Sorianiello elogia il lavoro di Monti. «Quante belle sfide con l’Ischia!»

IL CALCIO AL TEMPO DEL COVID-19

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Giovanni Sasso | Ha cominciato ad allenare a 25 anni. Tra pochi giorni spegnerà le 65 candeline e dunque si potrà parlare di Gigi Sorianiello come vero e proprio veterano delle panchine campane, con ben 40 anni di attività. Il tecnico originario di Ponticelli, due promozioni in D con Casertana e Vico Equense, nel suo percorso calcistico ha affrontato l’Ischia in tante occasioni. La prima volta nella stagione 1993/94 in C/1 quando allenava il Nola del patron Nusco. Non si dimenticano le sfide in Eccellenza alla guida di Arzanese, Portici e Casertana. Sorianiello viene ricordato anche per un discusso esonero alla vigilia di Portici-Ischia, partita che si giocò al “San Paolo” di Napoli, decisiva per il vertice del girone A.

Con mister Sorianiello abbiamo fatto una chiacchierata a trecentosessanta gradi. Innanzitutto, come va? «Qualche altro giorno di sacrificio. Speriamo che questo vero e proprio momento difficile finisca presto».

I campionati dilettantistici sono fermi da quasi due mesi. La stragrande maggioranza degli addetti ai lavori ritiene quasi impossibile una ripresa dell’attività. «Non rispondo da addetto ai lavori ma da cittadino. Credo che la tutela sia indispensabile. E’ importante tuttavia che specialmente i giovani riprendano a giocare e socializzare. Sono come leoni in gabbia. Ragazzi ma anche i più grandi. Il mio pensiero va ai calciatori dilettanti che non sono tutelati da contratti e non c’è cassa integrazione… Non credo che le società elargiranno rimborsi spesa ai calciatori – prosegue Sorianiello – e mi domando come possono fare giovani ma anche  padri di famiglia che dalla D alla Promozione riescono a portare a casa qualcosa per se stessi e per i propri cari. Questo è il mio grande dispiacere. Ci sono altre figure determinanti, come allenatori, segretari, massaggiatori, magazzinieri. Faccio l’esempio di Gattuso che si è tagliato lo stipendio affinché venissero pagati i collaboratori. D’altro canto questo virus è ancora così invisibile, difficile da comprendere. In Cina si stanno riorganizzando ma nonostante tutto qualche altro caso si sta ripresentando. Noi siamo ancora alla fine della prima fase. Il governo del calcio vorrebbe far riprendere ma ci sono delle obiettive difficoltà. Nelle massime serie si allenano in gruppi e in orari diversi, come in Germania. Da noi le strutture sono carenti, soprattutto a livello dilettantistico e non vedo come si possa tutelare la salute. Vorrei dare una soluzione, davvero non ce l’ho».

QUALE MECCANISMO? – Il presidente Sibilia discute con Ghirelli circa le promozioni delle prime di serie D in Lega Pro. Il presidente della LND, sentiti i comitati regionali, come potrebbe regolarsi circa le promozioni e le retrocessioni, soprattutto in Eccellenza e Promozione? Si parla dell’accesso in D delle prime di Eccellenza (con le ultime dei due gironi retrocesse) e del salto in Eccellenza delle prime dei quattro gironi di Promozione. «Onestamente non vorrei essere nei panni del governo del calcio. Alla fine si creeranno degli scontenti. Capisco le società che hanno fatto degli investimenti importanti. Una soluzione che accontenti tutti non si troverà. La speranza estrema è quella di riprendere anche in un mese, giocando due-tre volte alla settimana, tutti se la giocherebbero a pari condizione. Però mi rendo conto che questa è comunque una soluzione difficile».

