Procida trema. Dopo la Carnival anche per la MSC si attendono tagli

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Leo Pugliese | Il covid-19 come stiamo raccontando da mesi sta avendo sempre di più ripercussioni sul lavoro marittimo procidano. Dopo la Carnival, che di fatto ha tagliato il costo del lavoro, con dei veri e propri licenziamenti, anche la MSC non se la passa bene. Il che come possiamo immaginare avrà ripercussioni anche sulla gente di mare procidana.
“L’azienda – infatti – ha messo in atto molteplici misure proattive di riduzione dei costi e di conservazione della liquidità attraverso il taglio di spese in conto capitale e spese operative, compresi alimenti, carburante, assicurazioni, tasse portuali e riduzione dell’equipaggio delle navi durante la sospensione, con conseguente riduzione delle spese per il personale” – si legge in una nota di shippingitaly. “La società sta valutando attivamente altre misure di liquidità con diverse controparti che possono essere attuato secondo le necessità” spiega Msc.
L’emergenza Covid-19 ha colpito duramente anche i risultati finanziari di Msc Crociere. Il primo semestre 2020 si è chiuso infatti con ricavi pari a 652 milioni di euro, più che dimezzati rispetto allo stesso periodo del 2019 quando erano stati 1,51 miliardi, la perdita netta complessiva è stata di 501 milioni di euro (144 milioni di utile un nano prima), il patrimonio netto totale è di 4,044 miliardi e le disponibilità liquide pari a 478 milioni (in crescita rispetto ai 183 milioni al 31 dicembre 2019).
Lo ha reso noto la stessa compagnia ginevrina precisando che “Msc Crociere ha implementato una sospensione volontaria delle operazioni della sua flotta a partire dal 15 marzo 2020” per effetto della pandemia di coronavirus. La compagnia ha tenuto ferme le navi in warm lay-up in varie regioni del mondo in modo da garantire una rapida ripresa di operazioni in caso di alleggerimento delle restrizioni da parte dalle varie autorità nazionali, come è già avvenuto per Msc Grandiosa e Msc Magnifica.
Come conseguenza della pandemia di Covid-19, la società si dice non in grado di stimare con precisione l’impatto sul business per l’intero nano ma appare certo che il bilancio al 31 dicembre 2020 chiuderà con una significativa perdita netta consolidata. “Le prenotazioni anticipate cumulate per l’esercizio 2021 sono in linea con le aspettative della società considerando la graduale ripresa delle operazioni di crociera” spiega l’azienda.
La liquidità al 30 giugno scorso era pari a 478 milioni di euro grazie alla stipula o alla modifica di vari finanziamenti e accordi: fra questi una linea di credito revolving triennale da 600 milioni di euro e l’utilizzo del factoring e di altre linee di credito per circa 100 milioni di euro. Oltre a ciò a febbraio è stato rinviato un esborso di circa 500 milioni di euro grazie alla dilazione dei termini di rimborso dei finanziamenti accordata dalle agenzia di export credit (in Italia Sace) sulle nuove navi prese in consegna negli ultimi anni. Msc Crociere rivela poi di aver ottenuto anche il rinvio dei pagamenti dovuti ai cantieri navali per le navi in costruzione, evitando così qualsiasi esborso nel corso degli anni 2020 e 2021 e mantenendo inalterate le date di consegna delle nuove navi. Infine un’altra linea di credito da 200 milioni di euro è stata messa a disposizione della compagnia dal presente mese di ottobre e avrà durata per due anni e mezzo.
Dpcm: le misure specifiche per i trasporti marittimi e per le crociere
L’articolo 7, intitolato “Obblighi dei vettori e degli armatori”, conferma di fatto le misure già in atto finora, tra cui il compito per le compagnie di navigazione di “acquisire e verificare prima dell’imbarco la dichiarazione di cui all’articolo 5”, “misurare la temperatura dei singoli passeggeri”, “vietare l’imbarco a chi manifesta uno stato febbrile”, “adottare le misure organizzative” previste dal Protocollo per il contenimento della diffusione del Covid-19 nel settore del trasporto e della logistica sottoscritto il 20 marzo 2020, ecc.
Nell’articolo 8 dell’ultimo Dpcm, intitolato “Disposizioni in materia di navi da crociera e navi di bandiera estera”, si legge invece che i servizi di crociera da parte delle navi passeggeri di bandiera italiana possono essere svolti solo nel rispetto delle specifiche linee guida”. Un’apertura che stride però con le raccomandazioni contenute nello stesso Dpcm di limitare gli spostamenti e gli incontri conviviali. Così come, le limitazioni agli ingressi nei confini nazionali da parte di cittadini esteri, di fatto preclude quasi totalmente alla possibilità di accogliere crocieristi provenienti da fuori confine.
In ogni caso l’articolo 8 aggiunge che “i servizi di crociera possono essere fruiti da coloro che non siano sottoposti ovvero obbligati al rispetto di misure di sorveglianza sanitaria e/o isolamento fiduciario e che non abbiamo soggiornato o transitato negli ultimi quattordici giorni anteriori all’imbarco in Stati o territori” specificati in un apposito elenco. Il quinto comma dell’articolo 8 conferma infine che “sono vietate le escursioni libere, per le quali i servizi della crociera non possono adottare specifiche misure di prevenzione dal contagio”.

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