La strana estate dell’isola: dall’ombrellone alla vendemmia

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PASQUALE RAICALDO | Dall’ombrellone alla vendemmia. Un triplo salto carpiato. Perché l’isola, quest’anno, vive un’estate insolita. Anticipata la raccolta delle uve, neanche il tempo di richiudere le sdraio. Colpa (o merito) del clima di questi mesi – un caldo torrido e quella pioggia a cavallo di Ferragosto – che ha di fatto creato le condizioni per una vendemmia che quasi tutti gli operatori ischitani definiscono ottima dal punto di vista qualitativo e decisamente buona anche da quello quantitativo, con una produzione stimata in aumento dal 5 al 10 per cento rispetto ai valori minimi dello scorso anno.


Una vendemmia soprattutto anticipata: si tratterebbe, pensate, della seconda più precoce dal dopoguerra dopo quella del 2003,che iniziò il 2 agosto. Di fatto, Ischia rispecchia il trend nazionale ma soprattutto quello campano, riassunti in una nota di Coldiretti, che aveva parlato del segno “più” e snocciolato alcune delle cifre più significative di un settore, quello delle viticoltura, che in Italia attiva un motore economico che genera quasi 9,5 miliardi di fatturato solo dalla vendita del vino e che dà occupazione a 1,25 milioni di persone. Per l’associazione di categoria, ci sono le condizioni per una annata da ricordare, che ha fatto segnare un valore record nelle esportazioni con un incremento del 6 per cento secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat relative ai primi 5 mesi del 2015. E gongolano, a quanto pare, anche enologi ed imprenditori di casa nostra.
A cominciare da Lucia Monti dell’azienda agricola “La Pietra di Tommasone”, accento tedesco che tradisce le origini di Colonia: il padre vi si era trasferito, salvo poi tornare nel 2009 per riabbracciare Ischia e la terra, ivi comprese le tenute ricevute in eredità.
«La nostra vendemmia entrerà nel vivo il prossimo 13 settembre, in anticipo rispetto allo scorso anno. Siamo molto soddisfatti per le previsioni sulla quantità e sulla qualità, su cui ha certo influito la pioggia di metà agosto. Le uve stanno benissimo, non v’è traccia di malattia e la produzione di 60 ettolitri per ognuno dei dieci ettari che gestiamo è salva». Tommasone Vini abbraccia Forio (località Spadara e Panza), ma anche Lacco Ameno e Sant’Angelo. Dove quest’anno ci sarà la prima vendemmia (intorno alla fine di settembre) per un vigneto giovane e promettente.
Il 70% della produzione è di bianco, il resto rosso. Ma se da Cantine Tommasone (che

