martedì, Aprile 13, 2021

Ischia, un paese a folle

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L’11 giugno 2017 si è votato ad Ischia. Enzo, alle 3 di notte, ha avuto la conferma era sindaco di Ischia. Da allora per il comune di Ischia non si è mosso nulla. Tutto fermo. Tranne le clientele e le manovre sottobanco dei consiglieri comunali con potere di firma. Clima da gestapo della serie: “Devi dar conto a me. Non devi parlare con…”

Ma vediamo come siamo arrivati ad oggi e come il Comune di Ischia ha vissuto questi 250 giorni di nulla. Politicamente dal giorno dopo le elezioni ad oggi Enzo Ferrandino non è riuscito a trovare un accordo con la sua stessa maggioranza. Non ci è riuscito nei 20 giorni che gli dava le legge prima del consiglio comunale e non ci è riuscito dopo 250 giorni. La scorciatoia o meglio, la fregatura di una giunta civica, come egli stesso l’ha definita, non è servita a far calmare gli animi dei litigiosi consiglieri di maggioranza. E oggi, dopo 250 giorni, ancora si litiga su chi, come e quando dovrà andare in giunta.

Partecipate ferme o meglio, parcheggiate nei centri di potere con venivano male amministrate prima del voto. La Sciarappa continua a gestire a modo suo Ischia Ambiente e la Genesis. Luca Spignese, non eletto e non considerato nella nuova giunta, continua ad imperare in Ischia Risorsa Mare. Tutto fermo. Immobile. Nessun cambiamento, nessuna innovazione. Un paese fermo ancorato alla scorsa campagna elettorale senza nessuna attività che possa dare un segnale di ripresa o di rilancio. Un porto abbandonato a se stesso. Strutture fatiscenti, nessuna segno di rilancio in un periodo di crisi post terremoto. Nessuna iniziativa tesa ad avere maggiori introiti col porto. E così, come il porto muore, muore anche tutta la gestione dell’ambiente, del verde. Nessuna iniziativa che segni il tempo.

250 giorni buttati o dietro le scemità degli assessori civici o a rincorrere le beghe di quattro consiglieri comunali che non hanno neanche la vergogna di andare in consiglio comunale e alzare la manina in silenzio, come tanti burattini che seguono le azioni che i fili comandano. Il paese è morto. Ischia è un comune alla deriva che non produce nulla. Gli imprenditori sono felici e allegri solo perché la prima azione che ha fatto Enzo Ferrandino è stata quella di mettere il comune di Ischia in condizione di perdere cause con i contribuenti e fare in modo che chi lo ha votato non pagasse le tasse. Per farvi un esempio a Barano, Dionigi (la musa ispiratrice di Enzo) ha iniziato una serissima azione di recupero crediti verso i contribuenti . Un’opera meritoria che porta danari freschi nelle disastrose casse del comune e consente ai cittadini di regolare le proprie posizioni.

Ad Ischia, invece, si è preferito decapitare la posizione del dirigente ai tributi e lasciare il servizio senza che nessuno se ne prendesse cura. O meglio, affidato a qualcuno che se ne prendesse cura, però, con l’ubbidienza di chi firma, in silenzio, senza leggere e senza fare domande. Le carte vengono preparate altrove, ad altre figure e il funzionario ha solo il compito di firmare. In assoluto silenzio e in religiosa prostrazione. Altrimenti la fine di Paola Mazzella serve come monito per tutti. E di posti nello Staff che ne è uno solo. E così come per i tributi, in questi 250 giorni si è preferito stare senza far nulla anche con il bilancio. Tutto fermo fino a pochi giorni fa quando, con la testa cosparsa di cenere il sindaco ha dovuto chiedere il rientro in posizione di Antonio Bernasconi. Ah, scommettiamo che Enzo farà trascorrere i 180 giorni senza prendere atto delle sentenza della Corte dei Conti per fare in modo che l’assunzione di Bernasconi sia “sanata” e non più attaccabile? Il comune se ne starà per i fatti suoi… buono buono.

