fbpx

Ischia Calcio. Davide Trofa: Il secondo posto era alla nostra portata

ECCELLENZA | IL CAPITANO TRACCIA IL BILANCIO DELLA STAGIONE E CI PARLA DEGLI OBIETTIVI FUTURI

Must Read

Simone Vicidomini | La cavalcata dell’Ischia verso la serie D si è fermata al primo turno dei play-off in quel di Angri contro il San Marzano. I gialloblù per il secondo anno consecutivo vedono sfumare il possibile salto di categoria. Una stagione vissuta tra alti e bassi, ma soprattutto con risultati che, vieppiù a bocce ferme, gridano ancora vendetta e suscitano tanta amarezza. Troppi i punti persi durante il cammino verso la scalata nel raggiungimento dei play-off, con i gialloblù che nel momento in cui dovevano dare il colpo di grazia sono venuti meno, dimostrando che il così detto “MADE IN ISCHIA” ha un grosso limite. L’organico aveva bisogno almeno di tre pedine, una per reparto, soprattutto in attacco. Non ce ne voglia Angelo Iervolino, ma spesso abbiamo visto Filosa come attaccante preferito a De Luise, che da quando poi entrò ad Ercolano fece bene, fino a conquistarsi una maglia da titolare e togliendo più volte la castagne dal fuoco. Ad inizio stagione abbiamo sempre sostenuto che quelle caselle lasciate vuote dai fratelli Saurino, Accurso, Monti e Rubino (senza dimenticare Mennella) dovevano essere rimpiazzate con giocatori validi e di esperienza. Uno dei calciatori che quest’anno ha trascinato i gialloblù verso il raggiungimento di risultati importanti è Davide Trofa. Soprattutto un vero capitano che, grazie alle sue prestazioni in campo e al suo carisma, ha collezionato anche assist per i suoi compagni, segnando anche tre gol. Il centrocampista isolano, factotum della squadra, ha giocato prima da terzino sacrificandosi fino a ritornare nel suo ruolo naturale. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il capitano gialloblù per tracciare il bilancio della stagione e accennare agli obiettivi futuri.

Sono passate oltre due settimane dalla sconfitta di Angri contro il San Marzano, che è costata l’eliminazione dai play-off, interrompendo la cavalcata verso la serie D. Secondo te si poteva ottenere di più? “Si può sempre fare di più. Il gol preso a gara in corso ci ha spezzato un po’ le gambe – attacca Trofa –. Noi ci abbiamo provato secondo le nostre forze che avevamo in quel momento. Se fossimo riusciti a trovare il gol del pareggio, forse avremmo potuto creare qualche problema grosso a al San Marzano nei tempi supplementari. La realtà purtroppo e che non ci siamo riusciti”.

“A TORRE…”

Il cammino verso il miglior piazzamento nei play-off però ve lo siete complicati nelle ultime due giornate di campionato, anche perché con il Napoli United fino al settantesimo eravate ad un passo dal secondo posto. Invece è arrivato quel pareggio che sa di beffa, per concludere l’ultima partita in casa dell’Albanova. Sei d’accordo?
“Purtroppo siamo stati sfortunati, c’è da dire questo. A Torre Annunziata con quei tre punti sfumati quasi sul gong, ci mettevamo un po’ sopra al Savoia e poi rimanevano le ultime tre giornate dove avremmo potuto giocarle in maniera diversa, magari con qualche risultato che potevi gestire diversamente, senza essere costretto per forza a vincere, perché non ti trovavi più ad inseguire. Abbiamo avuto un’altra occasione con la partita in casa contro il Napoli United. Ci abbiamo provato, siamo andati in vantaggio, abbiamo subito il pareggio ma non siamo riusciti a concretizzare diverse palle-gol – prosegue Trofa –. Alla fine questo è stato il leit-motiv di tutta la stagione, dove ha evidenziato che in avanti c’era bisogno di qualcosa; nonostante i ragazzi abbiano dato tutto quello che avevano. E’ un peccato non aver raggiunto un secondo posto perché era alla nostra portata”.

Come da te detto poc’anzi, questa squadra aveva tutte le carte in regola per conquistare il secondo posto, invece avete chiuso al quarto posto. Possiamo parlare di fallimento?
“Sicuramente, lo posso pensare anche io questo. Passare dal secondo posto ad un quarto è tutta un’altra cosa, soprattutto se guardiamo il format del campionato, le altre squadre, ma anche per come ci eravamo arrivati lì per lì. Il secondo posto era tutto concentrato lì, nel giro di due punti. La differenza di quei due punti, che è stata abissale, l’abbiamo vista nell’avversario che abbiamo preso nei play-off; perché è un conto disputare una finale con il San Marzano, un altro incrociarla subito. Il doppio risultato che loro avevano a disposizione ha fatto da contraltare alle tante defezioni nostre e soprattutto quel gol ce lo siamo fatti noi. Sottolineo che siamo andati a giocare senza Chiariello, che è un punto importante della difesa, ma della squadra stessa”.

