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Domenico De Siano «Da Tajani e Martusciello banditismo politico»

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Gaetano Di Meglio | La nostra doppia intervista ad Antonio Tajani e Fulvio Martusciello ha avuto la sua replica e anche qualcosa in più. Con Domenico De Siano, raccontiamo l’altra verità e, in parte, ricostruiamo la vicenda che ha visto escluso da questa campagna elettorale il senatore di Lacco Ameno.
Tajani ci aveva spiegato che De Siano non aveva accettato la candidatura nel collegio di Caldoro. De Siano spiega, invece, quelli che erano stati gli accordi raggiunti sia a casa Tajani sia a Roma con Berlusconi.

Senatore, Antonio Tajani ci ha svelato la sua verità sulla mancata candidatura di Domenico De Siano. A due giorni da questa stramba campagna elettorale, qual è la sua posizione?
E’ una colossale bugia e mi sembra strano che il coordinatore nazionale di Forza Italia, qualche giorno prima delle elezioni del 25 di settembre, che è un appuntamento importante per il paese, trovi il tempo per fare una stupida e sterile polemica con me che, tra l’altro, non sono neanche candidato. Dice bugie perché gli accordi che erano intercorsi, come ho avuto modo di dire in diverse occasioni anche in conferenza stampa, non erano assolutamente questi anzi, gli accordi presi con la senatrice Ronzulli, con l’attuale coordinatore regionale e con il Presidente Berlusconi, erano tutt’altra cosa. Concordammo di comune accordo, per farsi far sì che si potesse arrivare ad un’intesa unitaria nell’ottica dell’interesse del partito, che potessero essere candidati determinati parlamentari uscenti che ben avevano operato nel corso di questa legislatura e, in questo caso, facevo un passo indietro a condizione, però, che venissero candidati gli onorevoli Sarro e Pentangelo nei collegi che spettavano a Forza Italia.
E io, eventualmente, sarei stato candidato nel Collegio plurinominale dove attualmente è candidato Franco Silvestro. Questa era l’intesa sancita con l’onorevole Tajani in un primo momento a Fiuggi, a casa sua e con all’onorevole Martusciello che era anche presente successivamente la settimana successiva a Roma, nella sede del partito nazionale con la presenza della senatrice Ronzulli e l’intervento telefonico del Presidente Berlusconi
Perché avrei accettato? Per far sì che si potesse arrivare, come ho detto prima, in un momento complicato per il partito a livello regionale e a livello nazionale ad una unità beve e quindi che tutti potessero remare in una direzione e salvaguardare due parlamentari che, da sempre, sono stati leali nei confronti di Berlusconi e di Forza Italia.
Tutto questo è stato disatteso dall’onorevole Tajani e da coloro che erano con lui tra cui va annoverato con il Presidente Berlusconi, Questi sono i fatti.
Tutto quello che dopo dice Tajani è pura fantasia. Sono baggianate. Io l’ho definito un atto di banditismo politico perché nella vita credo che si debba essere prima uomini e poi politici. Se sei un uomo che mantiene la parola e quando dai la mano mantieni quello che hai detto va bene così e quindi deve essere prima uomo e poi politico. Tajani ha dimostrato di essere un pessimo uomo e un pessimo politico e, credo, che i risultati del 25 di settembre dimostreranno in Regione Campania che lui ha avuto torto.

