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Ischia, la casta dei «20» che blocca il terremoto

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Gaetano Di Meglio | Con la conferenza stampa e la relazione sintetica di Giovanni Legnini, il 22 agosto 2022, è venuta fuori la verità che vi raccontiamo da sempre. Oggi, con stile e serietà, però, abbiamo un dato che è difficile da smentire e che riecheggia a Casamicciola e Lacco Ameno come un colpo di spada che taglia a due la cruda realtà del popolo terremotato.
Un popolo che ha dimostrato di non aver spina dorsale, che è impegnato in una lotta intestina uno contro l’altro e che, alla fine, è vittima di una casta di 20 tecnici nominali che, in verità, fanno capo a cinque o sei persone.
E purtroppo non sembra esserci nessuno capace di riannodare i fili della dignità e dell’orgoglio e spazzare via tutto questo marciume che sostiene una cappa di vergogna e di infamia che grida vendetta.

La lunga relazione sintetica di Giovanni Legnini è un atto di accusa per voi e una medaglia sul petto di questo giornale. Un applauso al coraggio che abbiamo in questi anni di lotta contro il sistema che, oggi, ci gratifica di tutti i sacrifici che abbiamo fatto ma che ci rattrista per le condizioni in cui è profondata la nostra terra.
Dopo cinque anni, Giovanni Legnini ci racconta che tra gli ostacoli principali alla ricostruzione del terremoto di Ischia emerge “incertezze interpretative e stasi applicativa della disciplina sui condoni edilizi contenuta nel decreto legge n. 109 del 2018”. Il famoso articolo 25 e il famoso decreto Genova: non c’è stato nessuno che lo abbia criticato più di noi. Avevamo ragione.
Lo abbiamo detto e scritto e, da sempre siamo stati contro le assunzioni sismiche. Una pletora di raccomandati tra mogli, compagne, amanti, fidanzate, nipoti e altre scartine prese nel paese che, e ora lo dice anche Legnini, hanno prodotto: “carenza delle strutture tecnico-amministrative preposte alle istruttorie dei progetti e alla gestione di tutte le procedure post sisma”
Non potendo pensare che Giuseppe Grimaldi e Carlo Schilardi potevano fare di più, va da se che l’affermazione di Giovanni Legnini è riferita alla classe politica e amministrativa locale: “il processo di ricostruzione non è sostanzialmente avviato”

Questa è la verità con cui abbiamo a che fare ed è la stessa verità dalla quale non possiamo scappare. L’ho scritto pochi giorni fa, oggi abbiamo la conferma del commissario. Legnini ci può piacere o meno, ma la realtà è quella.
In due giorni, è bastato attendere, è venuto fuori tutto quello che noi de Il Dispari abbiamo sempre detto e scritto: hai voglia di scaricare le colpe sui Commissari, il problema sono i terremotati di Casamicciola e i loro tecnici. E ora, grazie a Legnini, abbiamo un dato chiaro e tecnico che mette a nudo la macchina locale che ha bloccato la ricostruzione.
Se sono trascorsi cinque anni è perché in pochi hanno deciso che dovevano lucrare sul terremoto. Hanno fermato i cittadini e con la complicità delle istituzioni locali hanno creato l’altro ostacolo alla ricostruzione, ovvero: “procedure amministrative caratterizzate da lentezza, assenza di termini certi di conclusione, e frammentazione”

Il freno a mano della casta dei 20 (ma che sono di meno) che prodotto lentezze e problemi per i cittadini.

Le parole di Legnini accusano.
Il commissario Legnini rivendica come una “cosa buona” «l’introduzione delle anticipazioni a favore dei professionisti ed erogazione diretta dei Sal. E’ stata infatti introdotta un’anticipazione del 50% dei compensi dei professionisti all’atto della presentazione di tutti gli atti progettuali e della relativa documentazione, previa verifica della loro completezza. Si tratta di una misura finalizzata ad accelerare la presentazione dei progetti”
Avete letto bene: “un’anticipazione del 50% dei compensi dei professionisti”.
E qualcuno si chiede e prima? Niente! Prima con Schilardi e tutti i suoi sacrifici ci era riusciti a finalizzare solo 25 decreti di autorizzazione e finanziamento dei progetti di ricostruzione privati.

25 progetti in quattro anni. Perché? Perché i tecnici non avevano avuto garantita l’anticipazione. C’è voluto Legnini per riconoscere quello che volevano i tecnici. Pena tenere in ostaggio la ricostruzione privata di Casamicciola. Non si muoveva niente perché loro non avevano i loro interessi.
Parliamo di cinque o sei grandi gruppi di tecnici che ha tenuto in ostaggio un popolo intero. Se Legnini avesse seguito l’andazzo locale e non avesse, invece, introdotto le sue novità (ancora sub judice, per carità e ancora al vaglio della storia) oggi saremmo ancora all’oscuro delle manovre di chi aveva deciso che non si doveva ricostruire se loro non veniva “apparati” dal sistema. Una infamia che grida vendetta da sola ma che non troverà corde vocali per uscire fuori.

