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Oggi Ischia incontra il suo nuovo Vescovo Don Gennaro Pascarella

Luciano Castaldi | Alle 19,00 di questa sera, Monsignor Gennaro Pascarella inizierà il suo ministero pastorale alla guida della Diocesi di Ischia.
Forse sarà per le contingenze legate alla pandemia, o forse per il fatto che gli ischitani non sembrano aver capito la necessità di dover condividere il loro Vescovo con Pozzuoli (così come già avviene con i normali servizi civili, vedasi, che ne so, l’Enel o l’Inps), o forse sarà che io sono completamente fuori strada (e felicissimo di esserlo), ma a me non pare di vedere in giro un grande entusiasmo intorno a questo pur importante, anzi importantissimo avvenimento ecclesiale e sociale.

E non devo essere il solo ad aver colto una certa “tiepidezza”, se è vero come è vero, che oggi alle 17,00 (dopo molte settimane) i parroci sono stati invitati a suonare a distesa, quale segno di festa, le campane di tutte le chiese dell’isola… Un tempo, questo piccolo, ma significativo segno di gioia, avveniva nello stesso giorno in cui veniva annunciato il nome del nuovo pastore. Ma erano, appunto, altri tempi…
Così, dopo aver predicato e praticato la politica del ridurre, eliminare, cancellare e ridicolizzare tutto ciò che appartiene al passato, comprese le campane… vuoi vedere che certi preti, hanno finalmente capito che se continuano a segare il ramo sul quale sono seduti rischiano di finire a gambe all’aria? E così – sempre sia Lodato- hanno scoperto che le nostre chiese hanno le campane… Evviva!

Sarà quel che sarà, un fatto però è certissimo: Pascarella avrà il difficile compito di restituire armonia, unità e concordia ad una chiesa locale che, specialmente nell’ultimo periodo, è stata lacerata da divisioni, lotte intestine, personalismi, epurazioni, esili forzati e volontari, radiazioni, fughe, scandali.
Pascarella avrà un compito difficile, ma non impossibile. Gli basterà fare il Vescovo, non l’ideologo. Gli basterà mettere al centro della Chiesa Gesù Cristo. Gli basterà recuperare la dimensione cristofora e cristologica, cioè autenticamente mariana, tanto cara – per esempio – al compianto Vescovo Antonio Pagano. Gli basterà rispettare e valorizzare la plurisecolare storia cristiana della sua nuova diocesi. Una storia scritta da un popolo (come tutti i popoli) bisognoso di misericordia e di verità.

Un popolo che, ovviamente, va sempre evangelizzato ed emendato, ma che è giustamente fiero ed orgoglioso del suo passato, dei suoi sentimenti, delle sue visioni e tradizioni. Un popolo che ha espresso ed esprime (come tutti i popoli) tante cose sbagliate, ma anche tanta bellezza, bontà e santità. Un popolo, in altre parole, che va guidato e non solo bastonato. Francamente, abbiamo le tasche piene di tutte le fuffe moderniste che ci vengono propinate da decenni in convegni inutili, costosi e dannosi. Convegni che poi, anche chi volutamente e consapevolmente evita come la peste, è costretto a subire tutte le sante domeniche, durante la messa, in omelie noiose, anzi pallose, ripetitive, vuote, petulanti, e persino arroganti. La Chiesa, dunque, smetta di parlare di sé stessa, delle sue strutture, delle sue strategie pastorali, dei suoi uffici e organizzazioni e torni ad annunciare Cristo al suo popolo.

Il modello tedesco (o olandese), miseramente fallito in Germania (e in Olanda), che frutti potrà mai produrre dalle nostre parti? Bah!
In altre parole, penso che per la nostra chiesa sia urgente recuperare quella dimensione sacramentale, data forse troppo per scontata. Ad iniziare dalla Eucarestia, passando dalla pastorale per gli ammalati e gli anziani, per finire a quella per i giovani e le famiglie, la chiesa di Ischia torni a parlare un linguaggio semplice, diretto, genuino, coerente, coraggioso. Torni ad aggrapparsi alla Verità. È urgente – ripetiamolo- recuperare equilibrio e dialogo fraterno. Il Padre Pascarella diffidi degli adulatori e dia ascolto alla voce di tutti i suoi figli. Anche di quelli che non la pensano come lui. Ascolti la voce di chi, entrando in chiesa, spera di incontrare il prete dinanzi al Tabernacolo, o nel Confessionale e, invece, se lo ritrova in televisione, o in spiaggia a prendere il sole, incurante del caldo e dei virus… e dopo aver fatto attenzione a distribuire il Corpo di Cristo con le pinzette, per paura di contagiarsi… Ascolti la voce di chi ha bisogno di ministri di Dio e non di consiglieri comunali o agenti di viaggio. Ascolti la voce dei nostri anziani, spesso abbandonati, soli, depressi e chiusi in casa. I quali anziani spesso attendono il sacerdote… e si vedono arrivare, se tutto va bene, la ministra straordinaria… pure racchia.

Ma sì! Facciamo anche noi i buoni…sti, ma facciamolo con coerenza! Sì, è sempre tempo di Pace. È sempre tempo di Amore. È sempre tempo di Giustizia. Per queste ragioni, e in attesa di tornare ad un Vescovo tutto suo, Ischia accolga con fiducia, speranza, stima, non un altro Robespierre appezzottato, ma il suo nuovo Pastore. Ci porti a Cristo e lo ameremo.

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