Odissea Inps: il racconto social di un disservizio cronico

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Moduli online, richieste da inviare compilando form presenti su siti, email da leggere e conservare… ma, per ogni dubbio, domanda e o perplessità, il contatto “reale” con un operatore è necessario. La digitalizzazione estrema, in alcun casi, delle operazioni legate ai servizi di competenza dell’INPS, infatti, non solleva gli utenti dal doversi mettere in fila presso l’unico ufficio isolano presente ad Ischia Ponte, con non pochi disagi.

Da queste stesse colonne, infatti, vi abbiamo più volte riportato di episodi che hanno visto come protagonisti giovani e anziani che, dovendo risolvere alcune problematiche relative ai propri status Inps, si sono rivolti allo sportello ischitano affrontando una situazione che definire disagiata è, purtroppo, fin troppo poco.

Come sempre più spesso accade (o forse faremmo meglio a dire sempre, ndr) la fila di persone di ogni età inizia a comporsi ben prima dell’apertura degli uffici stessi: il piazzale antistante l’Inps, infatti, dalle prime luci dell’alba si popola di persone che, con qualsiasi condizione meteo, prendono già posto per sperare di essere “fortunati” e evadere le loro richieste.

Oggi vi riportiamo la cronaca di una giornata, purtroppo, ordinaria, raccontata da Pasquale Saurino, noto professionista ischitano e mentore del sindaco di Ischia, Enzo Ferrandino, che si era recato, nella mattinata di ieri, presso gli uffici dell’ente previdenziale.

“Ora fuori all’INPS – scrive poco dopo le ore 9.00 di ieri mattina, allegando una foto di persone in piedi tra le auto in sosta – solo una parte delle 72 persone prima di me in attesa di chiedere informazioni in gran parte sulle indennità di disoccupazione…una mortificazione continua…ci hanno costretto a fare tutto telematicamente e poi comunque ti ritrovi per forza ad andare allo sportello per un motivo o un altro.”

Esatto, una condizione insostenibile, che mortifica chi deve richiedere un supporto o la soluzione di un problema. Lunghe ed ininterminabili file che, quindi, non garantiscono l’effettivo raggiungimento dello sportello…

“Ore 11,30 – continua Saurino – si è arrivati al numero 20 io ho il numero 73 per vedere pratiche di alcune persone…sono proprio curioso di vedere come si comportano all’orario di chiusura ora vale la pena di andare fino in fondo.”

All’orario di chiusura, le operazioni si sono fermate, gli sportelli sono stati chiusi e chi non ha avuto la fortuna di poter vedere scattare il proprio numerino sul monitor e parlare con l’operatore, dopo ore ed ore di fila, dovrà ritornare un altro giorno.

Conclude, infatti, Pasquale Saurino: “Ore 12,56 si è arrivati al numero 42…io ho 73 mi arrendo devo andare a Napoli..l’unico conforto è che mi sono goduto una delle meraviglie del mio paese (e allega a foto del Castello Aragonese, ndr) per il quale il tempo non è mai sprecato…”

Tra ironia e serietà, Pasquale Saurino riaccende, forti, i riflettori su un problema molto serio che affligge tutti sulla nostra isola.

Chi non ha la possibilità di recarsi a Napoli per espletare le proprie pratiche o chi non ha un professionista che segue le documentazioni per suo conto, affidandosi alla digitalizzazione imperante, come può risolvere il problema dell’intasamento dell’ufficio ischitano?

Non possiamo, nel 2018 e con una popolazione in continuo aumento, avere ancora persone che, anche per una sola semplice domanda, si vedono costretti a mettersi in fila all’alba… perchè questo sembra essere la soluzione trovata, come suggerisce Teresa Capuano in un commento: “Lunedì alle 5e 6minuti ero la prima…alle 8 e 43 avevo finito”.

Anna Mazzella, una dei tanti ischitani rimasta ferma allo Stradone racconta lo stesso, enorme, disagio. “All’INPS questo è lo schifo. Dalle 10.30 stamattina era il numero 75 ora 90. Noi abbiamo il numero 155. Che schifo!!! Tutto questo – scrive Anna – perché invece di erogare 90 giorni di disoccupazione su 180 lavorati, ne hanno erogati 44 e per loro la pratica è chiusa …e menomale che siamo in campagna elettorale”.

Eppure la problematica della sede Inps era ben presente sui tavoli di discussione delle amministrazioni comunali isola che, quando vi era il pericolo, fondato, di perdere completamente lo sportello isolano, si erano mobilitate per dare tutte le rassicurazioni del caso all’ente e ai cittadini. Arriveremo mai ad una soluzione che possa risolvere questo assurdo ed anacronistico problema?

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