Il condono nel DL Rilancio. Bruno Molinaro: “un piano salva case, salva territorio e salva paesaggio”

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Per capire la bontà del testo proposto dal governo (leggi qui) abbiamo chiesto un parere all’avvocato Bruno Molinaro.
Avvocato, la norma inserita nel Decreto “Rilancio” sembra essere una vera bomba, in particolare per Ischia. Cosa ne pensa?
«Rilancio, questa parola dice tutto. Se dovesse essere approvata – ci ha detto l’avvocato Molinaro -, saremmo, a mio avviso, di fronte ad una riforma epocale. Significherebbe, infatti, che l’emergenza da coronavirus, secondo le intenzioni del proponente (Ministero per gli Affari Regionali) dettate soprattutto dall’esigenza di dare nuova linfa al paese contro l’economia stagnante nel settore strategico dell’edilizia, avrebbe finalmente determinato il superamento degli steccati ideologici che da oltre sedici anni hanno impedito al legislatore di mettere in campo iniziative volte alla definitiva regolarizzazione dell’enorme patrimonio edilizio esistente.

La ricetta dovrebbe essere, in pratica, quella della “riqualificazione” o “rigenerazione” urbana, con particolare attenzione ai valori paesaggistici, che tanto ricorda la proposta sul “ravvedimento operoso” che preparai anni fa per i ragazzi del Movimento 5 Stelle di Ischia. Questa proposta del “ravvedimento operoso” era basata, appunto, sulla riqualificazione degli immobili mediante la esecuzione di opere di prevenzione del rischio sismico ed idrogeologico, di bonifica, di messa in sicurezza permanente, nonché di interventi di bioedilizia, di potenziamento dell’efficienza energetica e di risparmio delle risorse idriche, nell’ottica di un miglioramento complessivo della qualità architettonica, energetica ed abitativa, oltre che della razionalizzazione e contenimento del consumo del suolo.

La nuova proposta prevede, in buona sostanza, la sanatoria edilizia degli immobili che risulteranno in linea con i piani di riqualificazione urbana. Questi piani “salva case, salva territorio e salva paesaggio” dovrebbero essere approvati dai Comuni, sentite la Regione e la Soprintendenza. Ritengo molto interessante e significativo il passaggio contenuto nella relazione di accompagnamento sulle “fantasiose, gigantesche ed inattuabili (socialmente ed economicamente) campagne di abbattimento”. Bisognerà vedere ovviamente se, con l’approvazione della norma, verrà anche prevista la sospensione delle procedure di demolizione allo stato pendenti e non ancora eseguite. Vi è da dire però che, quando vengono approvare normative di questo tipo, la sospensione dei procedimenti sanzionatori viene considerata una scelta obbligata (e la relazione accredita tale interpretazione). Sicuramente è un segnale forte contro l’ipocrisia e il giustizialismo pseudopolitico e di facciata, seppur sospinto dalle necessità contingenti (la fame fa uscire il lupo dal bosco).

Può sicuramente rappresentare, con gli opportuni accorgimenti, la soluzione definitiva al problema. Certo è che la proposta è singolare perché non fissa alcun criterio o parametro cui dovrebbero conformarsi i piani, né prevede la monetizzazione degli abusi tipica di qualsiasi normativa in materia di condono edilizio. In pratica viene affidata alla discrezionalità della civica amministrazione, sotto la supervisione della Regione e della Soprintendenza, la scelta degli immobili da salvare e di quelli da abbattere in quanto non suscettibili di alcun recupero urbanistico e paesaggistico.

Non sarà un compito semplice – conclude Molinaro – ma il buon senso (ancorato ad estetica e sicurezza) potrebbe farla da padrone e non scontentare nessuno. L’altra proposta di modifica dell’art. 36 non è, a mio avviso, risolutiva in quanto mantiene pur sempre il requisito della doppia conformità. Questa norma, tuttavia, finirebbe per diventare inutile e sostanzialmente ridondante laddove dovesse essere approvata l’altra sulla riqualificazione urbana. Aspettiamo gli eventi e valuteremo meglio le cose.»

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