Ma non c’è nulla che funzioni ad Ischia. E’ tutto fermo. Un comune immobile nell’intalliarsi e nel tentennare del Sindaco che non prende nessuna decisione se non quelle che servono a favorire solo alcuni consiglieri comunali: Zanghi, Ottorino Mattera in primis. Il resto, invece, serve solo per alzare la manina in consiglio comunale e viene tenuto all’oscuro di tutto. E la storia della promozione dei 10 vigili urbani che raccontiamo a lato, è l’esempio. Consiglieri affetti da una strana forma di codardite acuta che incassano in silenzio e continuano a fare i soldatini nelle mani del duopolio di osterini memoria. Un salto indietro nel tempo di oltre 30 anni che paga Ischia. Un salto nell’era pre-Brandi che taglia le gambe a cittadini, imprese e imprenditori. Un cuneo nefasto dal quale sarà sempre più difficile risalire.

“Un paese a folle”. Ovvero un paese che ha il motore acceso ma che nessuno è in grado di mettere la prima e partire. Dopo 250 giorni di attesa credo sia anche giusto chiedersi cosa stia accendo al nostro comune. consumiamo benzina restando al minimo senza muoverci di un solo metro. Fermi, col motore acceso, ma senza andare da nessuna parte.

Da una parte c’è il mistero della sezione numero 14 dove non sappiamo quale imbroglio è stato fatto per far eleggere Valeria De Siano. Siamo fermi fino al prossimo 15 marzo, ma nel frattempo, il sindaco crede che tutti gli altri siano distratti. Enzo propone la nomina ad assessore di Luca Montagna oggi, credendo che Luca sia un gruppo con 2 consiglieri comunali. Ma è possibile che il 15 marzo Luca sia solo. Ed essendo solo perché verrà confermata l’elezione di Maurizio De Luise al posto di Valeria De Siano, perché deve essere nominato assessore e deve controllare anche le partecipate?

Solo perché Enzo preferisce avere Luca e Abramo invece che Giosi?

Mossa azzardata, al pari di quella con cui sempre il Sindaco continua ad ignorare la composizione dei gruppi consiliari (ha la necessità di proteggere Ottorino, il presidente del consiglio comunale sfiduciato dalla sua stessa lista) e chiede a Carmen Criscuolo di dimettersi per dare il contentino a Luca Spignese, nonostante Carmen abbia cambiato gruppo politico.

Mosse che servono a prendere tempo e restare con la macchina a folle, senza ingranare mai la marcia. Decisioni che solo un folle può prendere.

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3 Commenti

  1. Caro direttore i tuoi spunti sono ineccepibili!
    Detto ciò, tu sai bene chi ha lavorato… per lasciarci queste macerie umane in eredità.
    Cosa possiamo auspicare per risalire la china?
    La discriminante tra il bene e il male o tra l’efficienza e la negligenza non deve essere più politica ma piuttosto legata al valore dei singoli uomini.
    Il moto di ribellione deve nascere dalla “base” e questo è probabile che accada a medio termine se, come io ritengo,
    aumenterà la crisi dell’imprenditoria e di molte “categorie” con la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro.

  2. Ragazzi non vi preoccupate tanto come al solito si faranno tante feste con spettacolari
    fuochi d´artificio che noi ischitani cosí tanto amiamo e come al solito diremmo
    ” Jamm ja! Peró chist´ann o sindaco cia fatt na bella fest!

  3. Detto che la situazione del Paese è tristemente sotto i nostri occhi e che le considerazioni del Direttore sono sacrosante e totalmente condivisibili, c’è da dire che la progenie arriva dai 10 anni precedenti quest’ultimo e sono solo in parte ascrivibili all’attuale sindaco colpevole però di non mettere alla porta i questuanti che tutto hanno tra i loro obiettivi tranne lo sviluppo e l’ammodernamento di Ischia.
    Storia vecchia che ho sempre detto ad Enzo prima che imbarcasse tutto e tutti pur di vincere senza regnare. Inascoltato naturalmente come si può ben vedere.
    Ma in questa lenta ed inesorabile agonia la cittadinanza di Ischia Porto dove è?
    Cosa chiede alla amministrazione a parte la ricerca di collocazione di qualche inetto contiguo in famiglia,
    o di qualche autorizzazione non dovuta?
    La risposta che tutti noi conosciamo altro non fa che essere la riprova del comatoso senso civico nel quale tutti affoghiamo e che l’amministrazione plasticamente rappresenta.
    ” I che vulimm parlà “

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