Don Patricello da Ischia lancia un nuovo appello per la Terra dei Fuochi

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Durante la catechesi svolta ad Ischia lunedì, don Maurizio Patriciello è tornato a parlare della Terra dei fuochi, e lo ha fatto ricordando l’ultimo incontro avuto con il governatore della Campania, Vincenzo de Luca, in occasione della visita del premier Renzi a Caserta. “Ho detto a De Luca che la Terra dei fuochi è anche il risultato delle fabbriche che lavorano in regime di evasione fiscale. I prodotti che vengono realizzati in Campania – ha spiegato – sono i migliori prodotti artigianali italiani e per questo finiscono nei migliori negozi di Milano, a via Montenapoleone, ma gli scarti della lavorazione giacciono nella nostra terra, abbandonati. Non chiediamo di chiudere le fabbriche ma stiamo dicendo che il lavoro nero non si deve produrre”.

“Fate qualcosa per sistemare queste persone – il suo appello rivolto al governatore – mettetele in condizioni di lavorare legalmente perché se non lavoreranno legalmente non potranno mai smaltire i rifiuti in condizioni di legalità”. Se la mia terra avvelenata produce lacrime, malattie, morte io debbo consolare gli afflitti e questo non è un optional, qualcosa di facoltativo ma un dovere – ha ribadito durante l’incontro in Cattedrale – se noi che sappiamo e facciamo finta di non sapere diventiamo complici”. “Tra Giugliano e Villa Literno hanno avuto il coraggio di ammassare 6 milioni di tonnellate, ed ora per smaltire quella munnezza il presidente del consiglio Renzi ha promesso a De Luca 450 milioni di euro, ovvero 900 miliardi delle vecchie lire.”

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