lunedì, Marzo 8, 2021

Ira di Luigi Mennella: “Basta con i CAS pezzotti, ora voglio la verità!”

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Il comune preme sulla Curia per restituire al culto il sacro luogo. L’occasione è data dalle imminenti festività pasquali. Castagna tuona:“Non posso esimermi dall’informarVi che nulla osta all’utilizzo dell’immobile, pertanto a partire dal 15 marzo 2021 sarà cura del comune assicurare l’apertura della Basilica tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 13 esclusi il sabato e la domenica, salvo ulteriori disposizioni“

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Ida Trofa | A quasi quattro anni dal terremoto, due dalla cessata emergenza per far spazio a una ricostruzione che non decolla si continua a parlare di contributi per l’autonoma sistemazione, fondi per alloggiati e pasticci burocratici per l’assistenza alla popolazione.
I terremotati, quelli davvero colpiti dalla sciagura, rischiano di rimanere senza sostegno economico per la casa a vantaggio di furbetti e portoghesi e soprattutto per colpa di norme capestro e sordità politica e governativa senza futuro e senza una casa.
Il commissario Carlo Schilardi, nel tentativo di porre l’ennesima pezza a colori, ha di recente chiesto di emendare il “milleproroghe“ nel tentavo di ottenere CAS per consanguinei (parenti di proletari di case danneggiate che dimoravano nelle case di mamma e papa etc etc) e fittuari (al 50%) fino al 31 dicembre 2021.

Ammettiamo pure che non ci sia nessuno che trami per la desertificazione dell’intera area terremotata per la trasformazione dei borghi in aree fantasma eppure la continua assunzione di provvedimenti capestro che non tengono conto delle conseguenze, purtroppo sempre negative per il territorio per la sua genere e per i terremotati favorisce lo spopolamento e l’addio alle zone più colpite del Cratere 2017. Su tutte Casamicciola. E non diteci che è colpa del Coronavirus. La manovra è in atto da tempo tra edilizia pubblica è privata è tutto un ritardo, si paventano fondi cifre, si istituiscono tavoli tecnici ma nulla!

Ma a questo proposito c’è anche un’altra scadenza che grava sulle famiglie terremotate. Infatti al 31 dicembre 2020 sono state cessate e non riconosciute molte posizioni relative al contributo di autonoma sistemazione (Cas) per chi non è propriamente propietario degli immobili. Il che stando alle pratiche ischitane di proprietà e “spartenze” chi non ha un titolo di proprietà puro e duro non avrà contributi.
Sono stati vani sin qui tutti i tentativi di far capire il guaio ed il dano alla gente. Ci è stato spiegato che il provvedimento riguarda in particolare le famiglie che hanno ottenuto in comodato o in concessione, oppure vivono con i familiari o genitori che risultano ancora proprietari. Tuttavia, se dimostreranno di avere i particolari requisiti previsti dalla normativa, potranno continuare a beneficiare del Cas. Non è neppure immaginabile la sofferenza e l’angoscia di hi vive questa incertezza, esigenze sospese, da quattro anni. Purtroppo inutilmente, attraverso queste pagine stiamo gridano il male e gli errori commessi a danno di pochi inermi cittadini vittime del sistema, della malapolitica e di un senso di comunità ormai smarriti o forse inesistente.

I ritardi nella ricostruzione hanno creato una situazione del tutto paradossale. Infatti la concessione dei contributi come terremotati a molti cittadini, molti fittuari in realtà in tre anni è costato allo stato più denaro di quello che sarebbe stato necessario per riparare la sua abitazione con danni lievi. Discorso analogo è da farsi per migliaia di sfollati ai quali sarebbero bastate poche decine di migliaia di euro per restaurare le loro case.
“Si continuano ad erogare, ingiustamente, i contributi di autonoma sistemazione agli affittuari. Lo si è fatto fino allo scorso dicembre. Diciamoci poi la verità, nella problematica dei contributi ci sono molti imboscati e molti che, pur non avendo diritto, percepiscono a danno di chi non riceve niente, perché non ha sponde in paradiso o nella stanza dei bottoni – ha sottolineato Luigi Mennella leader dell’opposizione di Casamicciola Terme – Purtroppo, soltanto per il nostro terremoto, le somme erogate per la autonoma sistemazione ricadono sui fondi della Ricostruzione (e non su quelli dell’Emergenza erroneamente conclusa nonostante le oltre 5000 firme raccolte per evitarne la cessazione). Sono risorse che avrebbero potuto essere destinate alla vera e propria ricostruzione che è ancora completamente ferma. Pertanto ho richiesto l’accesso agli atti per poter verificare le pratiche in essere. Non si può più fare finta di niente, ne va del futuro di tutti. – ha aggiunto l’ex sindaco – La burocrazia ci attanaglia, i passaggi per arrivare solo a redigere un progetto per il recupero di un’opera pubblica sono una trafila infinita che dura mesi. Pensate quante difficoltà avrà un povero Cittadino.
Per quanto riguarda la ricostruzione post sisma, quella che era stata decantata come il toccasana per risolvere tutti i problemi, la norma sulla ricostruzione, gli orpelli, i decreti e le ordinanze si sono rivelati, al momento, poco efficaci. Un provvedimento che ha bloccato tutto, ed ancor di più l’isola d’Ischia. Ogni commento è superfluo. L’unica speranza è che almeno gli appalti per i danni lievi agli edifici terremotati vadano avanti, rispetto ai danni pesanti finiti nell’acquitrino putrido del Condono.
A proposito dei ritardi provocati dalla burocrazia, in questi giorni è emerso un altro caso eclatante, oltre alla mancata nuova assunzione di personale che si occupi esclusivamente del sisma, si attende ancora lo stop a tasse e balzelli e al pagamento dei mutui. Non ho capito cosa si aspetta, cosa aspettano i nostri rappresentati istituzionali, oltre le dirette Facebook e le uscite di circostanza. Ad Ischia sul terremoto vi è stato un vero disastro istituzionale a partire dal comportamento dei nostri politici locali.“

C’è una chiara relazione tra causa ed effetto ed ormai deve essere a tutti evidente come il paese si stia desertificando.
Un pasticcio su CAS, emergenza cessata e ricostruzione del quale persino la protezione civile del concittadino Angelo Borrelli si è lavato le mani. Non si capiscono inoltre le ragioni per cui non risulta valido anche per i cittadini terremotati gli stessi termini, le proroghe e le prescrizioni previste nel blocco nazionale per il Coronavirus. Non sono dettagli di poco conto, c’è chi rischia di perdere il Cas, di non poter ricostruire, di restare senza più niente e di vedersi costretto ad andare via oltre il rischio di assistere a gesti estremi di disperazione.
La speranza è che arrivi anche in tempo utile un chiarimento da parte della Protezione civile nazionale, che faccia chiarezza e ci aiuti, eviti ripercussioni pesanti, a chi da quattro anni attende di vedere partire i lavori di ricostruzione della sua casa danneggiata dal terremoto. Il lancio di un salvagente estremo da un governo nazionale allo sbaraglio dannoso per se stesso e soprattutto per gli altri.

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1 commento

  1. Forza Luigi Mennella vai avanti contro questo scempio di politicanti da strapazzo fatto di amici di amici che ne guadagnano fatto da favoritismi..perché senza “aiuti”… non sono capaci di far nulla nella vita…. !!

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