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Casamicciola e sisma: due micro zone rosse. Terza riperimetrazione: cambia la viabilità

Ida Trofa | Castagna ridisegna i confini delle aree invalicabili. Pensa al terremoto, pensa alle frazioni più colpite ed alle strade interdette alla circolazione e traccia due nuove microzone rosse con l’ordinanza n.2 del 5 gennaio 2019. Modifica le precedenti Ordinanze Sindacali n° 58 del 22/08/2017, n° 64 del 31/08/2017,n 90 del 23/09/2017 e n 102 del 05/02/2018, con le quali è stata individuata la “ZONA ROSSA ricadente nel Comune di Casamicciola Terme e disciplinato l’accesso.
La nuova perimetrazione della ZONA ROSSA, è quella riportata su apposita planimetria consultabile al municipio e tracciata sulla la nota prot. 60 del 03/01/2018 del Direttore dei Lavori Enrico Iovine che si è occupato della “Rimozione per ripristino viabilità e puntellamento fabbricati pericolanti in via Casamennella” e comprende gli edifici in cui è interdetto l’accesso da parte di chiunque. Sulla scorta di tale nota è possibile ridefinire il perimetro sulla base di quanto comunicato da Iovine e di quanto è risultato dalla ricognizione effettuata dagli elementi visivi acquisiti durante i sopralluoghi, delimitandola nuovamente al fine di consentire l’accesso alle abitazioni agibili. La ridefinizione della c.d. Zona Rossa, riguarda, tra l’altro, la pubblica via (sulla quale si è proceduto alla messa in sicurezza dei fabbricati prospicienti) e precisamente Via Casamennella e non l’agibilità dei singoli edifici presenti all’esterno della nuova perimetrazione. I proprietari degli immobili (la cui agibilità è certificata dalla scheda AEDES) sono autorizzati a percorrere gli assi viari messi in sicurezza per raggiungere le proprie abitazioni. Resta chiaro che i proprietari delle abitazioni agibili che non ricadono più nella ZONA ROSSA se non sussistono motivi che impediscono l’accesso alle stesse in sicurezza, devono rientrare nelle stesse nei tempi e modi previsti dalla legge, e non percepiranno più il contributo C.A.S.o sistemazione alberghiera e/o assimilabili; che dall’emissione della presente ordinanza le abitazioni inagibili in modo parziale o totale, ricadenti all’esterno della Zona Rossa, cosi come riperimetrata nel grafico allegato, di fatto sono sempre soggette allo sgombero ordinato con la Ordinanza Sindacale n° 58 del 22/08/2017.
I proprietari delle abitazioni inagibili in attesa della emissione della ordinanza di sgombero nominativa, continueranno a percepire il contributo CAS o sistemazione alberghiera o assimilabili, previa presentazione di una autocertificazione relativa all’esito della scheda AEDES.

Piazzale La Rita ancora interdetto
Sempre sula scorta dell’ordinanza sindacale n.2 resta interdetta all’accesso la zona delimitata come area di cantiere posta tra via Casamennella via D’Aloisio, di fronte al varco di accesso al parcheggio dell’Hotel Villa Sirena, lato strada che porta alle Terme di S. Rita fino a conclusione degli stessi lavori. Avverso l’ordinanza è ammissibile nei tempi e nei modi previsti il ricorso e l’opposizione nelle varie sedi giurisdizionali.

 

Fate presto a Cava La Rita
Passa, certamente, dalla ridefinizione della Zona Rossa, la terza in 17 mesi, la prima fase di opere, interventi e previsioni auspicabilmente tendenti al recupero di molte zone del paese, la riqualificazione di ampi tratti e, perché no, la ricostruzione di quel fazzoletto devastato è rinchiuso in un recinto rosso, spesso fatto di ignoranza e pregiudizi, all’indomani del terremoto.
Non solo sisma, crolli e scosse, ma anche rischio idrogeologico ed alluvionale. Il nostro paese non si fa mancare nulla, fragile e bellissimo, avrebbe bisogno di un agenzia regionale di Sicurezza, Tutela, Valorizzazione e protezione civile sul modello Emilia, in attesa che il governatore De Luca ci pensi, accontentiamoci delle pezze a colori.
Passa cosi per Casamennella il nuovo corso del terremoto. La riapertura del tratto viario pone, ora, sotto una nuova luce e restituisce nuove prospettive.
Oggi, questo nuovo passaggio, ha senza dubbio diversi protagonisti.
Su tutti i commissari Giuseppe Grimaldi e Carlo Schilardi, il sindaco Giovan Battista Castagna senza dimenticare però un pugno di Enti attuatori da compulsare, pungolare e sensibilizzare affinché si muovano ad intervenire li dove è loro competenza ed interesse. Ai primi il merito di aver messo ognuno per la sua parte difronte alle proprie responsabilità avverso il paese.
Riapre via Casamennella, La Rita si tinge di verde e ora la zona rossa di Casamicciola diventa due microzone divise da un alveo, a monte e a Valle della Cava. Arenella, Cuccufriddù, La Rita: tanti nomi per un solo corso torrentizio da tutto indicato come “Abbasc a Cav“.
Ma c’è di più.
Grazie a questo intervento, eseguito con colpevole ritardo dal comune per la messa in sicurezza e recupero del tratto viario, per quella “Cava” si apre la strada verso casa per tanti sfollati con immobili in condizioni di abitabilità o di pronto recupero. Per quella Cava si apre la via di accesso per la Procura di Napoli che indaga sul terremoto di Ischia ed è chiamata a periziare da 17 mesi (pensate un po’) le macerie di Via Serrato e Via D’Aloisio che hanno dato la morte a Lina Balestrieri e Marilena Romanini. Il comune fornirà un container, la Procura catalogherà i reperti mettendoli da parte. Dopo, le macerie potranno esser rimosse.
Su quella cava, finalmente, la Città Metropolitana che per dieci anni ha dormito, trastullandosi sul rischio idrogeologico, dovrà riprendere ora, ora che resta ingabbiata tra le zone rosse del terremoto, le necessarie ed urgenti opere di captazione delle acque meteoriche per la bonifica del canale e la realizzazione di un tombato.