Tajani diceva che dopo tanti anni, magari, nel segreto dell’urna avresti potuto ripensarci e non votare “terzo polo”, come avete annunciato,
“Io credo che il voto non debba scaturire da una sensazione personale oppure da una rivalsa personale e da un risentimento personale. Il voto credo a maggior ragione per una persona come me che ha fatto attività politica attiva per tantissimi anni, deve essere un qualcosa di serio e ragionato perché ho sempre sostenuto nel corso degli anni degli anni, che esercitare il diritto del voto è qualcosa di estremamente importante. Sarebbe sterile oggi per me, dire vado a votare “terzo polo” perché sono risentito con Forza Italia e con il Presidente Berlusconi per come sono stato liquidato. Sarebbe stupido e sterile. Voteremo “terzo volo” insieme ad una serie di amici che sono fuoriusciti dai moderati, da Forza Italia. Con me c’è un gruppo di parlamentari uscenti campani come il ministro Gelmini, il ministro Carfagna, Paolo Russo, l’onorevole Napoli, l’onorevole Ferraioli e Azione-Italia Viva è l’unica scelta.
Perché questo? Perché il primo che ha sostenuto la nascita del governo Draghi, prima degli altri, è stato il Presidente Berlusconi. Viviamo un momento particolarmente complicato per il paese che è caduto nella crisi che avrebbe bisogno di un governo autorevole rappresentato dalla persona più autorevole a livello europeo e mondiale e questo non può essere che Draghi.
Forza Italia ha contribuito a mettere fine all’esperienza del governo Draghi per degli interessi di bottega legittimi per coloro i quali li hanno perseguiti e mi riferisco a Fratelli d’Italia con la Meloni e Salvini che volevano andare al voto per anticipare i tempi e creare le condizioni per poter vincere. È una scelta legittima da parte loro, supportata da Forza Italia, però c’è da dire che tutto questo non è andato nell’ottica degli interessi del paese. Perché il paese aveva bisogno di altro.
Questo è il tema vero perché è inutile che diciamo che fa il 26 risolviamo il problema del prezzo del gas perché c’è il governo del centrodestra. Non ci sarà il governo e non dobbiamo raccontare sciocchezze agli italiani. E’ inutile dire che il PNRR avrà un impulso maggiore e diverso rispetto a quello che era fatto precedentemente: questi sono temi concreti, questi sono temi veri, questi sono temi che coinvolgono le tasche degli italiani. Tutto questo credo che va in una determinata direzione. Quindi, ragionando seriamente, chi sceglie di votare Terzo polo e sceglie di votare i moderati è perché intende dar forza a quel gruppo di persone che vogliono continuare nell’ottica dei ragionamenti messi in piedi dal messi in piedi precedentemente dal governo.

Con la Carfagna e la Gelmini in Azione, c’è la possibilità di far nascere un altro soggetto oltre Azione e Italia Viva?
“Adesso ci sono le due liste Italia viva e Azione, la politica negli ultimi anni ha dimostrato che le cose cambiano in maniera estremamente veloce. Ricordiamoci che nelle ultime elezioni europee la Lega era oltre il 33% dei consensi, oggi al 10%, i 5 Stelle in Campania superarono il 50%, oggi è al 10%. Le situazioni politiche si evolvono in maniera estremamente veloce. Oggi è prematuro dire che può nascere un altro soggetto. Vediamo cosa succede il 25 e poi fare altri ragionamenti”

Questa campagna elettorale sotto l’ombrellone ed anche diciamo la preparazione improvvisa ha facilitato chi voleva rivoluzionare i partiti e fare un colpo di mano?
Dobbiamo partire dal presupposto che è importante fare questo tipo di riflessione. C’è stata una legge che ha ridotto il numero dei parlamentari. A seguito di questa riforma non c’è stato nulla che difendesse la rappresentanza dei territori. Dopo il 25 settembre ci troveremo con territori del paese senza rappresentanza territoriale. Mi spiego meglio, ci saranno regioni intere che non avranno rappresentanza territoriale né all’opposizione. Né in maggioranza. L’altro importante e lo vediamo in Campania e in Forza Italia e lo dobbiamo dire perché l’onorevole Tajani, coordinatore nazionale del partito. viene in Campania e al tuo giornale rilascia delle interviste sostenendo che si devono fare gli interessi della Campania e chi li deve fare? Persone che non conoscono il territorio campano? Nei listini nominali sono stati candidate più persone che provengono da altre regioni d’Italia che persone campane. Persone che non hanno esperienza e che non sono a diretto contatto con quelli che sono i problemi del nostro territorio.
L’onorevole Tajani e gli altri candidati conoscono bene i problemi legati all’abusivismo del nostro territorio e quelli che sono i problemi del terzo condono, quelli che sono i problemi dell’occupazione, e quelli che sono i problemi della crisi economica, e quelli che sono i problemi di coloro i quali vivono disagi grossi a livello del terzo settore della nostra regione? Non credo che li conosca! Non credo che al suo pari, li conoscano altri candidati che, non faccio nomi, ma insomma basta che si va a leggere quali sono i candidati. Non sto dicendo sciocchezze, ma sto dicendo la verità.