Legnini arriva, comprende qualche sia il disastro secondo alcuni e il “piattino” secondo altri, e ha deciso di reintrodurre la scheda del fabbisogno. Quella che i tecnici locali avevano bloccate perché, altrimenti, il popolo avrebbe potuto capire di più e pensare e scoprire la trama disegnata contro i cittadini.
Passano i giorni, arriva la Legnini, si presentano le schede e, ops, leggiamo insieme: “Si desume inoltre che circa 20 professionisti hanno in carico il 70% del totale delle Manifestazioni pervenute alla data del 20 agosto”.
Ops, 20 professionisti per il 70% delle domande presentate. Circa 28 domande per tecnico che, però, andrebbero ancora calcolati eliminando i prestanomi, i nomi di copertura e dei vari progettisti. Quattro o cinque gruppi di tecnici che hanno tenuto ferma la ricostruzione di Casamicciola per cinque anni. Vergognatevi!
Le nuove schede del fabbisogno ci ha raccontato che “Da una prima disamina delle Manifestazioni pervenute si osserva che il 70% circa è riferibile a professionisti già individuati dai proprietari degli immobili danneggiati, mentre il rimanente 30% è riferito a compilazione diretta dei proprietari”. Le percentuali parlano chiaro.
Poi Legnini apre un’altra ferita per circa 140 domande. “Quasi il 30% delle Manifestazioni di volontà pervenute sembra essere esente da problemi di condono e quindi potrebbe avere un iter celere per la approvazione del contributo a valle della imminente presentazione del Piano di Ricostruzione da parte della Regione Campania, qualora venissero presentate le relative pratiche di contributo.”
Perché queste pratiche non sono già state presentate? Perché i tecnici incassano di meno? Perché la casta aspetta prima che gli arrivi qualche altro benefit e poi, magari, pensiamo ai terremotati?
Noi lo abbiamo sempre detto ma oggi, sbandierando la relazione di Legnini, è più bello. E’ più duro e, soprattutto, è un punto dal quale non si scappa: è scritto nero su bianco.

20 tecnici (nominali) per il 70% della ricostruzione: è tutto fermo, soprattutto, per colpa loro.

Il commissario Legnini avrà tutte le colpe di questo mondo, ma da sei mesi ad oggi, ha segnato una road map tutto sommato accettabile. Se non avesse il carico dei quattro anni spesi dietro ai casamicciolesi e lacchesi che volevano lucrare sul sisma, oggi, saremmo ad un altro punto.
Nel frattempo, sempre restando in tema di danni da casamicciolesi al terremoto di Casamicciola (soprattutto) non possiamo fare altro che pensare al disastro istituzionale della Regione Campania.
Purtroppo la dirigenza della Regione Campania è il nostro peggior nemico. Dai Trasporti al Terremoto, è una lunga scia di incompetenti che hanno le nostre sorti tra le mani e che non troviamo nessuna forza politica che ne chieda il cambio o l’azzeramento. Il disastro della Iasuozzo lo si vive tutti i giorni sulle vie del mare. E il terremoto? Beh, i tecnici regionali che hanno proprietà, immobili, famiglie, amicizie, affari diretti e indiretti li conoscete tutti. Nomi e storie note che non meritano neanche di essere nominati considerato gli effetti nefasti che hanno provocato.

Gente che ha costretto al fallimento una zona di Casamicciola a dispetto di altre zone, congiunte, ma solo ed esclusivamente legate ad interesse economici e diretti più vicini. E questo dovrebbe imporre da parte di tutti i casamicciolesi la verifica, puntuale, delle decisioni assunte dalla Regione Campania che potrebbero contenere scelte non adottate sulla base dell’interesse generale bensì in base a motivi personalistici.
L’altro ieri mattina, tra l’altro, è venuta fuori un’altra condanna per i bambini di Casamicciola. Colpa del Commissario Calcaterra? No, più della casta che blocca il terremoto a Casamicciola e che ha i suoi tentacoli tra gli assunti sismici sul comune.
E’ offensivo, oltre modo, che Casamicciola – ancora dopo 5 anni – continui a dire no ai moduli scolastici e consenta a questi amministratori di offrire sedi scolastiche come Le Zagare o le altre scuole ridicole del territorio. E’ ridicolissimo che Casamicciola non abbia aderito come Forio e come Lacco Ameno, con 5 anni di ritardo, alla costruzione di moduli scolastici per consentire ai suoi figli di frequentare spazi moderni, adatti, funzionali e sicuri. Chi ha suggerito alla Calcaterra di rinunciare? Quale interesse diretto con chi gestisce il servizio di scuola bus deve essere protetto più che offrire aule dignitose ai figli di Casamicciola?
Quale altro conto corrente privato dobbiamo alimentare?

1 commento

  1. Ho sempre sostenuto che ad amministrare Ischia (terremoto o non) ci vogliono le Istituzioni Militari, perchè spazzino via questa feccia di politica isolana.pietro

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