Venerdì di summit e sopralluoghi: obbiettivo rosso su Cava La Rita
Ancora vertici e incontri per le imprescindibili opere di Captazione delle acque del bacino La Rita. Un’opera, attesa e discussa, da almeno 10 anni che la Città Metropolitana con flemma proverbiale si è decisa a progettare e realizzare solo ora, a 17 mesi dal terremoto, quando l’area di intervento era nel pieno della zona rossa. Tutto per non dire che vi erano stati marchiani errori di progettazione. Tutto per tentare di coinvolgere nelle gravi omissioni i commissari al terremoto di Ischia. E ci fermiamo qui.
Come sempre, marchiani errori e pressappochismo negli istituti pubblici negli enti sovracomunali che ora rischiano di far scontare alla popolazione la propria inerzia e l’incapacità gestionale. Pazienza.
Proprio in queste ore, nel tentativo di non perdere un’opera imprescindibile per un territorio a rischio idrogeologico, come il nostro, si è dovuto fare di necessità virtù.
La dottoressa Maria Teresa Celano della direzione Ambiente e sviluppo del territorio, nel tentativo di arginare le falle e rimpallare le responsabilità ha provato a coinvolgere le strutture commissariali del Prefetto Carlo Schilardi e del delegato Giuseppe Grimaldi.
Solo il Prefetto Schilardi ha risposto alla convocazione, mentre l’architetto Grimladi ha palesato, in anticipo, la non pertinenza della convocazione, richiamando alle proprie responsabilità l’ente attuatore metropolitano affinché si sbrighi ad eseguire un’opera vitale per un territorio il cui rischio alluvione fa più paura di quello sismico.
Ciò detto, atteso che già avrebbe dovuto farlo prima che il terremoto2017 ne ridisegnasse il domani ed il futuro. Un progetto fatto con fondi ordinari che nulla ha a che vedere con la straordinarietà del sisma (le strutture commissariali) e che doveva essere fatto molto, ma molto, tempo fa.
Nel merito, Grimaldi, declinava cosi l’invito del 4 gennaio al termine di un primo summit tra le parti presso la struttura dell’ex autorità di Bacino. Immancabile la nota griffata del delegato all’emergenza. Tratto distintivo tipico. Agli uomini di Schilardi, invece, in particolare all’ingegnere Sabato, è bastato il tavolo tecnico di venerdì per fare lo stesso dichiarando la non pertinenza delle opere alla materia delle ricostruzione e della gestione propria del commissario straordinario che afferisce la gestione ed il controllo delle risorse pro ricostruzione mentre in materia di opere ed interventi la responsabilità resta dei vari enti attuatori.
In ogni caso, la questione rischio idrogeologico, alvei e demanio resta sempre di preminente competenza della Regione con il suo settore lavori pubblici, protezione civile e gestione del territorio l’unico vero punto di riferimento . In ogni caso per poter attuare le opere necessaria l’ordinanza per la riperimetrazione della zona rossa. I lavori dovranno iniziare a valle per poi risalire.

La nota Griffata Grimaldi. Il 31ottobre 2018 il delegato Grimaldi scrive all’ ing. Maria Teresa Celano della Città Metropolitana ed ai vari comuni del Cratere proprio sui lavori di manutenzione idraulica e sistemazione del bacino dell’alveo La Rita nei Comuni di Casamicciola Terme e Lacco Ameno: “Si fa seguito all’incontro richiesto da codesta Città Metropolitana con nota prot.n. 138946 del 22.10.2018 e tenutosi presso la scrivente Struttura in data 29 ottobre u.s. al quale le Amministrazioni comunali in indirizzo erano assenti. Al riguardo, nel ribadire la mancanza di competenza dello scrivente Commissario Delegato in ordine alle tematiche afferenti l’intervento, attesa l’importanza dei lavori da realizzare, si invitano gli Enti in indirizzo, ognuno per quanto di propria competenza, a porre in essere ogni utile azione coordinata finalizzata all’esecuzione dell’intervento, valutando anche eventuali aspetti connessi alla ricostruzione, di competenza del Commissario Straordinario per la ricostruzione”.
Cosi l’architetto salernitano con una nota istituzionale formalissima che travalica le particolari e specifiche competenze e che sollecita chi di dovere a porre in essere ogni azione utile per fare un intervento importante, valutando eventuali questioni che riguardano la ricostruzione. Una nota che forse mette con le spalle al muro chi fin qui, fino al terremoto, aveva solo perso tempo, e forse senza l’opportuna scossa se ne sarebbe ancora strafottuto!

