Altro che Gussone… la follia del piano per la ripiantumazione. Il nostro verde affidato agli interessi economici delle ditte…

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Gaetano Di Meglio | Giovedì prossimo, il 23 gennaio alle ore 12:00, si apriranno le buste per il bando di gara del “progetto di ripiantumazione e incremento del verde nei parchi pubblici del comune di Ischia.
Un bando di gara con una base d’asta da 187.510,93 euro che sarà aggiudicato secondo il criterio di aggiudicazione dell’Offerta economicamente più vantaggiosa ai sensi del combinato disposto dell’art.36, comma 9-bis e dell’art.95, comma 2 del D.Lgs.50/2016, con i criteri indicati di seguito ovvero: una proposta migliorativa fornitura essenze arboree e arbustive; proposta migliorativa qualità sistema di sostegno e di messa a dimora esemplari arboree; proposta migliorativa manutenibilità degli elementi; proposta migliorativa organizzazione del cantiere; proposta migliorativa cam (criteri ambientali minimi).
Ovvero? Affideremo uno dei due beni più importanti del comune ad aziende che non conosciamo e che dovranno provare a migliorare un’offerta, per vincere un appaltino, rispetto a molti altri.

Dopo l’acqua (mare, terme e altro), il verde è sicuramente il nostro bene più importante e il comune di Ischia che spende milioni di euro in opere, diciamo secondarie rispetto a quello di cui parliamo, si limita ad un contributino di soli 180 mila euro e lascia al caso il nostro “verde”.
La commissione giudicatrice, infatti, valuterà “positivamente le seguenti migliori caratteristiche estetiche e dimensionali: 1) esemplari arborei: circonferenza tronco ad 1 metro da terra, altezza colletto-attaccatura, diametro chioma; 2) essenze arbustive: grandezza mastello (vaso), diametro e/o altezza esemplare” la “composizione del sistema tutore, materiali del sistema tutore e tipo di concimazione per la piantumazione degli esemplari” e la “durata della garanzia di attecchimento delle essenze arboree”. Tre opzioni che caratterizzeranno l’aggiudicazione del bando. Quello che lascia desiderare e che caratterizza il modo di fare di questa amministrazione si legge proprio in queste righe.

Abbiamo questi pochi soldini, poco più di 190 mila euro e ci atteggiamo a promuoverlo come “Operazione Gussone”. Un’offesa alla memoria del buon Giovanni.
Abbiamo provato a scavare on line e oltre allo scarno bando di Asmecomm e ai documenti presenti sull’albo pretorio del comune di Ischia non abbiamo trovato nulla che qualifichi l’operato della nostra amministrazione.

1000 alberi entro il 2022, è quello che il sindaco spaccia come una grande operazione ma, invece, come abbiamo letto, il sindaco ha lasciato tutto nelle mani di chi partecipa al bando. Non c’è un progetto chiaro, lineare, diretto. Lasciamo che le aziende provino a migliorare quello che hanno letto del bando di gara e nel disciplinare.
Abbiamo letto i due documenti con molta attenzione. Ecco cosa chiede il comune di Ischia nella breve descrizione dell’appalto: Obiettivo principale del progetto di che trattasi è di:
Abbattimento tempestivo di tutte le piante disseccate e/o irrimediabilmente compromesse. Taglio in pezzatura trasportabile e accatastamento ordinato sul posto prima del trasporto a rifiuto. La ramaglia e la corteccia immune dai parassiti verrà opportunamente trasformata, frammentata e riutilizzata nell’ambito delle operazioni agronomiche delle aree boschive delle pinete e dei Parchi. La corteccia del tronco e delle branche dei pini infestata sarà distrutta sul posto;

