Demolizioni a pioggia sotto l’Epomeo Tettoie, parapetti, muri e altri abusi

In un caso il responsabile dell’Utc rileva che le opere risultano «in forte contrasto con i più elementari canoni di estetica cittadina sia per l'utilizzo dei materiali sia per l'impatto visivo ed estetico dei materiali utilizzati»

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Ugo De Rosa | Raffica di ordinanze di demolizione a Serrara Fontana, per opere abusive in diverse zone del territorio e anche di diversa natura e consistenza.

Si inizia alla via Gennaro Iacono a Fontana, dove addirittura nel 2002 era stata accertata la realizzazione abusiva di un manufatto in muratura derivante dalla chiusura di una tettoia e di ulteriori due tettoie. L’ordinanza di demolizione era stata all’epoca impugnata dinanzi al Tar che però aveva dichiarato il ricorso improcedibile. Sta di fatto che a settembre è la Polizia municipale ha sequestrato un nuovo pergolato. Nell’ordinanza il responsabile dell’Utc rileva che solo per il manufatto in muratura era stata presentata istanza di sanatoria riferita ad «ampliamento della propria abitazione mediante tompagnatura della tettoia al secondo piano per il ricavo di ambienti abitativi» mentre alcun titolo risulta per le altre opere. Di qui il provvedimento adottato nei confronti di Giuseppe Mattera.

Nel caso di via Calimera a Serrara, l’accertamento tecnico e il conseguente sequestro sono stati eseguiti la scorsa estate. Evidenziando la modifica di un muro caratteristico in pietrame trachitico, la realizzazione di un manufatto in materiali eterogenei e l’installazione di una baracca tipo cantiere. Tutte opere abusive che«risultano le prime due in forte contrasto con i più elementari canoni di estetica cittadina sia per l’utilizzo dei materiali sia per l’impatto visivo ed estetico dei materiali utilizzati», si legge nell’ordinanza notificata ad Alfonso Paolo Conte.

Sempre a Serrara, in via Lorenzo Fiore località Pantano, a maggio sono state accertate l’apertura di un varco carrabile e la realizzazione in prosieguo di un viale sterrato, opere di contenimento del terrapieno confinante con il marciapiede di via Lorenzo Fiore e due tratti murari a secco. Qualche giorno prima infatti il proprietario, Silvio Mattera, aveva presentato una CILA, ritenuta però improcedibile «sia per la totale mancanza di documentazione tecnica che per le risultanze degli accertamenti eseguiti». Il Mattera, lo stesso giorno della nota comunale, aveva comunicato la fine dei lavori. Anche in questo caso è scattata l’ordinanza di demolizione.

Infine a Succhivo, in località Pezzachiana, nel corso di ripetuti sopralluoghi dei tecnici comunali è emersa la realizzazione di diverse opere: un parapetto in muratura, consolidamento di un vecchio muro di contenimento in pietra locale, una tettoia, una vanella retrostante il fabbricato, apertura di finestre, rialzi murari, un piccolo vano, ecc. Solo per quanto riguarda il parapetto, il proprietario aveva poi provveduto al ripristino dello stato dei luoghi. Lo stesso aveva anche presentato una istanza di sanatoria nel 1995 e una DIA nel 2006 (quest’ultima per il risanamento di infiltrazioni dal lastrico di copertura), ma l’esame degli atti ha portato a concludere che le opere accertate non sono ricomprese né nell’istanza di condono, né nell’autorizzazione paesistica.

Dunque nei confronti del proprietario Mimmo Catavere è stata emessa ordinanza di demolizione.

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