Coronavirus e turismo: la lezione della Sardegna all’isola d’Ischia

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Ieri mi ha telefonato un amico da Monaco di Baviera per chiedermi quanti casi di coronavisus c’erano nella nostra isola. In realtà aveva capito male le dinamiche legate all’ordinanza dei sindaci bocciata dal Prefetto e diffusa attraverso numerosi organi di informazione.

Immagino che in Italia e fuori dall’Italia migliaia di persone hanno frainteso l’iniziativa improvvida dei sindaci d’Ischia che evidentemente non hanno avuto la stessa lungimiranza degli amministratori sardi che invece si sono affrettati a precisare che “la Sardegna è un’isola sicura e che bisogna evitare che la psicosi faccia più danni della malattia”.Infatti gli amministratori sardi “sono consapevoli degli ingenti danni economici che il coronavirus potrebbe causare alla stagione turistica ormai imminente”.

Da qui il messaggio a tutto il mondo che “nell’isola non c’è nemmeno un caso di coronavirus e che si attendono i turisti in un contesto sano, sereno e tranquillo”.
Invece i sindaci dell’isola d’Ischia sono riusciti in un’impresa impossibile vale a dire confondere e scoraggiare i turisti che vogliono venire a Ischia nonostante che sull’isola la situazione è assolutamente tranquilla.

Loro qualificano tutto questo come “PREVENZIONE”.
Per me invece, ancorchè involontario, colposo e non doloso, siamo difronte ad un disarmante caso di “DANNO ALL’IMMAGINE DELL’ISOLA “.

Così come è disarmante la circostanza che questi sindaci hanno trovato unità di intenti sul problema coronavirus e poi non sono in grado di partorire un provvedimento unitario per disciplinare l’imbarco,sbarco e circolazione degli automezzi pesanti e leggeri nell’isola durante la stagione turistica o una iniziativa comune per arginare la scomparsa totale dei sempre verdi pini marittimi in tutti i Comuni dell’isola che unitamente al traffico ed al degrado diffuso del territorio, sta rendendo Ischia sempre più simile all’hinterland napoletano.

Purtroppo la frittata è stata fatta ed il dado è tratto!
Ora Il mio auspicio è che i sindaci dell’isola d’Ischia possano riscattarsi decidendo di incontrarsi almeno una volta al mese per affrontare tutte le criticità storiche e contingenti che affliggono l’isola e trovare soluzioni unitarie. Tutti insieme per il rilancio dell’isola!!

1 commento

  1. Per la scomparsa dei pini marittimi, soprattutto di quelli lungo le strade, bisogna chiedere agli uffici tecnici comunali: ogni incarico per l’abbattimento, specialmente se con procedura d’urgenza, è un ottimo affare per chi lo riceve (e forse anche per chi lo dà….), anche se la pianta è sana. E’ il nuovo business degli appalti….

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