sabato, Giugno 19, 2021

Addio Pasquale Buono, volto storico di Ischia Ponte

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Geppino Cuomo | Per dire chi era Pasquale e descrivere cosa ha rappresentato per Ischia nella zona del centro storico, bisogna che lo si abbia conosciuto intensamente. Innanzitutto bisogna inquadrare bene sia il periodo storico e sia il modo di vivere di quella Ischia. Pasquale buono non era un medico nè un avvocato, era uno dei tanti, uno del popolo. Era uno che gli adulti amavano salutare cordialmente ed amichevolmente, magari soffermandosi a commentare gli ultimi avvenimenti del borgo ed i più piccoli lo guardavano con ammirazione, come se stesse su di un piedistallo. Lo ricordo come se fosse oggi, andavo di domenica a vedere le partite di calcio giù a Piazzale Boccacio, alias piazzale delle alghe, quando ancora c’erano veramente le alghe. Una folla festante aspettava che le squadre arrivassero in campo partendo dalle case vecchie ( ora il Castelletto) ed in testa c’era Pasquale, con la sua brava fascia di capitano, allora non una fascia, ma un fazzoletto bianco legato al braccio. Era serio, interpretava benissimo il personaggio che la gente gli chiedeva di interpretare. Da adulto non avevo mai il tempo di salutarlo, perchè era sempre il primo a farlo. Mi voleva bene , mi rispettava e mi stimava pur nona vendo mai avuto grose occasioni di frequentarci, ma Pasquale era Pasquale, il mitico capitano della squadra
Ischiapontese. All’epoca vi erano molte feste tradizionali e in esse sfilava sempre la banda musicale. poteva mai mancare un elemento come Pasquale? No, lui era il personaggio anche in quella formazione. Suonava i piatti, e lo faceva con maestria, facendoli volteggiare in area prima di impattarli e nella nsotra mente quel suono era fondamentale, senza Pasquale quella marcia, quella musica, non sarebbe stata la stessa. E così per una vita, finchè il borgo è stato il nostro borgo pasquale è stato un modello di vita , quando il borgo è diventato meta di turisti, Pasquale è andato a vivere al porto, ma da solo o accomapgnato si portava sempre nel suo rione, lui era sempre parte viva della nostra tradizione. Ora a 96 anni ci ha detto ciao, per i giovani è uno dei tanti che ci lascia, per chi lo ha conosciuto e frequentato, è un pezzo di noi che vola via.

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