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Le scuole superiori ischitane e il futuro

Gioisco ogni qualvolta apprendo che le scuole superiori ischitane riescono ad ampliare la loro offerta formativa con nuovi indirizzi di studio. Notizie estremamente positive, queste, che lasciano in secondo piano i ritardi cronici con cui la gestione della pubblica istruzione, dalle nostre parti, penalizza le scelte e le ambizioni degli studenti.

In questo panorama desolante, la “marcia in più” che il Dirigente Scolastico Antonio Siciliano ha impresso al “Mattei” di Casamicciola Terme sin dal suo primo giorno d’insediamento è sotto gli occhi di tutti, anche dei più distratti. Oggi, l’aggiunta alla già estremamente ampia scelta di corsi di studio innovativi de “la curvatura sportiva dell’indirizzo finanza e marketing” rappresenta senza dubbio una grande opportunità didattica e un orientamento diverso ed originale per quei giovani meno portati agli studi classici e più inclini a quelli tecnici, laddove la componente legata al mondo dello sport può senza dubbio offrire tanti stimoli in più verso un settore di grande interesse diffuso e dalle svariate possibilità d’inserimento professionale.

Già da qualche anno, il rinomato Convitto Vittorio Emanuele II di Napoli ha istituito il Liceo Scientifico Sportivo, laddove è possibile coniugare un’ampia formazione in materia di scienze motorie ad argomenti tecnico-manageriali, come il diritto e l’economia dello sport e lo studio di specifiche discipline sportive. Al pari del Convitto, oggi si pone anche il nuovo indirizzo del “nostro” Mattei, pronto alla formazione di nuove figure dello sport business e del management dello sport, che potranno poi arricchire e approfondire le materie curriculari delle superiori nell’ambito di scelte universitarie ben mirate. Va ricordato, ad esempio, che l’Università di Cassino (ateneo che si sta inserendo sempre più a pieno titolo tra i più prestigiosi ed efficienti del Meridione) offre già dal 2009 un corso triennale di laurea in “servizi giuridici per lavoro, pubblica amministrazione, sport e terzo settore”, offrendo una preparazione specifica e ben articolata in ciascuno dei quattro distinti moduli didattici; in particolare, per quello sportivo –si legge sul sito Unicas, “vengono esaminate le discipline del diritto privato, con particolare riferimento ai fondamenti del diritto sportivo, del diritto del lavoro, del diritto processuale civile con riguardo al sistema arbitrale di soluzione delle controversie, del diritto internazionale, dell’Unione europea con specifico riguardo alle federazioni internazionali che governano il gioco del calcio (FIFA) e ai contratti di trasferimento degli sportivi, del diritto penale con attenzione agli aspetti penalistici dell’attività sportiva quali la frode nello sport, il doping e la repressione della violenza negli stadi; del diritto commerciale applicato alle società sportive.”

Nel contempo, va detto che anche l’IPS “V. Telese” di Ischia, da qualche anno, ha ottenuto un terzo indirizzo di studi: “Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale”. Al momento, lo confesso, non so che genere di successo abbia riscosso e spero vivamente, da ex esperto esterno, che le risorse formative a disposizione degli studenti siano decisamente superiori a quelle da me rilevate nel settore “Servizi commerciali – Promozione commerciale e pubblicitaria” in essere presso il medesimo Istituto. Vi è però un dato certo: quando, due anni fa, mi recai in visita al Parlamento Europeo, ebbi modo di appurare, dati alla mano, che una grossa fetta dei bandi comunitari per l’occupazione giovanile e dei finanziamenti ad imprese è dedicato proprio al settore agricolo; e mentre qui da noi si continua nella storica corsa frenetica a sfornare futuri avvocati, ingegneri, architetti e commercialisti senza alcuna certezza di trovare un lavoro che si rispetti, il Vecchio Continente punta sul ritorno alla “terra”, la cui conoscenza più approfondita non è da ascrivere solo ad agronomi sic et simpliciter, ma –come scrive la Federico II di Napoli- “a vere e proprie figure professionali coinvolte in tutte le attività produttive, di ricerca e di controllo che riguardano la coltivazione, la trasformazione, l’utilizzazione e la valorizzazione dei prodotti dell’agricoltura e della zootecnia, nonché la relativa commercializzazione e la gestione di imprese agricole e di tutte le attività correlate all’agricoltura sia in ambito pubblico che privato, sia nei servizi sia nell’ambiente produttivo.”

Rispetto a questi pur timidi ma importantissimi segnali di vita e rinnovamento da parte delle scuole superiori ischitane (ce ne saranno altri degni di nota che probabilmente mi sfuggono, ma nessuno me ne voglia per questa mia parziale disinformazione), quel che manca è la possibilità materiale da parte delle scuole di ottenere risorse tecniche, logistiche e soprattutto umane utili a fornire agli studenti la giusta preparazione, ma anche la mentalità giusta da parte degli stessi studenti e delle loro famiglie ad essere pronti a scrollarsi di dosso, in assenza di un adeguato orientamento formativo, quelle scelte stereotipate che riducono l’iscrizione alle superiori ad una mera prassi di gruppo; decisioni importanti, ma troppo spesso condizionate dalla coesione con questo o quel compagno di banco che, come spesso accade, scompariranno dalla propria cerchia di amici, anziché privilegiare un coraggioso tentativo di guardare al futuro ed alle proprie attitudini.

Il futuro non può più attendere. Proprio come la necessità di rigenerare la fiducia del nostro contesto sociale ischitano, sempre più povero di quei valori fondanti che, in un recente passato, hanno reso grande Ischia e la sua gente. E se la qualità scolastica è lo specchio della società in cui essa insiste, oltre a rappresentare la longa manus extra-familiare per ciascuno dei nostri ragazzi, tocca anche a ciascuno di noi contribuire ad un processo di crescita comune che non può fare a meno di puntare sui giovani e sulla loro sempre crescente maturità sociale e professionale.

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  • Siamo nella 4 rivoluzione industriale. Le scuole non se ne sono accorte. Pur di fare iscritti ormai c’è la corsa ai nuovi indirizzi al solo scopo di sopravvivere, perchè con pochi iscritti la scuola si ridimensiona ed il personale pure. L’unico obiettivo è attirare i pochi giovani uscenti dalle medie millantando opportunità che non avranno. La scuola si sforza di raggiungere i propri obiettivi e non è in grado di intercettare il cambiamento e mentre il mondo evolve a grande velocità propone “nuove” e vecchie strade già note e per le quali chi è nel mercato del lavoro sà bene non ci saranno opportunità Ne è un esempio l’orientamento complessivo delle famiglie che spingono i figli nelle scuole turistiche. Attualmente sono circa 700 tra alberghiero, tecnico e Mattei ad aspirare ad entrare nel circuito turistico tradizionale, pochissimi riescono a capire le professioni che in quel contesto offrirebbero opportunità, come il revenue management poco noto anche a molti insegnanti, entrati nella scuola anni fa e senza nessun contatto col mercato del lavoro vero. ma che importa? L’importante è fare gli iscritti. Che poi questi alunni non siano preparati, o peggio si preparino in un “mestiere” che non esisterà quando uscirà dalla scuola che importa? Ed allora vai con la sagra degli indirizzi. A breve “tecnico del cazzeggio” con materie principali videogiochi, studio degli alcolici, uso delle droghe leggere con guida gratuita all’ottenimento del reddito di cittadinanza. Diploma garantito e consegnato già all’atto dell’iscrizione!