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Jam Session d’amore | Anniria Punzo

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“… la volgarità purtroppo ha trionfato ancora una volta”. Come se la vita fosse paragonabile allo scorrere del dito sullo schermo di un telefono, ripasso con lo sguardo e molto velocemente i fatti più eclatanti degli ultimi sette giorni secondo la maggior parte dei miei contatti social. Bene, mi sembra chiaro che il Napoli abbia vinto, come pacifico che la regina Elisabetta sia deceduta, o che Carlo sia di fatto già re d’Inghilterra, non sono riuscita ancora a capire però se Camilla piace più di Diana.

Comunque, tra tutte queste cose importantissime e nel mentre sempre di: una guerra, una crisi energetica, una inquietante campagna elettorale, a Forio nei giorni scorsi una coppia è stata immortalata in video. Qualcuno, non so bene chi, anche se la voce potrebbe suggerirci il nome dell’onanista, ha deciso di riprendere l’evento e pubblicare online il filmato perché la coppia in questione stava copulando, avendo un rapporto sessuale, facendo l’amore in pubblico.

Netflix su qualcosa di “leggermente” più impegnativo (sì, qui sono ironica), ci ha fatto un docufilm il cui titolo in italiano è “l’uomo più odiato di internet”, fate un po’ voi. «Ma certo» – mi direte – «quello era il caso di un uomo che aveva creato una piattaforma virtuale dove si potevano trovare i video di chiunque, senza il consenso, impegnato in rapporti sessuali o in pose provocanti ! Che c’entra?»  Ricorderete però che era il tempo del fenomeno del revenge porn o pornografia non consensuale. Un fenomeno che in Italia viene affrontato dall’art. 144- bis contenuto nel decreto legislativo del 30 giugno 2003, n.196, modificato nel decreto- legge dell’8 ottobre 2021 n. 139, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 dicembre 2021, n. 205 che punisce chi diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate. In parole semplici, se qualcuno pubblica le vostre foto senza il vostro consenso online, è passibile di denuncia e voi dovete denunciarlo o denunciarla.

Eppure pensate che, nel caso dei nostri voyeuristici amanti, la situazione è persino più grave. Perché la condotta illecita non riguarda la sola diffusione ma la medesima realizzazione del video. Che il fatto sia avvenuto in un luogo pubblico e persino che la condotta possa integrare il reato di atto osceno non costituiscono una scriminante: resta in ogni caso illegale riprendere dei soggetti privati senza il loro consenso e diffonderne le immagini violandone riservatezza, immagine e reputazione. Inoltre in alcuni Paesi esistono spazi pubblici, all’aperto, dove le coppie possono esibirsi in personalissime prestazione sessuali, salvo che non diano fastidio a bambini, anziani e non sporchino troppo. Insomma, mi sembra che ci sia una bella differenza di pensiero e d’azione, e neanche solo di pudore, in giro per il mondo.  È l’accanimento, la morbosità dietro queste cose che mi spaventa. Chi stava facendo sesso, onestamente no. E dovremmo stare più attenti alla luna e non al dito che ce la sta indicando.

Infine, voglio rasserenare tutti, non sono così preparata, ma riesco ancora a interrogarmi su cosa sia giusto o sbagliato senza sentire su di me e dentro di me il linciaggio mediatico “delle casalinghe di Treviso, del bracciante Lucano, del pastore Abruzzese…”** …

*, ** da Sogni d’Oro, Nanni Moretti, 1981.

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