martedì, Aprile 13, 2021

Per la morte di Lara Scamardella e Antonio Emanato notificati 3 richieste di rinvio a giudizio

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Mauro Iovino | Sono 3 le richieste di rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio colposo che la Procura della Repubblica di Napoli ha chiesto per la morte dei due sub,  l’istruttore Antonio Emanato e della sua giovane allieva, Lara Scamardella di Baia, avvenuta il 13 agosto 2017 durante una immersione nelle acque tra l’isolotto di Vivara ed Ischia, nei pressi della ‘Secca delle Formiche’.

Destinatari della richiesta di rinvio a giudizio della Procura della Repubblica di Napoli, sottoscritta dal sostituto procuratore Francesca De Renzis e l’aggiunto Nunzio Fragliasso – all’esito dell’attività investigativa della Guardia Costiera di Ischia e dei consulenti della Procura – il titolare della società di immersione “ Sealand Adventure” di Baia e altri due istruttori della medesima società cui si era appoggiato Antonio Emananto in quanto solo tale società aveva l’autorizzazione a fare delle immersioni nel parco marino “Regno di Nettuno”, anche in considerazione del fatto che Emanato aveva da un anno il patentino scaduto e quindi non avrebbe potuto portare la piccola Lara Scamardella in immersione che – tra l’altro – non aveva il brevetto “junior” e, le sole immersioni per lei consentite erano quelle fino a 12 metri, in acque libere, giammai ad entrare in una cavità, come invece fatalmente accaduto.

Altro comportamento oggetto di contestazione della Procura, la circostanza che gli istruttori ad inizio dell’attività avrebbero dovuto fare un breafing rivolto a tutti i partecipanti dell’immersione, come previsto dalle vigenti ordinanze di disciplina di polizia marittima, emanate dalle varie capitanerie sul territorio nazionale.  Alle ricerche dei due sub parteciparono, oltre alla Guardia Costiera, i sommozzatori  del nucleo – Speleosub – dei VVFF di Napoli e Brindisi che riuscirono a trovare prima il corpo dell’istruttore Antonio Emanato, privo di bombole, e quando le condizioni visive migliorarono, nella cavità riuscirono a trovare e a recuperare il corpo della 13enne Lara Scamardella che aveva le sue bombole in dotazione e quelle dell’istruttore che, probabilmente, in un disperato tentativo di salvarla aveva ceduto le sue bombole alla ragazza e si stava precipitando a chiedere soccorsi in superficie, senza le proprie bombole. Tentativo che purtroppo fallì ed entrambi persero la vita nei fondali.

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