I fedeli contro Lagnese, “sciopero” delle Cresime a San Vito

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Clamorosa protesta ieri mattina dei fedeli di San Vito nei confronti del Vescovo Lagnese. L’ennesima riprova di un clima divenuto ormai incandescente e del malumore di quanti non ci stanno a vedere calate le imposizioni dall’alto e cancellato il diritto di patronato a favore del Comune nella nomina del parroco.

Ebbene, stavolta i fedeli, per ribadire ancora una volta il loro dissenso, hanno deciso di boicottare la cerimonia delle Cresime in programma appunto ieri mattina presso la Basilica Pontificia di San Vito Martire. Un evento che fino a qualche tempo fa mai ci si sarebbe potuti nemmeno immaginare.

Eppure è stato così. Quando è giunto in chiesa, Lagnese l’ha trovata quasi deserta, anziché affollata di fedeli come sarebbe stata in una situazione normale. In pratica erano presenti solo i cresimandi con rispettivi padrini e madrine e perfino pochissimi familiari. Nessun altro si era presentato a seguire la celebrazione delle messa. A quanto riferiscono i testimoni, anche il coro era assente, salvo due chitarriste e una giovane cantante. Una brutta sorpresa per il Vescovo, di certo. Ma non del tutto imprevedibile dopo tutto…

Quanto agli addobbi, si limitavano a quelli già presenti in chiesa. Insomma, una cerimonia ridotta all’osso, tanto perché non si potevano rimandare le Cresime. Il deserto, insomma. Uno spettacolo desolante ma emblematico.

E le cose non sono andate meglio al termine della messa. In sagrestia infatti non c’era quasi nessuno ad accogliere Lagnese, una presenza sparuta tanto per ribadire comunque che San Vito è dei foriani, che continueranno a “presidiarla”.

Ovviamente una situazione poco gradita al Vescovo, che secondo alcune fonti subito dopo si sarebbe affrettato a fare una telefonata, chissà a chi…

Una bella differenza con il passato, quando ancora non era scoppiata la “guerra”. Un messaggio chiaro, ad ogni modo, ancora una volta senza tentennamenti: se il Vescovo ha deciso di voler nominare i parroci in assoluta libertà, i fedeli sono altrettanto liberi di contestare questa scelta e di boicottare una cerimonia pure molto sentita per riaffermare il loro dissenso. Inventandosi lo “sciopero” alle Cresime. Che è solo l’ultimo capitolo in ordine di tempo di una contrapposizione che dura ormai da troppo e che sta avvelenando gli animi.

Dopo questa ennesima levata di scudi – forte e clamorosa – cosa farà Lagnese? E soprattutto: era proprio necessario arrivare a questo punto? Calpestare la volontà che proviene dal territorio per poi ritrovarsi estraneo in quello stesso territorio?

11 Commenti

  1. Che vergogna e questi sarebbero fedeli? Ma fatemi il piacere….ma non vi hanno insegnato che il vescovo è il rappresentante degli appstoli e come tale va rispettato….A prescindere da come la si possa pensare…allora che dobbiamo dire dei nostri sindaci e politci…dovremmo disertare in massa urne?…mi dispiace la fede è un’altra cosa..e su quest’isola purtroppo non ce n’e per niente….in tutta l’isola …

  2. Secondo testimoni la chiesa era vuota…….. secondo alcune fonti al vescovo la cosa non è andata giù….
    Ma vengono tutti a confessarsi a questa testata giornalistica??
    Comunque confessioni a parte,
    Conoscete i disoccupati organizzati?? Bhe questi fedeli foriani sono la stessa cosa “fedeli”organizzati e, ho detto tutto!

  3. E’più probabile che un marziano venga a far visita agli ischitani che Lagnese retroceda dal suo intento che sa più di potere temporale che spirituale.Poi investito dalla sua alta carica gerarchica x “eccellenza”,con un forte ego che lo contrastingue…per farlo demordere occorrerebbe una protesta molto più forte : tutta la cittadinanza saracena si assenti per qualche mese all’osservanza di ascolto della santa messa.

  4. Massima solidarietà al nostro Vescovo, nostro Pastore e apostolo di Gesù.
    Molta gente dovrebbe vedere la trave che è nel proprio occhio piuttosto che la pagliuzza nell’occhio del proprio fratello.
    Non c’è umiltà…..I sacerdoti dovrebbero essere obbedienti verso il proprio Pastore.
    Non ho visto una riga del sacerdote che avrebbe il desiderio di andare a San Vito di solidarietà e di comunione con il Vescovo. Questo è strano.
    Sembra che tutto quello che sta succedendo sia per mettere in difficoltà una persona che ha tutte le carte in regola per fare quello che sta facendo.
    Popolo di Forio, ritorna quello di una volta: prima di aprire bocca, occupate gli scanni la domenica e non solo quando più vi fa comodo.
    In chiesa si va per incontrare Gesù e basta.
    Sicuramente il Vescovo prenderà anche altre decisioni che personalmente non mi piaceranno, ma le devo accettare e spero che tutti lo possano fare per ritrovare quel clima di pace e rimettere al proprio posto Cristo: AL CENTRO!!!

  5. Quello che più mi lascia senza parole è il silenzio dei sacerdoti ischitani ed in particolare del buon parroco di San Vito mons.Regine e del tanto amato parroco si sant’antuono Don Giuseppe Nicolella…solo Don Carlo Candido alcune domeniche fa’ durante l’omelia difese il Vescovo dai continui attacchi che sta subendo…..in chiesa si va per ascoltare la parola di Dio e non perche’ il prete ci è simpatico o meno…e ringraziamo Dio che ancora ne abbiamo di sacerdoti…

    • e’ bello notare quanta attenzione suscita un articolo che non parla di niente…..religione e’ niente ed e’ ignoranza.
      Da questo si nota anche quanta ignoranza c’e’ ad ischia……
      nessun commento allo schifo dei trasporti marittimi per il casino delle ambulanze, nessun commento sulle attivita’ che pagano in nero i dipendenti, nessun ncommento sul degrado isolano………
      ma commenti ed interesse alle stronzate religiose……
      Francesco mattera: concordo sul medioevo ancora attuale ad ischia.

      Ma i foriani sanno che esistono le scuole?
      La scuola insegna a ragionare con la propria testa.
      Quanti foriani sono andati a scuola?
      ahahahahahahahahahaha

      Un foriano all’estero (che e’ andato a scuola pero’)

      Ciao trogloditi

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