E SONO DUE

L’Ischia per il secondo anno consecutivo, dopo la finale persa nello scorso giugno contro la Mariglianese, ora è uscita al primo turno dei play-off contro il San Marzano. Vuol dire che il progetto isolano va bene fino ad un certo punto  che si ha bisogno veramente di qualcosa in più per puntare a vincere?
“Sono due aspetti diversi. I ragazzi che c’erano hanno dato tutto quello che avevano secondo le loro potenzialità. L’anno scorso, secondo il mio punto di vista – spiega il capitano – eravamo più forti come squadra. Sono opinioni soggettive, è chiaro, però, avere in rosa i due fratelli Saurino, Rubino, Billone Monti, Accurso e lo stesso Mennella alzano sicuramente l’asticella. Nei primi undici che schieri in campo, forse non parti con il favore dei pronostici, però comunque hai delle alternative da giocare a gara in corso e nel lungo periodo sono importanti. Basti vedere che ti sei ritrovato a giocare un play-off ridimensionato, però in quel momento hai giocato con tre under in campo e di fronte avevi giocatori di esperienza che hanno calcato anni di categorie superiori. La differenza sta lì. La finale persa contro la Mariglianese è stata cocente sì ma comunque avevamo superato delle corazzate. La Palmese nonostante la sconfitta ha fatto due-tre innesti ed ha raggiunto la Serie D quest’anno”.

Il ringiovanimento della rosa è stata un’arma a doppio taglio?
“Sono state fatte delle scelte, però lo svecchiamento della rosa lo vado a fare quando ho delle alternative. Nel San Marzano ad esempio gioca Meloni e non Liccardi. Un conto avere le frecce nell’arco e un altro non averle”.

LA SOCIETA’

La stagione non solo si è conclusa con l’amaro in bocca, ma anche con le dimissioni prima di Pino Taglialatela, poi di Mario Lubrano, fino alla rinuncia del presidente D’Abundo. Cosa ne pensi di tutto questo, anche perché c’è lo spettro di qualche fantasma di vedere l’Ischia nuovamente ridimensionata.
“E’ un peccato, perché c’era una base di partenza. Al di là di quello che ne dicano, il progetto restava interessante. La squadra l’anno scorso, ripeto, aveva delle alternative, quest’anno hai provato a ringiovanire e nonostante ciò la squadra è arrivata a un passo dalla finale di Coppa Italia, hai conquistato i play-off a cui all’inizio in tanti non ci credevano. Con un piccolo ritocco, questa rosa poteva vincere tranquillamente. Adesso è tutto da rifondare c’è da capire chi arriverà, se ha la stessa idea e linea del presidente D’Abundo. Un aspetto importante. In questo momento è difficile, perché devi trovare una persona che si accolla delle spese, degli oneri di poter essere l’Ischia”.

In chiusura, è doveroso chiederti: a Forio sei molto legato per via della scuola calcio oltre che al lavoro. Però è da un po’ di tempo che si vocifera che potresti ritornare ad indossare la maglia biancoverde. Tutto questo dipenderà se il Real Forio ripartirà dall’Eccellenza o dalla Promozione con una squadra costruita per puntare a vincere? Saresti disposto a scendere di categoria?
“Ora non sto pensando a nulla poiché ho ancora il ricordo dell’ultima partita giocata ad Angri. Perdere davanti a tutti i nostri tifosi al seguito e non regalargli una gioia non è stato facile – ricorda Trofa –. Per adesso sto cercando di metabolizzare e stare più tranquillo, staccando un po’ la spina. Bisognerà capire anche il futuro dell’Ischia con la speranza che si risolva presto e si possa tornare più forti di prima. A Forio sono stato benissimo, e ci sto tutt’ora ma ripeto, spero che si risolvi tutto al più presto con l’Ischia e che lo stesso Real Forio si possa riprendere l’Eccellenza che ha perso sul campo. A me farebbe piacere rimanere ad Ischia perché sono tifoso e la mia disponibilità c’è tutta. Sto cercando di ricaricare le batterie per divertirmi anche il prossimo anno, però c’è tempo”.

Sempre schietto e sincero oltre che gran combattente in campo. E’ capitan Trofa.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

In evidenza

Maronti ore 15.00, il mare così non può andare!

Sono foto e video dolorosi quelli realizzati da Michele Mattera. Una rappresentazione triste e ingiusta verso tutti: residenti, isolani...