sabato, Maggio 15, 2021

Serrara Fontana, impazza il “cane sciolto”. L’excusatio non petita accusatio manifesta di Daniele Trofa

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Gaetano Di Meglio | Lo scontro politico a Serrara Fontana inizia a prendere forma. Dopo le accuse, le repliche e le contro repliche tra Rosario Caruso e Cesare Mattera, ha fatto il suo ingresso sulla scena politica Daniele Trofa.
Un’entrata che ci permette di fare chiarezza attraverso le parole dei protagonisti.
In un lungo intervento, l’avvocato Trofa chiede pubblicamente scusa a Cesare Mattera per “per aver armato la penna ingrata e infame di Rosario Caruso”. Nella replica, che potete leggere alla fine di questo articolo, Caruso mette in chiaro l’azione di Daniele. In breve, è stato Trofa a contattare la minoranza e a chiedere la sfiducia del sindaco in consiglio comunale scatenando il casus belli.

Quello che non scrive Trofa, che si limita a rimarcare che “per dieci anni in cui ho fatto parte dell’amministrazione sono sempre stato un cane sciolto”, è che il giorno dopo la revoca delle deleghe e la bomba di Caruso, ha protocollato al comune di Serrara Fontana di aver costituto un gruppo autonomo (nella nostra intervista, Cesare Mattera ne aveva tratteggiato il dettaglio). Ad oggi, però, poco importa.

L’excusatio non petita accusatio manifesta di Daniele Trofa

Chiedo pubblicamente scusa a Cesare. Chiedo scusa a Cesare per aver armato la penna ingrata e infame di Rosario Caruso. Chiedo scusa a Cesare per aver dato la possibilità a Caruso di ricoprirlo ingiustificatamente di offese e menzogne. Ti chiedo scusa Cesare, ma era l’unico modo per far venire allo scoperto Rosario Caruso. Per fare uscire fuori, per usare le sue parole, “il sorcio”. Non devo, qui, fare il tuo avvocato. Sei abbastanza esperto per difenderti da solo nel posto giusto ed al momento giusto. Non avere timore. Le persone che ti conoscono sanno che quello che ha descritto Rosario Caruso non sei tu.

Chi ti conosce sa che sei una persona leale, una persona giusta, una persona perbene. Una persona che in qualsiasi situazione è sempre disponibile ad aiutare il prossimo, a sacrificarsi per il prossimo e senza alcun tornaconto. Non avere timore. Le persone che masticano di politica comprendono perfettamente il suo scopo, il suo obbiettivo. In dieci anni in cui ho fatto parte dell’amministrazione sono sempre stato un cane sciolto. Ho sempre preso le mie decisioni in totale autonomia. E lo continuerò a fare. Ma sono stato sempre corretto. E credo di esserlo stato anche quando di mia iniziativa mi sono permesso di scambiare due chiacchere con un consigliere di minoranza, una consigliera per l’esattezza. La scelta non l’ho fatta a caso. Sapevo che quella parte della minoranza era in stretto contatto con Rosario Caruso. Ero certo che, in meno di dieci secondi dalla fine della mia telefonata, la notizia sarebbe arrivata a destinazione. E così è stato. La trappola è scattata ed il “sorcio” ci è rimasto detro. Scusami Cesare per averti messo in difficoltà. Non era questo il mio intento. Io non ho la tua pazienza. Ero stanco di essere portato per i boschi da Rosario Caruso. Rosario Caruso che, come ebbi modo di dirti tempo fa, già trafficava con qualcuno della minoranza in vista delle future elezioni. Ma tu mai hai voluto credermi. Ed eccolo qua il tuo figlio, il tuo pupillo. Così ti ha ringraziato per avergli dato la possibilità di mettersi la fascia di Sindaco sulla spalla per dieci anni. Così ha ringraziato chi per dieci anni gli ha acconsentito di amministrare un Paese. Così ha ringraziato i suoi Assessori e i suoi Consiglieri che in dieci anni hanno sempre votato all’unanimità ogni atto in Giunta e in Consiglio. Non ti curar di lui Cesare, vai per la tua strada.

Caro Caruso chiedi scusa a Cesare, sei ancora in tempo. Chiedere scusa non è un segno di debolezza. E’ un segno di educazione. In dieci anni che hai amministrato, grazie ai tuoi Consiglieri, e solo grazie a tutti loro, l’Amministrazione di Serrara Fontana si è sempre distinta verso l’esterno come un Aministrazione compatta. In dieci anni, mentre nelle altre amministrazioni isolane sono volati pubblicamente stracci, piatti e cuscini, a Serrara Fontana è apparentemente filato tutto liscio. In dieci anni a Serrara Fontana i panni sporchi li abbiamo sempre lavati in casa. Ci siamo chiusi in una stanza, abbiamo discusso, abbiamo alzato la voce, ma poi abbiamo sempre trovato la soluzione. Si poteva fare anche in questa occasione. Ma tu non lo hai fatto. Hai preferito far saltare il tavolo. Segno di debolezza. Hai aperto la campagna elettorale nel peggiore dei modi. Non hai imparato un cazzo in tanti anni di politica. Chiedi scusa a Cesare. Lui ti comprenderà. Chiedi scusa a Cesare e iniziamo una campagna elettorale civile. Ognuno per la sua strada.

Caro Caruso potrei replicare qui a tutte le puttanate che hai scritto. Punto per punto. Ma non lo faccio. Per farlo ho bisogno di guardarti in faccia. Raccolgo il tuo invito. L’occasione potrebbe essere giovedì prossimo, dopo che avrai finito la Giunta. Scegli tu il posto. A me andrebbe bene il Polifuzionale; lì dove ci siamo lasciati. Porta con te anche Irene, Eugenio, Dolly e Lucio. Porta con te anche qualche “leone da tastiera” che commenta i tuoi post. Porta chi vuoi.

Scusami Cesare se anche in questa occasione ho preso una iniziativa senza concordarla con te. Resto un cane sciolto. Ovviamente, e solo se ne hai piacere, puoi venire anche tu. Sarai il mio Ospite d’onore. Caruso aspetto conferma.

La replica di Caruso non si è fatta attendere. “Cane sciolto ho detto a tutti coloro che mi hanno chiesto che eri stato tu a fare la telefonata, già lo sanno che sei stato tu. Il cane sciolto che solo il giorno dopo la revoca delle mie deleghe ha protocollato la comunicazione di essere gruppo autonomo in consiglio, un cane sciolto in consiglio così da salvare la faccia agli altri, salvare il salvabile dopo la leggerezza che aveva fatto cadere la maschera, non la tua. Una maschera che all’indomani della proclamazione da Sindaco, 5 anni fa, aveva già fatto lo stesso tentativo due volte e a dirmelo furono consiglieri ed assessori, quelli che ora non sono in giunta. Ma anche allora, sbagliando, ho provato a dargli possibilità di recuperare per quei tentativi vili ma soprattutto scorretti e irrispettosi. L’ho già scritto e lo ripeto, non mi sottrarrò a nessun confronto ma non nelle segrete stanze, che siano pubblici, in consiglio e nelle piazze durante la campagna elettorale. Abbassa i toni, non iniziare con i mezzucci, sei anche un professionista, rimangiati quel “leoni da tastiera” perché non spaventi proprio nessuno. Lascia stare chi commenta, chi si espone e pensa a fare la campagna elettorale. Non perdere il tempo con me. Avremo tempo per fare confronti con i concittadini, confronti sul piano politico non certo sul rapporto personale, quello è irrecuperabile, con felicità tua e pure mia a questo punto”.

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