Moracci: «Ischia, attenta alle ripartenze della Paganese. L’infortunio? Arrivato nel mio momento migliore»

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Alessandro Mollo | Ha realizzato il primo gol stagionale dell’Ischia Isolaverde, nella gara di Coppa Italia con la Fidelis Andria. Leonardo Moracci guida settimanalmente, assieme a Liberato Filosa e Rino Iuliano, il pacchetto arretrato gialloblu, cresciuto sensibilmente nel corso delle scorse settimane. Proprio nel momento di miglior condizione, Moracci è stato fermato da un infortunio. Ma adesso è pronto per riprendersi le chiavi della difesa gialloblu, proprio, ironia della sorte, nella sfida con la Paganese, squadra con la quale ha giocato nella passata stagione.

L’infortunio è alle spalle?

“Sto sicuramente meglio. Mi sono allenato per tutta la settimana con la squadra e ho recuperato la condizione persa nel periodo in cui sono stato fermo per via dello stiramento al polpaccio. Sono abile e arruolabile”.

Probabilmente l’infortunio è arrivato nel momento migliore della tua stagione.

“Te lo confermo. Stavo acquisendo la migliore forma e, dopo tre – quattro partite, avevo iniziato a fare bene. Io e Filosa siamo due che faticano ad entrare in condizione subito. Con il passare delle settimane è cresciuto anche il feeling tra di noi, oltre la condizione. L’infortunio non ci voleva, dipende anche dai campi di gioco. Noi ci alleniamo ai Camaldoli, dove il campo è molto duro. Adesso arriva l’inverno e troveremo spesso terreni di gioco bagnati. I muscoli si affaticano di più e si va incontro a fastidi ed infortuni. Ma sono imprevisti di questo lavoro”.

Sabato sarai uno degli ex in campo. Domanda banale ma dovuta: sarà una sfida particolare per te?

“No, non sarà una partita come le altre. Almeno fino a quando l’arbitro non fischia. Poi, una volta iniziata la gara, sarà una partita come tutte le altre”.

L’anno scorso a Pagani hai conquistato una salvezza tra diverse difficoltà

“E’ stata una stagione particolare dalle due facce, se non tre. Inizialmente vi era Cuoghi in panchina, ma le cose non andavano bene. Il Presidente ha deciso così di cambiare tecnico e con l’arrivo di Sottil e di alcuni calciatori, come De Liguori e Bernardo, tutto è cambiato. Poco prima di Natale sembrava che, per il ritmo avuto, potessimo nutrire anche qualche speranza di accedere ai play off. Poi a Gennaio i problemi del Presidente hanno portato ad un ridimensionamento della squadra e con i denti abbiamo realizzato il miracolo della salvezza. Abbiamo concluso il campionato a pari punti con il Messina, ma per via degli scontri diretti in nostro favore, ci siamo salvati noi”.

A Pagani quale potrebbe essere il pericolo principale per l’Ischia

“La loro velocità nelle ripartenze. Ho visto Benevento – Paganese domenica scorsa, e la squadra di Grassadonia quando riparte, se beneficia di spazi, può fare male. Hanno giocatori di gamba, veloci, tecnici. La rosa della Paganese è un giusto mix tra giovani che corrono tanto e giocatori di qualità con grande esperienza in questa categoria”.

L’Ischia come arriva alla sfida col Pagani? Sabato col Foggia abbiamo visto un’Ischia dai due volti

“Sabato ero in panchina. Nel secondo tempo si poteva fare qualcosa di più, ma i miei compagni erano molto stanchi, perché, per contrastare la gran qualità del Foggia, hanno speso tanto nel corso della gara e sono arrivati poco lucidi alla parte conclusiva della partita. Quando sostieni grandi sforzi, mentali e fisici, per tenere testa alla miglior squadra del girone, sul piano qualitativo, alla lunga qualcosa paghi. Come capitato ad Orlando, che ha compiuto un errore si, ma dal primo all’ultimo minuto ha dato tutto”.

In settimana ne avete più riparlato con mister Bitetto del secondo tempo di Ischia Foggia?

“Sì, il mister ci ha detto che prima della gara avrebbe firmato per pareggiare con la squadra di De Zerbi. Però poi, per come si era messa la partita, avremmo dovuto provare o azzardare un po’ di più. Il mister ha ragione, ma ripeto: non è facile essere lucidi quando per novanta minuti si compiono grandi sforzi per contrastare il Foggia, una squadra a noi superiore in tutto. Il gol di Sarno è un qualcosa che non appartiene a tale categoria”.

Ti aspettavi la batosta dei quattro punti? E lo spogliatoio come ha reagito?

“Ne so quanto te. Ci aspettavamo uno o due punti, uno per la fideiussione in ritardo ed uno per gli stipendi pagati in ritardo della passata stagione, credo. Però da due a quattro, vi è una batosta. Fortunatamente siamo riusciti a conquistare l’importantissimo risultato di Andria e, soprattutto, nel mese in cui siamo rimasti privi di attaccanti, siamo riusciti lo stesso ad ottenere risultati positivi, molto importanti, perché sennò oggi ci troveremmo, dopo la penalità di quattro punti, in difficoltà. In quel caso forse la squadra avrebbe potuto accusare il colpo, invece lo spogliatoio non ne ha risentito per nulla. Sappiamo che sul campo abbiamo conquistato quindici punti. Dobbiamo conquistare quanti più risultati positivi possibili e, come dice il mister, quando non possiamo vincere dobbiamo pareggiare. Anche per far fronte alla penalità che ci ha tolto la possibilità di lottare per un qualcosa in più rispetto alla salvezza”.

Bitetto spesso definisce l’Ischia una squadra di seconda fascia che non si pone limiti. Vuoi provare a porli tu limiti e sogni dell’Ischia?

“Possiamo giocarcela con tutti. Dopo l’infortunio di Fall, è arrivato Luca Orlando, un giocatore molto generoso che ci dà quantità e qualità. Credo che, nonostante la penalizzazione, possiamo dire la nostra anche per qualcosa in più rispetto alla salvezza. Noi giochiamo partita dopo partita e cercheremo di arrivare più in alto possibile”.

Sei un calciatore che ama viaggiare. In carriera non sei mai rimasto per due anni consecutivi nella stessa squadra.

“Vero, ci pensavo anche io. Non trovo mai l’opportunità di restare per due anni nello stesso posto. Dodici mesi fa pensavo che il rapporto con la Paganese non sarebbe durato soltanto un anno, poi dopo la società ha avuto dei problemi e ho preso altre strade”

Il gol in campionato ti manca dal 2012 (con l’Ischia ha segnato in Coppa con la Fidelis Andria), nonostante sia uno specialista delle punizione e possiedi un buon fisico da far valere su palla inattiva. Ti manca la rete?

“Ogni tanto ci penso. Più che altro ero abituato a realizzare almeno un paio di gol all’anno su punizione, però allenandomi sui campi sintetici cambia il modo di calciare la palla rispetto ai terreni in erba naturale sui quali giochiamo di domenica. Ne parlavo anche con Nicola Mancino”.

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