La prospettiva che la politica potesse finire l’aveva già ipotizzata?
Vedi Gaetano, ho una certa età e non sono più giovanissimo. Ho ricoperto tutti i ruoli elettivi possibili e mi ritengo una persona fortunata perché ho avuto la possibilità di vivere un’esperienza che poche altre persone hanno potuto vivere. Mi manca solo l’esperienza del Parlamento Europeo. Sono amante del territorio, nel senso che a me piace sviluppare dei ragionamenti all’interno del territorio dove vivo e da sempre sono stato più che politico un amministratore. Devo dire grazie al Presidente Berlusconi perché mi ha dato la possibilità di vivere delle esperienze e delle situazioni che mai, venendo da un paesino piccolo come quello da dove vengo io avrei potuto sperare di vivere e quindi per questo, insomma, devo solamente essere grato a Berlusconi per le opportunità che mi ha dato e che ho potuto vivere, ma al tempo stesso, in maniera estremamente obiettiva, devo dire che la Forza Italia di oggi è il Berlusconi di oggi, non sono quelli di 15 anni fa. Io l’ho conosciuto 15 anni fa e forse non è più quella che portava avanti ragionamenti con uomini che oggi non ci sono più”.

Posso avanzare una visione mia. E’ giusto pensare che ci sia una sorta di cooptazione di Forza Italia da parte di pochi?
Io sono un profondo conoscitore, dall’interno, di cosa è Forza Italia. Gli altri possono valutarla dall’esterno, ma io no. Dico al responsabile e al direttore della testata giornalistica dell’isola nella quale io vivo e, quindi, in maniera circoscritta tra di noi, ci possiamo dire la verità: Berlusconi dal punto di vista politica non ci sta più. Forza Italia è portata avanti da un gruppetto di persone, io l’ho definito un club. Chi comanda veramente i destini Forza Italia sono la senatrice Ronzulli che ha diviso il suo ruolo con Tajani, con Marta Fascina e i capogruppi di Camera e Senato che stanno lì come due candelabri. Questi che gestiscono le sorti e i resti di Forza Italia, si sono limitati esclusivamente a farsi dei gruppi. Il 25 settembre le percentuali di Forza Italia non saranno delle percentuali tali che consentiranno di avere decine di parlamentari alla Camera e al Senato e, per questo, si sono fatti delle squadrette per fare in maniera tale da poter ad andare al governo e quindi proveranno a fare il Ministro sia Tajani, sia la Ronzulli.

Martusciello dice “non mi metto a piangere per qualcuno che se n’e andato” però sembra era qualcuno di più che una squadretta
Come dicevi parecchi parlamentari sono usciti via dal gruppo parlamentare uscente di questa legislatura. Da Camera e Senato non c’è più nessuno e anche dei consiglieri comunali sono andati via. Io non metto becco in quello che è il lavoro di Martusciello, vedremo i risultati.

L’idea di Giorgia Meloni premier come la vive Domenico Desiano.
“Avendo vissuto il mondo delle istituzioni per tanti anni, credo fortemente nei valori della democrazia e in quello che esprimiamo. In democrazia chi prende e raccoglie di più vince, quindi ha il diritto di governare, ed è giusto che se vince il centrodestra, come è nei pronostici, sarà vincente, è giusto che, insomma, affronti un momento estremamente importante per il paese. Poi, lo sai, io sono un uomo di centro desta e sono un uomo moderato e non potrei dire, domani mattina me ne vado con Fratoianni. Ho portato avanti perché credo e ho sempre creduto in determinati valori, determinati principi, continuo a comportarmi credendo in quei valori e quei principi.
Non sarà facile perché i problemi che dovrà affrontare il nuovo governo saranno tanti e di una rilevanza estremamente complicata. Economia, il tema della recessione economica e i temi dell’energia sono temi che coinvolgono non solo nel nostro paese, ma coinvolgono l’Italia e l’Europa e vanno affrontati in una determinata maniera.

Ultima domanda personale, come si è resettato la vita?
Come ti ho detto prima sono una persona fortunata. Ho il mio lavoro che mi assorbe tantissimo e oggi lo posso fare con più attenzione e con più dedizione. A me piace lavorare e fare il mio lavoro. Faccio la politica e la faccio a livello territoriale dove sono consigliere comunale di minoranza con un gruppo di amici continuando ad aver quella che è la nostra idea di paese. Lo vogliamo fare a livello più esteso? Siamo un gruppo di amici che stanno insieme e che continueranno a stare insieme e continueremo a fare politica. Poi, sai, gli appuntamenti non mancheranno. Insomma, la politica si vuole svolgere in tanti ruoli, non solamente in prima persona facendo il candidato. La politica la puoi fare in tani modi. E poi, diciamolo, è una cosa che mi piace.”

1 commento

  1. In passato Domenico De Siano come coordinatore regionale del partito mise da parte i “cosentiniani” e lo stesso Martusciello; ora, semplicemente, qualcuno si sta togliendo i sassolini dalla scarpa… la politica, si sa, è uno “sporco” affare.

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