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Nessun rispetto per i defunti al Rizzoli. La sala del commiato è indegna!

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Ida Trofa | Camera mortuaria, sala del commiato o servizio mortuario sanitario, qualunque sia la sua destinazione, le condizioni in cui versano i viali d’accesso e lo spazio della Morgue dell’ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno sono pietose. Pietose, non certo per i defunti o i loro familiari, quanto per la totale assenza di decenza civile. Ma la gestione sanitaria dell’ASL Na 2 Nord di Antonio D’Amore ci ha abituati a questo ed altro. Condizioni di tenuta indegne per una area che dove accogliere in maniera degna e almeno decorsa i nostri defunti, malati che hanno avuto la sventura di passare ad altra vita dopo un infausto passaggio perso il presidio ospedaliero di via Fundera.

Al netto dei lavori edili in corso, dell’emergenza Covid 19 e delle varie regole di condotta, nel comparto Sanitario ci sono diversi aspetti e problematiche non tutte gettonatissime, che colpiscono il cittadino in modo particolare nei momenti del dolore. Uno degli aspetti, meno dibattuto nei salotti buoni, è quello del decoro e dell’accoglienze della camere mortuarie, luoghi ove diamo l’estremo saluto ai nostri cari o ai nostri amici. Si tratta di dignità e decoro umano. Perché la Pietas vive ancora tra i nostri sentimenti e nelle coscienze.
E’ inutile parlare di ampliamenti, grandezze e appalti faraonici. Al Rizzoli di Ischia manca l’ABC. Purtroppo, chi ha la sfortuna di avere un familiare morto nell’ospedale e portato, quindi, nella sala mortuaria, si accorge che la morgue è in pieno degrado, da tempo è stata trascurata. Chi ha il dolore per la morte di una persona amata, è in attesa che lo stesso venga trasportato in casa, o al cimiteri, è costretto a vivere in mezzo alla sporcizia, a pareti scrostate, sedie rotte, ingresso al buio, insomma un ambiente che di certo non consente di stare sereni, di chiudersi in religioso silenzio perché l’ambiente è veramente invivibile.
Se da vivi entriamo in un ospedale con un bel bagaglio di preoccupazione, anche da morti non si hanno certezze diverse. Per di più non ci si potrà neppure lamentare!

Chi resta, chi vive attraverso al morte altri queste nefandezze, però, ha il dovere di denunciarle. L’accesso alla camera mortuaria dell’ospedale A. Rizzoli, non è certo una passeggiata di piacere, anzi aumenta il peso di quel passaggio trattandosi di quanto di più indecoroso ci possa essere ed accresce l’afflizione.
Una “arricettata”, una mano di giardinaggio e di pulizia dei viali, una sistemazione alle panchine dove si attende di poter piangere i propri congiunti, un paio di sedie almeno pulite, per dare almeno una parvenza di rispetto per chi si trova a vivere un dramma, ad elaborare il lutto, magari anche dopo una lunga malattia. Un po’ di rispetto per il dolore. I morti, forse, non possono vedere lo schifo in cui li si accoglie, non possono sentire l’umiliazione dei luoghi squallidi in cui chi governa quei luoghi, accoglie i loro corpi, custodisce le loro salme. Non possono vedere i luoghi degradanti a cui questa gente li condanna per l’ultimo saluto. Nonostante i decisori istituzionali che governano questi luoghi, il Rizzoli, l’Asl, dovrebbero vergognarsi.

Anche gli interni non brillano per decoro, attesa in particolare la ristrettezza degli spazi. Eppure, a quanto risulta, la copertura finanziaria per intervenire non manca. Manca l’ABC della buona pratica amministrativa e gestionale di tutti, nessuno escluso.
In questi gironi l’argomento Sanità tiene banco, nell’opinione pubblica e ai tavoli del potere, soprattutto ad opera dei numerosi medici ed operatori sanitari, dei tanti politici che si contendono il seggio per il dopo D’Amore ai vertici della Napoli 2 Nord.
Forse se ai morti si potessero chiedere le raccomandazioni, allora, farebbero qualcosa! Qualcosa per dare almeno una pulita al luogo che li accoglie prima che intraprendano l’ultimo viaggio.

L’Asl deve investire delle risorse per ristrutturare gli ambienti che si trovano in condizioni inaccettabili. I morti hanno la loro dignità e tutti noi abbiamo l’obbligo di tutelarla. L’azienda sanitaria ha recentemente approvato piani di investimenti e risorse. Cifre importanti! Basterebbe poco per dare un minimo decoro agli spazi del commiato presenti presso il complesso ospedaliero. Il loro stato di degrado è stato segnalato numerose volte dalle famiglie dei defunti. È’ indubbio per chi ha avito la sventura di passare per qui luoghi che i locali sono piccoli, non c’è alcuna attenzione per gli arredi, i muri andrebbero manutenuti, i depositi di materiale separati dagli ambienti mortuari veri e propri. Inoltre, per la ristrettezza dei luoghi non viene nemmeno rispettata la privacy dei familiari, visto che le salme sono vicinissime tra loro e non ci sono ambienti di attesa. Chi si trova in quel luogo è in una condizione di profondo dolore, perché ha perso una persona cara, e avrebbe bisogno di uno spazio pulito, ordinato e dignitoso in cui piangere. L’azienda sanitaria deve fare il possibile perché ciò avvenga. Ci auguriamo che l’appello non cada invano e che il prossimo direttore generale, magari anche un semplice direttore sanitario (quello attuale latita) lo sostenga a prescindere dagli ordii calati dall’alto delle stanze del potere.

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