Anno nuovo nuova zona rossa, e via la maxy discarica
E’ toccato dunque fare di necessità virtù e prevedere a firma del sindaco Giovan Battista Castagna la riperimetrazione della “red zone”. Questo, tra l’altro, consentirà alla Procura della Repubblica di effettuare gli accessi necessari alle perizie sulle macerie della palazzina al civico 7 di via Serrato. Proprio per l’alveo La Rita, invece, sarà realizzata la strada alternativa per percorre in sicurezza il tratto viario e lavorare alle perizie. Sono trascorsi ormai 17 mesi dal crollo. Quando si dice meglio prevenire. Alla fine ci tocca abbozzare e prender quel poco che ci vien concesso. Male, molto male, come detto, la ex Provincia che dopo decenni di incuria e perdite di tempo ha aspettato il terremoto per intervenire. Peggio la Procura che per fare quattro saggi su un cumulo informe di prodotto da crollo sta trovando ogni sorta di pretesto per rinviare gli accessi. E consentiteci di dire che il nostro auspicio, d’ora innanzi, è che tutti a cominciare da chi è chiamato a gestire le nostre sorti, anziché fare polemiche facessero i lavori che é l’unica cosa seria!
Per Casamennella e per la terza riperimetrazione rossa, passa il futuro del terremoto e della ricostruzione. Speriamo nella svolta. Un primo obiettivo minimo si è raggiunto, in questo è stata rimossa anche la maxi discarica creatasi su Via D’Aloisio. Un risultato raggiunto a seguito di opportuna tiratina di orecchie collettiva tra commissari e comune alla, solita, inottemperante, AMCa.

Nuovo summit per i lavori provinciali all’alveo
Dopo il vertice a Napoli presso gli uffici della Celano e il sopralluogo del sindaco G.B. Castagna con l’architetto Caterina Castagna dell’UTC Comunale, è previsto per la settimana prossima quello di alcuni tecnici che dovrebbero effettuare un ulteriore sopralluogo, per stabilire la data di inizio dell’opera, fermo restando il presupposto dell’emissione dell’ordinanza sindacale che ridefinirà i confini della nuova zona rossa. Emessa ieri dal primo cittadino. Oltre agli esponenti dell’ex Provincia, tra cui il responsabile del progetto, era presente anche un rappresentante della struttura commissariale guidata dall’ex prefetto Schilardi, e i rappresentanti della ditta appaltatrice. La IGC spa.

In questi mesi solo summit e chiacchiere da settembre un andirivieni di scienziati e consulenti. Ma di concreto ancora niente. Il 21 settembre, il direttore dei lavori, ingegner Marco Balducci, effettuò un sopralluogo insieme ad esponenti della ditta appaltatrice, durante il quale vennero riscontrate alcune criticità per le aree oggetto dei lavori in seguito al sisma del 21 agosto 2017. Di qui la nota dell’ingegnere alla Città Metropolitana per segnalare la cosa. L’ex Provincia ha risposto proponendo al direttore dei lavori, alla ditta e ai due Comuni interessati di partecipare a un ulteriore sopralluogo tecnico tra una settimana presso le aree interessate dai lavori, al fine di valutare come superare le criticità riscontrate e dare finalmente inizio ai lavori. Speriamo sia la volta buona.
Il progetto per poco più di un milione di euro (l’Importo a base di gara è di € 1.184.995,44 oltre IVA) è finalizzato a mitigare le attuali condizioni di rischio idrogeologico legati a possibili eventi di piena in un canale per la gran parte ricadente al confine tra i due municipi del Cratere, Casamicciola e Lacco .
Gli eventi dei mesi scorsi, i nuovi crolli e gli smottamenti che hanno riempito il canale testimoniano quanto sia seria la questione. A questo scopo sarà realizzato un nuovo tratto di alveo sotterraneo, da inserire in continuità con il tratto esistente più a valle per consentire lo scorrimento delle acque in piena sicurezza ed al di sotto della sede stradale comunale che costituisce in alcuni tratti l’unica via di accesso alle abitazioni presenti in zona.

Dieci anni di attesa e mancati appalti
La Giunta Provinciale il 22 novembre 2010 aveva approvato il progetto preliminare dei Lavori. Nel maggio 2013, le attività di progettazione definitiva ed esecutiva e di assistenza in fase di cantiere sono state aggiudicate al R.T.P. Area Progetto Associati – Geoequipe – ing. Roberto Terracciano – geol. Luca Di Iorio; Il p.a. Carlo Vetran è stato nominato R.U.P. dell’intervento. 2019: ancora chiacchiere e sopralluoghi.

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