Potatura e ripulitura delle piante indenni da parassiti allo scopo di migliorarne le condizioni vegetative con eliminazione delle piante eccessivamente addensate e/o alterate da cause biotiche e abiotiche; Sfoltimento-mondanatura della macchia degradata, cresciuta in maniera caotica ed interessata da fenomeni patologici che in molte aree della pineta crea i presupposti per l’annidamento e lo sviluppo abnorme dei parassiti e che in ogni caso deprime le esigenze di luce dei nuovi impianti; Piantumazione di nuove essenze arboree ed arbustive secondo un opportuno calendario che utilizzi piante di età scalare immuni da qualsiasi parassita e di buona struttura vegetativa. Si prevede l’impianto di circa 600 esemplari equamente divisi tra le diverse essenze arboree prescelte insieme a circa 450 esemplari di arbusti e piante officinali. L’intervento prevede la sistemazione del terreno, la scelta delle piante e la loro disposizione, la piantagione, tenendo conto che bisogna evitare la continuità e la contiguità con siti interessati da problemi fitosanitari con la costituzione non solo di barriere vegetazionali attive ma anche con monitoraggi continui e mirati; Recupero e rigenerazione dei sentieri. I sentieri secondari poco mantenuti e infestati da rovi, saranno ripuliti e tematizzati secondo una “essenza guida” della macchia mediterranea. Dove possibile si inseriranno travi ed assi in legno dove svolgere esercizi di “stretching” e di aerobica. Previsto l’inserimento di piante aromatiche dotate di olii essenziali per la fruizione salutistica dei parchi.. Le aree per la sosta ed il relax saranno qualificate ognuna dalla presenza di un tipo di pianta aromatica della macchia mediterranea per il recupero psicosomatico. Recupero delle alberature in via Antonio Sogliuzzo. I pini disseccati sui marciapiedi saranno sostituiti da alberelli di ligustro posti in prossimità del cordone del marciapiede e intervallati con cadenza di 10 m; Opere complementari, quali la sistemazione delle staccionate in legno ammalorate.» Si, avete letto bene, la ditta che vincerà l’appalto dovrà eseguire “la sistemazione del terreno, la scelta delle piante e la loro disposizione”. E così lasciamo al caso e alla ditta di turno il compito di scegliere come gestire una delle più importanti risorse che abbiamo! E deve essere per forza così, anche perché, non sappiamo quale sarà l’offerta migliorativa! Non sappiamo in base di gara cosa ci verrà offerto. Ci dobbiamo accontentare di quello che resta tra il vantaggio economico del soggetto che si aggiudica l’appalto e l’appalto pubblico.

Il sindaco di Ischia, nella sua sterile azione di propaganda politica aveva detto che «Come realtà territoriale, abbiamo un tesoro rappresentato da pinete e boschi che rendono tipico il paesaggio. Purtroppo, negli anni, il proliferarsi di alcune malattie ha finito per comprimere questa ricchezza che la natura ci ha riservato ed è giusto, quindi, che si fortifichi una coscienza civica per promuovere attività di preservazione. Purtroppo le patologie fitosanitarie hanno causato la morte di diversi pini secolari e per questo abbiamo intrapreso azioni di ripiantumazione di un numero cospicuo di alberi». E nel comunicato di novembre 2019 si leggeva: “Gli uffici preposti al verde pubblico si stanno occupando di redigere le linee guida dell’operazione Gussone e, attraverso l’investimento di fondi comunali e Metropolitani, saranno piantati 1000 alberi in due anni”.
Non sappiamo quali e quanti fondi comunali ci saranno, ma sappiamo che il bando che si conclude giovedì prossimo prevede la piantumazione di 1050 alberi in due anni.
Il comune di Ischia ha approvato il progetto definitivo-esecutivo di “Ripiantumazione e incremento del verde nei parchi pubblici del Comune di Ischia” redatto dall’Arch. Simone Verde, trasmesso il 27 settembre 2019, a cui stato affidato il servizio di “progettazione esecutiva, direzione lavori e coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione” per un importo di € 19.462,79 oltre iva.

