2 GRANDI SFIDE. Il vaccino per il Covid-19 e il porto di Napoli

Per il vaccino anti covid-19 dovremmo andare tutti a Pozzuoli? Si faccia chiarezza

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Si dice che “la speranza è l’ultima a morire” e anche che “chi di speranza vive, disperato muore” in tutte e due i casi sperare (o non arrendersi, che è un’altra cosa) conviene sempre.
E dei due casi del titolo vorrei che le isole non si arrendessero. E’ chiaro a tutti, quanto mai a me, che siamo rappresentanti male e che viviamo un periodo di crisi, profonda, di leadership e da tempo siamo costretti ad agitarsi tra la mediocrità della nostra politica e la necessità di scegliere il male minore. Ma non arrendersi e continuare a sperare è proprio questo: alzare la voce, prendere posizione, schierarci, mettere i puntini sulle i, chiedere.

Il torpore istituzionale, vacuo e dal piccolo calibro della nostra classe politica ci ha già portato (e in alcuni abbandonati) nelle secche di ogni argomento. Siamo arenati come una grande balena quasi morente (la nostra economia) e gli altri si stanno abituando a vedere il nostro lento destino verso la decomposizione. E la stanno accettando. Se non ci agitiamo e restiamo, comodi, a morire nella secca in cui siamo, è quasi normale che nessuno si renda conto del nostro stato. I sindaci ci hanno parcheggiato e sembra che stiamo bene. Ma non è così e non ci arrendiamo.

Primo argomento: il vaccino anticovid.
Faccio mia la sollecitazione dell’avvocato Gino Di Meglio che, con un post facebook, ha richiamato l’attenzione di tutti affinché l’isola si prepari ad ospitare i famosi vaccini anti covid. Secondo quanto ha denunciato l’avvocato, infatti, ad Ischia non ci sarebbe le condizioni logistiche – logistiche – per conservare i vaccini. Come si sa, infatti, quelli annunciati e in previsione di essere distribuiti hanno bisogno di particolare condizioni hardware per essere conservati. Si parla di temperature estreme come -70° gradi. E, secondo l’avvocato, noi di Ischia e Procida saremmo destinati ad essere collegati con Pozzuoli.
Prendiamo per buona questa denuncia e, con maturità, ragioniamo. Cari sindaci, avete del tempo avanti e la possibilità di chiedere all’Asl e al governo di intervenire nel merito e garantire alle nostre comunità (ma anche alle altre isole minori italiane) interventi opportuni affinché le nostre popolazioni non sia condannate ad un esodo salvavita in terraferma. I nostri anziani meritano rispetto, attenzioni e non traversate marittime alla volta di Pozzuoli. Serve un intervento, chiaro, diretto, immediato.

Secondo argomento: il porto di Napoli
Da giorni seguo con attenzione il dibattito che si sta sviluppando intorno alla nomina del prossimo presidente dell’autorità di Sistema Tirreno Centrale, che comprende i porti di Napoli e Salerno. Il dibattito regionale che vede l’agitazione sia di alcuni politici sai del sistema delle imprese, ancora una volta, vede assente i nostri primi cittadini. Ancora una volta, lasciamo il passo ad altri e lasciamo che qualcuno decida per noi.
La Regione Campania è pronta ad appoggiare la ricandidatura di Pietro Spirito alla guida del porto di Napoli (che è quello che ci interessa, ndr) mentre le grandi imprese del porto di Napoli chiedono a Regione e Ministero un cambio. Un cambio sostenuto anche dalle opposizioni in consiglio che con la Ciarambino e il senatore Presutto chiedono discontinuità al grido di “Serve profilo altissimo e progetto che coinvolga le nostre migliori imprese”.

Lasciando stare la politica regionale e pensando ai nostri interessi, le comunità di Ischia e Procida (ma aggiungerei anche Capri, ndr) cosa ne pensano. Pietro Spirito, fino ad oggi, ha vestito i panni del nemico delle isole. Impossibile dimenticare il “Beverello” sinonimo di “posto pericoloso e inospitale”, così come è necessario ricordare le altre problematiche relativo all’accesso ai punti di imbarco o le scelte di ridurci gli spazi per l’imbarco.
Ma eleviamo un po’ il discorso. Quando sarà il tempo in cui chiederemo di avere un posto al tavolo delle decisioni?

Quando sarà il momento che iniziamo a capire che le nostre isole iniziano sul porto di Napoli e non sui nostri porti? Quando iniziamo a rivendicare un posto di rilievo nel merito delle decisioni della Regione Campania? Domande legittime e semplici che giriamo ai nostri primi cittadini. Il futuro del porto di Napoli influisce sulla nostra vita, sul nostro turismo, sulle nostre imprese. Dobbiamo avere voce in capitolo.
Non possiamo, ancora una volta, lasciare che tutto corre secondo gli interessi e i desiderata di altri! E’ arrivato il tempo di iniziare a chiedere rispetto!

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