sabato, Maggio 15, 2021

L’ultimo saluto per Angela Barnaba, poetessa schiva e delicata, che ci lascia sulle ali del “Vento delle cose”

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Luigi Castaldi | | Costernazione e sgomento, uniti ad una percezione di vuoto, ecco la sensazione nell’apprendere la triste notizia della dipartita di Angela.

Ho avuto la fortuna di conoscere l’artista in occasione della prima edizione del concorso di Poesia “Ischia l’isola verde” organizzato dall’Associazione Giochi di Natale che Angela vinse brillantemente. Da allora, ininterrottamente, per diciotto anni, Angela ha dato il suo fattivo contributo alla divulgazione dell’arte poetica con ottimi piazzamenti e riconoscimenti della Giuria al suddetto concorso. Oltre che moglie affettuosa, condividendo con il suo caro Giosuè, apprezzato professionista foriano, la cura e lo sviluppo sociale dei figli Giuseppe, Ivan e Massimo, ha sempre dimostrato una straordinaria capacità di sintesi, sia nella vita privata, sia in quella artistica. Tra le sue numerose raccolte poetiche si annoverano diverse pubblicazioni, tra cui “Il vento delle cose”, (2019) un vento poetico che spira dritto al cuore del lettore che, trascinato dalla lirica di Angela, viene assorbito dal fascino essenziale, ma efficace dei suoi sonetti. Anche nell’altra antologia dal titolo “Sospesi tra infiniti” (nel 2017), sempre edita da Aletti Editore, si coglie il risveglio esistenziale che Angela avverte in tutta la sua tematica e diventa un

a costante delle sue brevi e snelle poesie, calandone la vita in ogni verso. L’ultimo suo lavoro, l’antologia “Deserto di fanfare” (2020) ha raccolto il favore del pubblico e della critica proprio perché coglie la contrapposizione tra il silenzio interiore del deserto e l’armonioso frastuono della fanfara.

L’esistenza di Angela non è solo dedizione alla famiglia e all’inseparabile Massimo, ma anche immersione nel tessuto sociale, con la costante partecipazione alle attività canore e corali di varie comunità ecclesiastiche dell’isola d’Ischia, come del resto si evince dal suo percorso di vita.

Angela Barnaba nasce ad Ischia. Dopo aver vissuto la sua infanzia e la sua adolescenza a Roma, è tornata nella sua isola, dove coltiva le sue aspirazioni. Determinante l’incontro con la cultura e la spiritualità del Cardinale Alfredo Ottaviani. Cultrice delle discipline umanistiche, in particolare della letteratura, della critica letteraria, della filosofia e della psicologia di marca freudiana, coltiva la passione per il canto, la musica sacra e la fotografia. Amante dell’arte, della cultura e della bellezza, ha iniziato molto giovane a scrivere versi e ha continuato quasi ininterrottamente l’esercizio poetico. Vincitrice di numerosi concorsi letterari, e presente in un cospicuo numero di antologie poetiche e periodici culturali, è inclusa nell’Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei (2018). La sua poesia ha suscitato importanti consensi critici come testimonia l’articolo di presentazione di quest’ultimo lavoro della Dott.ssa Lucia Mattera. È stata inoltre recensita dall’Italian Poetry Review (Columbia University-New York). Le sue opere custodite in biblioteche italiane ed estere, anche nella lontana Biblioteca Universitaria di Helsinki, che ha richiesto copie dei suoi libri. Ha finora pubblicato due raccolte poetiche: Sospesi tra infiniti, con prefazione della Prof.ssa Albarosa Lenzi Barontini, e Il vento delle cose, con prefazione della Prof.ssa Carmela Politi Cenere. Molteplici e positive le recensioni dei suoi componimenti, tra cui quelle redatte da importanti personalità del mondo della cultura, come ad esempio dal Prof. Pasquale Santella, docente della Federico II di Napoli, dalla Prof. Rosa Elisa Giangoia (docente, poetessa, saggista, scrittrice, collaboratrice della celebre rivista” Kenya” di Genova, dalla Prof. Carmela Politi Cenere (Giornalista-scrittrice fondatrice del premio Letterario Internazionale Emily Dickinson e dalla Prof.ssa Albarosa Lenzi Barontini (musicologa e saggista, docente al Conservatorio “Pietro Mascagni” di Livorno). La consacrazione enciclopedica della Barnaba, fondata su una rigorosa selezione del panorama poetico contemporaneo da parte della più aggiornata critica letteraria e dell’odierna editoria, trova espressione nell’aver raccolto in antologie sei liriche, i cui titoli sono: “Si nascondono le Ninfe”, “Sospesi tra infiniti”, “La mia parola”, “Voglio uscire dalla fila” e “Alba”. e Deserto di Fanfare”

Non ci resta altro, quindi, che piangere, come in una sua poesia, lacrime di marmo.

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