Ora, con tutto il rispetto professionale e umano per l’architetto Simone Verde, è davvero sbagliato pensare che un’operazione così delicata, che porta il nome del “padre” delle nostre pinete non abbia un nome altrettanto altisonante per la sua progettazione?
Guardiamo al passato.
Giovanni Gussone nacque a Villamaina, all’epoca facente parte del Regno delle due Sicilie. Studiò Medicina all’Università di Napoli, ove si laureò nel 1811; dopodiché abbandonò la carriera di medico e si dedicò interamente alla botanica, divenendo stretto collaboratore di Michele Tenore, allora Direttore dell’Orto botanico di Napoli.

Nel 1817 ottenne dal Duca di Calabria l’incarico di fondare a Palermo l’Orto sperimentale e di acclimatazione di Boccadifalco. Quando questi, nel 1825, divenne re di Napoli con il nome di Francesco I, Gussone fu nominato Botanico di Corte e si trasferì a Napoli, ove visse sino al 1860, compiendo diverse spedizioni scientifiche sia in Italia che all’estero. Nel 1861, dopo la nascita del Regno d’Italia, fu nominato da Vittorio Emanuele II Professore emerito dell’Università di Napoli. Alla sua memoria sono state dedicate diverse specie botaniche tra cui Leopoldia gussonei (più comunemente conosciuta come Pennacchio di Gussone), Petagnaea gussonei e Quercus gussonei.

Un luminare della botanica. Uno a cui dobbiamo la metà della nostra fortuna. All’epoca ci furono amministratori lungimiranti che si affidarono a professionisti del settore. Oggi, nel 2020, siamo costretti ad amministratori che scelgono tra gli amici, le conoscenze, quelli che garantiscono il votarello. Quelli che fanno parte del “cerchio” fortunato e che conoscono gli uffici comunali.
Davvero dobbiamo pensare che anche il verde pubblico debba essere amministrato alla stregua di tutto il resto, con la stessa mediocrità politica e di visione che caratterizza questi signori a Palazzo di Via Iasolino?
Quali, come e dove saranno piantati questi 1000 alberi? Lo sceglierà la ditta che offre di più e che fa i conti tra il suo guadagno diretto e i fondi a disposizione.

La Città Metropolitana ha scelto le essenze tra le quali si potrà scegliere e, nel frattempo, non ce lo dimentichiamo, il comune pianta cinque Jacarande a Piazza degli Eroi. Una essenza non “autoctona”. Davvero credete sia giusto il “recupero delle alberature in via Antonio Sogliuzzo?” E’ davvero necessaria prospettare la piantumazione di “alberelli di ligustro posti in prossimità del cordone del marciapiede e intervallati con cadenza di 10 mt” al posto dei pini disseccati sui marciapiedi? Non basta il verde di Calise e delle pinete? Quale progettazione è stata fatta? Quale disegno, quale idea, quale soluzione paesaggistica è stata assunta dal nostro Comune? In un momento in cui si pensa anche alla rivoluzione del traffico, siamo sicuri che questa scelta sia necessaria? Siamo sicuri che quegli alberi non sarebbero potuti essere piantati in altre zone e con una migliore “redditività” dal punto di vista paesaggistico? Era troppo pensare di affidare questa progettazione ad un architetto del paesaggio? Ad uno studioso del paesaggio e dell’urbanistica del verde al fine di avere un’idea ben chiara di quello che dovrà diventare il nostro “verde”. Ischia merita ben altro. Ischia merita qualcosa di meglio e di più importante, qualificato e di spessore. Dopo lo scandalo di Piazza degli Eroi e quello da realizzare alla Vecchia Bocca del porto di Ischia, ora stanno mettendo mano anche al verde pubblico e abbiamo paura che faranno macelli. Avremo altri pini? Trasformeremo, per sempre, il nostro panorama con alberi fatti scegliere ad una ditta sconosciuta che deve vincere un appalto da 180mila euro? Una ditta a cui, magari, interessa solo il profitto? Vedremo dei pini d’Aleppo?

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