martedì, Maggio 18, 2021

“Registrazione non valida”, i marittimi delle isole esclusi dalla vaccinazione

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Ida Trofa | Ci sono voluti mesi e lunghe battaglie, anche internazionali, per attestare la necessità di dare una priorità ai marittimi per le vaccinazioni. Persino l’ICS ha accolto con favore la dichiarazione di 5 organismi ONU in merito. Poi, quando il momento è arrivato, il sistema della Regione Campania, come troppo spesso sta accadendo, è venuto meno. Non è la prima volta e non sarà l’ultima. Dalla vigilia di Pasqua, quando la piattaforma covid dedicata alle isole covid free (e di rimando anche alla categoria marittimi isolani) è stata attivata, sono stati centinaia i tentativi di accedere e di registrarsi. Purtroppo, ahinoi, il sistema regionale non riconosce, in molti dei casi, la tessera sanitaria dedicata ai marittimi e, di fatto, rifiutando gli accessi e bollando le iscrizioni come “registrazione non valida”.

In alcuni casi, ancora, si sottolinea persino che “il Numero di tessera sanitaria inserito non corrisponde a quello presente nell’anagrafe regionare e degli assistiti. Le consigliamo di verificare la validità della sua tessera sanitaria tramite il portale del Sistema Tessera Sanitaria o l’Agenzia delle Entrate”.

Tessere sanitarie “diverse”

In entrambi i casi la piattaforma non accetta l’iscrizione, questo, a quanto pare, perché, la tessera sanitaria è convenzionata solo ai fini fiscali, mentre il tesserino del Ministero della Salute non viene riconosciuto dal sistema.
Solo alla fine dello scorso marzo, nel merito della necessità di dare priorità ai marittimi per le vaccinazioni COVID-19, l’ICS- International Chamber of Shipping aveva sostenuto favorevolmente la dichiarazione congiunta firmata dai capi di cinque organismi delle Nazioni Unite che chiedono di dare la priorità ai marittimi per le vaccinazioni COVID-19. L’Organizzazione mondiale della sanità, l’Organizzazione internazionale del lavoro, l’Organizzazione marittima internazionale e gli altri organismi delle Nazioni Unite hanno rilasciato una dichiarazione congiunta esortando tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite a dare la priorità alla gente di mare e agli equipaggi nei loro programmi nazionali di vaccinazione COVID-19.
Eppure il sistema non segue le linee programmatiche e le dichiarazioni di intenti e, purtroppo, ancora una volta si è inceppato con grave disagi e nocumento, soprattutto per gli interessati, costretti così ad affrontare l’ennesima criticità assistenziale quali assistiti SAS.

Non si può continuare a consentire che i lavoratori del settore trasporti, e nel nostro caso ci sentiamo di rappresentare la voce di tanti lavoratori marittimi nostri concittadini, siano esposti ad un rischio ancora tanto elevato nonostante le dettagliate norme di sicurezza. Oggi parliamo di Ischia e Procida, perché è attiva la piattaforma dedicata alle isole. Il tema, però, non riguarda solo Ischia, ma un mondo intero che gravita dietro il comparto marittimo. Le isole sono terra di molti lavoratori marittimi ed in generale operanti nel settore dei trasporti, ma tutte le Regioni che sono snodo e crocevia di infrastrutture marittime e di hub aeroportuali internazionali: la sicurezza di questi lavoratori è e deve essere una priorità per il Governo. Siamo per questo certi che il Governo, volendo incentivare ed accelerare la vaccinazione di massa, stia ragionando per attivare le varie piattaforme. Almeno questo è l’auspico di tutti. Purtroppo ancora una volta al momento si assiste solita creazione di canali preferenziali e lotte di classe anche sui sieri salvavita.

Addirittura anche nella creazione di queste corsie di comodo non sono state tenute in considerazione le diverse peculiarità di un sistema assistenziale fatto a scatole cinesi. I marittimi dipendono dalla cosiddetta “sanità marittima” e dunque direttamente dal Ministero della Salute e non già dalle varie ASL di competenza regionale con codici e tesserini diversi come nel numero della tessera sanitaria che per i marittimi è di 6 cifre, seguito dall’anno di emissione per un totale di 10 cifre, rispetto alla tessera di un comune cittadino assistito dalle ASL regionali che, di cifre, ne presenta ben 20.

Esclusi da altre prestazioni regionali

E’ già accaduto in passato che i marittimi affrontassero questo tipo di disagio e di problematica. Sul finire del 2019, in occasione dei prelievi volontari ed esami medici, in favore dei cittadini come prestazioni aggiuntive devolute dall’ASL NA2, gli stessi marittimi furono esclusi proprio perché il sistema non riconosceva le suddette Tessere Sanitarie.
Appare chiara la necessità di intervenire subito e approntare le giuste modifiche al sistema. Questo anche ragionando sulla necessità di vaccinare le categorie di persone e di lavoratori più esposte ai rischi di contrazione del Covid-19 con priorità, considerando come essenziale questa categoria di lavoratori. Una categoria, parliamo almeno degli isolani che vorrà o aderire alle isole covid free, che dopo tanto attendere, dopo tanto penare e lottare per vedersi riconoscere il diritto al vaccino, è costretta ad affrontare l’ennesima sfida.

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