domenica, Giugno 20, 2021

Grosso imbarazzo fra gli amici comuni ai due | VISTO DALLA PIAZZA di Geppino Cuomo

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IL FATTO
Per chi non sa i fatti, è come un fulmine a ciel sereno. Il comune di Serrara Fontana, che agli occhi di tutti sull’isola sembrava uno dei più tranquilli se non il più tranquillo, eppure è scoppiato. Tra pochi giorni ci sarà il commissario ed anni di serenità amministrativa vanno a puttane! Cesare Mattera, aveva fatto il sindaco per dieci anni, altrettanti il suo delfino Rosario Caruso. Chi segue da lontano la politica isolana, per anni ha creduto che fosse un sodalizio fra i due, divisi sostanzialmente dall’età e dalle differenze generazionali.

Quella di Cesare Mattera improntata sul quotidiano, sull’esperienza di vita vissuta, alla guida di un comune prevalentemente agricolo e con la conoscenza dei valori della terra e della vita dei contadini serraresi e fontanesi. Quella di Rosario Caruso, giovane, acculturato e lungimirante, che senza trascurare l’aspetto agricolo del suo comune è portato, come fanno i giovani, a guardare prevalentemente al futuro, sognando di realizzare aspetti futuristici anche lì, dove tali progetti non hanno trovato esigenze particolari per essere realizzati. Il secondo delfino del primo e il primo padre putativo del secondo. Poi le cose cambiano, o meglio, le cose come stavano prima non stanno più bene ad uno di loro e forse a nessuno dei due. Sull’isola ce ne sono di simili esempi. Coppie di politici come fratelli siamesi che da anni non si guardano più in faccia per l’ambizione personale. Si è verificato ad Ischia, a Casamicciola, a Lacco Ameno e Forio, ora a Serrara Fontana.

Grosso imbarazzo fra gli amici comuni ai due. Amicizia mai tradita dall’uno e dall’altro e ora ci si viene a trovare in mezzo. Credete a me, qui la politica c’entra poco, forse niente, visto che entrambi hanno a cuore le sorti di Serrara Fontana, visto che entrambi, anche se con culture diverse, hanno amministrato bene e tutto andava per il meglio finchè si sono sopportati nei difetti. Le cose sono peggiorate quando si è presi coscienza dei pregi altrui. A quel punto si sono rotte le “ giarretelle”. Nessuno dei due ha gradito che la gente potesse parteggiare per l’altro senza accomunarli. Peccato, Serrara ha conosciuto con loro un buon periodo storico, ora è chiamata a decidere per l’uno o per l’altro e non sempre scegliere porta dei vantaggi, può sempre capitare di fare la scelta sbagliata.

IL PERSONAGGIO
Ischia è peggio (o meglio, punti di vista) di Napoli, è “mille culure” sulla nostra isola ci sono personaggi, eminenze grigie, ficcanasi, sfruttatori, persone perbene, nullità, c’è chi si atteggia senza essere nessuno e chi si finge nessuno sapendo di poter determinare. Non ci facciamo mancare assolutamente niente. In fin dei conti, in questo marasma generale, troviamo spazio un po’ tutti e finchè non ci pestiamo i piedi, conviviamo senza farci male. Ogni tanto però, qualche personaggio dimentica di essere personaggio e crede di diventare persona.

Qui scoppiano le grane. Qui entrano in ballo le competenze e si discute delle ingerenze. C’è chi, ha trascorso una vita in un ghetto mentale ed improvvisamente alza la testa e si sente elemento di spicco nella nostra società, alza la voce, ma invece di far tremare chi vorrebbe, fa solo ridere, ma per carità, meglio non farsene accorgere, si potrebbe innervosire scoprendo che il suo è un bluff appurato e sgamato, meglio lasciargli credere che se parla “tremare il mondo fa”. Poi c’è chi si crede in gamba nel suggerire cose che non gli competono e a furia di leggere di qua e di là si convince che fare il sindaco o il deputato o il senatore sia una cosa di tutti i giorni e va scoprendo ora dopo ora quello che crede dovrebbe fare il rappresentante del popolo. Anche in questo caso va tutto bene finché chi dovrebbe ascoltarlo fa finta di ascoltarlo, ma se invece si prende sul serio la cosa, allora le frizioni sono all’ordine del giorno, fino ad arrivare alla carta bollata. L’isola ed i suoi personaggi sono un po’ come la natura, regna l’armonia fra i suoi componenti, ma guai ad alterarne i valori, l’ecosistema non reggerebbe ed i personaggi diventerebbero immediatamente persone, con un volto ed una identità precisa. Ischia forse è bella così, non togliamo la maschera ai nostri personaggi, le persone non ci piacerebbero più allo stesso modo di adesso.

L’IDEA
Siamo una località a tinta gialla (ora solo in questo modo siamo identificati), siamo in ambasce per il nostro turismo. Tutti vorremmo che decollasse ma nessuno osa sacrificarsi per la sua parte. Espongo un’idea che ha a che fare col turismo, forse molti saranno d’accordo e molti per interessi propri no. Ischia Ponte, sul lungomare si sta riproponendo un angolo molto bello fatto di ristoranti e bistrò. Locali eleganti e tradizionali, dove è un piacere passeggiare e sedersi a quei tavoli, ma… mah! Stai parlando? Devi interromperti, perché passa un’ auto e il rumore non ti fa sentire, stai mangiando? Devi fare attenzione che il tuo gomito non viene urtato dallo specchietto di un’auto in transito e non parliamo di inquinamento. Perché non si evita di far transitare le auto in quel tratto? Se proprio non si può abolire quel parcheggio (dello stradone), che si provveda a fare uno scivolo di entrata ed uscita vicino alla sede dell’INPS, così il traffico verrebbe ridimensionato e Ischia Ponte potrebbe avere la sua bella oasi turistica.

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