tra l’altro propongono visite guidate e degustazioni su prenotazione, info 081333033) arrivano sorrisi carichi di giustificato ottimismo, il trend sembra comune a tutta l’isola del vino.
E il nostro giro di vedute non può naturalmente prescindere da Francesco Iacono, enologo, isolano trapiantato al Nord ma tornato alle origini per la direzione delle cantine dell’Arcipelago Muratori, di cui è responsabile e vice presidente. Uno che, per intenderci, coordina 17 ettari di vigneto, con cantine dislocate in Franciacorta, Maremma Toscana, Sannio beneventano e isola d’Ischia. «E’ una vendemmia anticipata, certo. Al punto che ai Giardini Arimei siamo già partiti lo scorso week end e secondo le previsioni potremmo finire già il prossimo 10 settembre. Il perché è presto detto: una stagione così secca ha portato a un anticipo della maturazione, poi accelerato dalle piogge d’agosto. Le piante si sono così gonfiate e, in queste condizioni, è opportuno provvedere alla raccolta quanto prima. Nel prossimo week end, contiamo di arrivare a raccogliere il 60% dei circa 300 quintali di uva complessi della nostra produzione, dislocata su quattro ettari. Parliamo di un incremento della produzione di circa il 5% e la qualità è, al momento, molto buona. Scongiurato il pericolo dell’oidio di fine giugno (si tratta di una delle principali malattie della vite, n.d.r.), al quale potevamo andare incontro in virtù del caldo micidiale della prima parte della stagione estiva, la condizione fitosanitaria delle viti appare ottima, grazie anche all’attenzione agronomica ai vigneti, sottoposti a umidità elevate a un caldo prolungato. Ancora oggi (ieri per chi legge, n.d.r.) a Ischia c’è una temperatura di 37 gradi centigradi».
Ma Iacono ha anche già vendemmiato, privatamente: nella sua tenuta foriana, la raccolta dell’uva è già terminata, a tempi di record e addirittura prima che si concludesse il mese d’agosto. Una piccola produzione (circa 3000 bottiglie) legata a una realtà biodinamica del tutto particolare (l’agricoltura biodinamica è un metodo di coltivazione basato sulla visione spirituale del mondo e comprende sistemi sostenibili per la produzione agricola, in particolare di cibo, che rispettino l’ecosistema terrestre includendo l’idea di “agricoltura biologica” e invitando a considerare come un unico sistema il suolo e la vita che vi si sviluppa).
Dai Giardini Arimei al piccolo grande impero dei D’Ambra. Una casa vinicola che è storia e tradizione, fondata addirittura nel 1888. Anche in questo caso, la vendemmia è anticipata. Di una settimana, rispetto allo scorso anno. «Iniziamo il 13 settembre – annuncia Andrea D’Ambra – e, se non succedono particolari inconvenienti, l’uva è ottima: une equilibrio particolarmente felice, con una quantità leggermente superiore a quella raccolta lo scorso anno. Nel caso di Vini D’Ambra, parliamo di un incremento del 10%, ci attesteremo sui 5 mila quintali.
Diciamo – prosegue D’Ambra – che una qualità così ricercata nasce dalle condizioni meteorologiche di un’estate secca, in cui è piovuto in modo giusto, non a scroscio, nei giorni centrali di agosto. E anche da un punto di vista fitosanitario, non ci possiamo lamentarci. Certo, continuiamo a dover far fronte alla flavescenza dorata, che a Ischia arriva un po’ dappertutto, complice una Regione Campania ancora latente». Si muoveranno dunque a giorni tutti i complessi ingranaggi di Vini D’Ambra, la cui cooperativa di viticoltori coinvolge la bellezza di 118 contadini. Un’estensione virtuale che si aggiunge a quella reale dei quattordici ettari delle tenute di Andrea e della sua dinastia.
E il 13 settembre è il giorno designato anche per il via alla vendemmia delle Cantine Mazzella. «Sperando che il tempo mantenga – spiega Nicola, responsabile della produzione – e che l’annunciato brusco calo delle temperature non incida sulla raccolta. Ma posso dire che si annuncia un’annata spettacolare. Se sarà addirittura l’annata del secolo, come qualcuno sottolinea con enfasi, non possiamo ancora dirlo. Ma certo una stagione così bella, senza problemi di malattie, con le viti salve dall’oidio e dalla peronospora, che pure lo scorso anno ci aveva funestato, è certamente un ottimo viatico. Raccoglieremo circa 1200 quintali d’uva, in linea con la nostra produzione media, che lo scorso anno aveva registrato un calo del 15%. L’unico auspicio è che non sia un settembre di piogge, che potrebbero complicare la raccolta: abbiamo un calendario fitto, con giorni assegnati ai vari conferitori».
Dita incrociate e tanto ottimismo, il bicchiere – ancorché bisognerà evidentemente attendere per gustarlo – è mezzo pieno a Ischia. Malgrado Coldiretti sottolinei che molto però dipenderà dal mese di settembre, iniziato oggi, nel corso del quale si concentrano le operazioni di raccolta. La previsione è di una produzione annuale che oscilla tra i 44 ed i 46 ettolitri al litro stimati da Assoenologi con una indicazione a livello regionale di aumenti dal 5 al 10 per cento per Emilia Romagna, Veneto e Piemonte, Valle d Aosta, Sicilia, Liguria, Friuli, Marche, Molise, Basilicata e Calabria, incrementi superiori al 10 per cento per Lazio, Umbria, Trentino Alto Adige, Puglia, per la nostra Campania, sostanziale stabilità in Lombardia e un calo del 5 per cento in Toscana.
Ischia, dal canto suo, esulta. Incrociando le dita. Per i brindisi, c’è tempo. E sembra proprio che siano brindisi a cinque stelle.

@ildisparilive

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