primopiano

85 voti che decidono Forio

Ormai le sentenze del Consiglio di Stato sono diventate come facsimili, si distribuiscono come se niente fosse. Il futuro del comune di Forio è legato a due fattori.

Il primo sono 87 voti. Il secondo è l’interpretazione del significato della parola “voti validi”.

Procediamo con calma perché c’è molta confusione. E, la cosa peggiore è che tutti e due i candidati a sindaco sono cascati nell’errore. Stani per un verso e Francesco per un altro. E’ vero, la faccenda non è delle più “elettorali” e di più facile comprensione, ma è fondamentale per il prosieguo di questa campagna elettorale.

Diciamolo subito: la sentenza del consiglio di Stato che ha richiamato Francesco Del Deo non ha nessun valore nella nostra vicenda. Riguarda un altro caso che non è quello ischitano e, tra l’altro, conferma alcune delle tesi sostenute da Stani Verde.

La norma configura, con precise circostanze, cosa accade al turno di ballottaggio se….

Se una lista o coalizione raggiunge il 40% scatta il premio di maggioranza.

Che è proprio il nostro caso la coalizione di Del Deo ha superato il 40% e quindi scatta al turno di ballottaggio il premio da assegnare al vincitore, non a Del Deo, sia chiaro!. Cosa che non sarebbe successa se Del Deo non avesse superato il 40%. Avremmo potuto avere un ballottaggio anche con Del Deo al 30 e Stani al 30, ad esempio.

Una cosa è chiara: il turno di ballottaggio del 24 giugno assegnerà al sindaco vincente il premio di maggioranza ovvero il 60% dei consiglieri (10).

Tutto questo, però, va letto alla luce dello stesso articolo di legge che annulla il premio di maggioranza se i voti di una lista o di una coalizione di liste superano il 50% dei voti validi. E qui c’è tutta la guerra del voto di Forio.

Stani avalla la tesi (giusta per chi scrive) che la percentuale di calcolo va effettuata sui voti validi. Del Deo e il sito del ministero, invece, calcolano questo 50% rispetto ai voti raggiunti dalle liste.

La battaglia si gioca tutta tra “voti validi” e “voti di lista”.

Il voto del 10 giugno, in maniera chiarissima e concorde, ha dei valori che non possono essere smentiti.

I voti di lista sono 9138. I voti non validi sono 221. I voti ai candidati sindaco sono 167. I voti totali sono 9526. I voti totali, ovvero voti totali meno voti non validi sono 9305. I voti delle liste di Del Deo sono 4620.

La matematica ci aiuta.

Stani Verde afferma che il valore di riferimento per calcolare il 50% da superare con il voto delle liste sia il valore dei voti validi, ovvero 9305.

Il ministero e Del Deo, invece, calcolano la percentuale sul valore dei voti di lista, ovvero, 9138. La matematica ci aiuta. 4620 è maggiore del 50% rispetto a 9138 e minore rispetto 9305.

E’ questo il particolare che deve essere chiarito. E bisogna farlo velocemente perché cambia tutto! Se ha ragione Stani, al turno di ballottaggio, come già detto, i due candidati sindaci saranno alla pari. Chi vince, prenderà il voto di maggioranza e avrà 10 consiglieri più il sindaco. Fine della discussione.

Se ha ragione Del Deo, invece, in caso di ballottaggio in cui Stani Verde dovesse vincere, si verificherebbe la condizione dell’anatra zoppa. Perché (al netto di salti della quaglia) non verrebbe assegnato nessun premio di maggioranza ma il consiglio comunale vedrebbe il sindaco Verde con 7 seggi, il gruppo di Del Deo con Nove e quello di Ignazio di Lustro. Questo perché la sua coalizione avrebbe superato il 50% dei voti validi, circostanza in cui il premio di maggioranza non viene più assegnato nel successivo turno di ballottaggio.

La giurisprudenza, nel merito, è abbastanza diffusa. Secondo una prima, anche se sommaria ricerca, il Consiglio di Stato ha chiarito bene la differenza tra i due termini.

«Il Consiglio di Stato, a tale proposito, spiega come, anche volendosi seguire un approccio letterale, non possa “sottacersi che questa stessa Sezione con la sentenza n. 822 del 14 maggio 2010 ha già avuto modo di sottolineare, con riferimento allo stesso substrato normativo, che laddove il legislatore ha inteso riferirsi ai soli voti di lista ha usato l’espressione “cifra elettorale” (art. 73, comma 5) e che quando ha inteso riferirsi, quale base di calcolo di una percentuale, alla totalità dei voti espressi, compresi quelli per l’elezione alla carica di sindaco, ha usato l’espressione “voti validi”»

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