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Eccellenza. Riparte l’Ischia di «Batman»

ECCELLENZA | NIENTE DISCORSI O CONVENEVOLI: VISITE MEDICHE, POI TUTTI IN CAMPO

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Niente fronzoli, zero convenevoli. Nessun discorso al gruppo anche perché di mattina zone d’ombra il “Mazzella” non ne offre e perché comunque al chiuso non si può stare. Appena sono tutti pronti, una volta completate le visite mediche, con i continentali giunti giusto in tempo, si va in campo per la prima sgambatura. Enrico Buonocore ha il volto rilassato. E’ il primo allenamento da allenatore dell’Ischia dopo aver indossato la maglia gialloblù da bambino e quindici anni fa, con la promozione in Serie D che interruppe otto annate da incubo in Eccellenza. «Sono qui nell’anno del centenario e per me è un onore far parte del nuovo progetto», dirà Buonocore a Forio prima della partita della solidarietà a favore del popolo ucraino.

Il suo è un ritorno così come è un ritorno quello del preparatore Pierangelo Pesce, per anni uno dei supporters più incalliti, più passionali. Un tifoso che era tra i cinquantaquattro sugli spalti di Fondobosso in occasione della prima partita della stagione 1998/99, quella post cancellazione dai ranghi professionistici. Non si possono dimenticare i volti di tifosi storici come Vituccio Buono e Nino Mattera, di Nerino Rotolo e del Maresciallo Pesce, di Biagio Trani e Liliana Paucecch, sovrastati dal vocione di Domenico Di Meglio, pronto a contestare decisioni arbitrali contrarie, oltre appunto a quello di Pierangelo, attorniato da un numero di ultras in numero dispari inferiore a cinque. E’ un flashback improvviso che passa per la mente mezzora prima dell’inizio della ripresa degli allenamenti. Uno sfogliare alcune pagine dell’album dei ricordi nel mentre gli operai incaricati dal comune stanno ritinteggiando le mura delle gradinate.

Siamo nell’anno del centenario della fondazione e in questa stagione particolare un po’ tutti dovranno fare la loro parte affinché venga ricordata degnamente, al di là della festa che si farà al Ponte il 19 settembre. La società, ovvero Pino Taglialatela – supportato da Lello Carlino e pochi altri imprenditori – ha avuto il merito di tenere la barca in linea di galleggiamento dopo la decisione di D’Abundo di spegnere i motori, serrare gli ormeggi e liquidare l’equipaggio. Lubrano e Buonocore, dopo un mese di attesa per comprendere come e in che direzione muoversi, hanno allestito una rosa che è completa al novanta per cento. Sei i rinforzi dalla terraferma che si uniscono ai riconfermati, quello zoccolo duro che vuole riprovarci perché è convinto che si può. Anzi, si deve. Mancano un paio di pedine e poi dal 4 settembre si potrà gettare il guanto di sfida a club che hanno speso tanto e che hanno organici forti e un’organizzazione da far invidia a tanti di serie C.

Ieri all’appello mancavano Kalvin Matute (sta completando il corso allenatori a Coverciano, si aggregherà sabato) e Ugo Invernini per problemi personali. I calciatori sono stati divisi subito in gruppi, con lavoro specifico sulla pista di atletica e poi qualche palleggio sul prato prima della doccia. Appuntamento oggi pomeriggio per la seconda seduta. L’Ischia di “Batman” è ripartita.

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