Sorianiello è attento osservatore del calcio campano in particolare. Dall’esterno come ha vissuto la lotta al vertice tra Ischia e Pianura? «Una bella lotta. Mi è venuto in mente il precedente di Coppa Italia in D e in campionato con me in panchina. Vedere le due squadre in Promozione fa un certo effetto. Il Pianura ha una società giovane, diversa dal passato. A Ischia sono contento per il ritorno in sella di Monti, un tecnico che piace. Io con la Casertana e lui con il Pianura demmo vita a belle sfide. Gli faccio i complimenti per il lavoro che ha svolto – sottolinea Sorianiello –. L’Ischia è partita in sordina ma poi è venuta fuori. Il Pianura pure si è attrezzato da subito per vincere, ha un ambiente passionale. E’ un peccato vedere società come Ischia e Pianura che hanno investito tanto e che non possono ancora vedere realizzati i propri sogni. Resta il fatto che Ischia e Pianura hanno fatto un lavoro straordinario in Promozione, una categoria che non è facile perché devi affrontare problematiche che nelle serie maggiori non esistono».

In Eccellenza, Barano e Real Forio, nonostante una stagione di continui patimenti (soprattutto in casa biancoverde), potrebbero ripresentarsi ai nastri di partenza del massimo campionato regionale. «Bisogna vedere cosa succederà. Se si bloccheranno i campionati, quelle che sono sotto potrebbero ricavarne un vantaggio. Ho avuto la possibilità di vedere il Barano a Volla, in panchina c’era mister Gagliotti. Mi fece una buona impressione. Le isolane hanno delle difficoltà logistiche, profondono grandi risorse. Sull’isola o si parte per vincere oppure per lottare per la salvezza. Il Forio, tranne qualche anno addietro quando c’era alla guida Vito Iacono, per il resto sempre alti e bassi. Ho grande ricordo del Forio di Cuomo, Pilato, Giosuè Russo…».

Quale la vittoria che maggiormente ricorda Sorianiello? E se c’è una sconfitta in particolare che ancora brucia? «La sconfitta che mi brucia mi viene subito: la finale di Coppa Italia all’Arechi alla guida dell’Arzanese. Una gara che alla fine si decise ai rigori. La promozione in D fu a Caserta una bella soddisfazione. Ci sono state anche tante belle gare con l’Arzanese. Restando in tema “ischitano”, Arzanese-Ischia 2-2 che è rimasta nella storia. Noi avevamo una squadra sbarazzina e l’Ischia aveva uno squadrone».

Mister Troiano nei giorni scorsi ricordava proprio il pareggio in rimonta ad Arzano nel 2006 che diede all’Ischia la consapevolezza della propria forza. Purtroppo ricordiamo anche un 3-0 biancazzurro maturato nei primi 14 minuti… «L’Ischia aveva grossi giocatori, noi una grande organizzazione di gioco ed entusiasmo. Giocare contro la prima in classifica ti dà motivazioni diverse. Infatti dopo mezzora vincevamo 2-0. Nella ripresa l’esperienza, la qualità e i cambi fecero la differenza e con grande onestà l’Ischia rischiò di vincere. Il 3-0 dell’anno precedente? Era un’Ischia in difficoltà, noi con Pellecchia e Tufano in primis correvamo e giocavano a memoria. Per freschezza atletica e valore tecnico, una delle squadre più belle che ho allenato».

Qual è la squadra più forte che ha allenato mister Sorianiello? «Sicuramente tra la Casertana promossa in D e il Vico Equense è una bella lotta. Il Torrecuso di Santosuosso era un punto sotto, col Vico vincemmo lo scontro diretto in trasferta e avemmo la consapevolezza della nostra forza».

Il collega che maggiormente stima? «Enzo Troiano. Una stima che si è rafforzata sul campo, divenuta una grande amicizia. Indimenticabili le battaglie contro Sangiuseppese, Gladiator e contro l’Ischia, le migliori squadre da lui allenate. Stima e amicizia cresciute col tempo. Ci siamo giocati tanti campionati da avversari ma alla lunga è giusto apprezzare i meriti dell’allenatore avversario . Troiano è una bella persona, ti puoi fidare». Mister Sorianiello conclude la chiacchierata salutando «gli amici isolani e gli sportivi che nel corso dei vari campionati hanno saputo apprezzare il mio lavoro sul campo».

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