi sono solo mangiasoldi (in Italia). l’ultimo l’ho fatto a 66 anni 10 mesi prima della pensione il primo a venti.

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