Luciano Castaldi | Per raggiungere il luogo di lavoro prendo il bus. Credo che, specialmente qui a Ischia, sia la cosa più utile, economica e sicura, visto il traffico, la carenza di parcheggi, la condizione delle strade, il modo di stare alla guida dei tanti piloti su 2 e 4 ruote, e – pulcis in fundo – il costo del carburante. Restano da affrontare le fermate, come tante stazioni della Via Crucis, con sorprese sempre dietro l’angolo. Dunque, prendo il bus. E non una, ma quattro volte al giorno per attraversare i miei circa quaranta chilometri, Forio -Ischia e ritorno.
Come potete immaginare, ne vedo di tutti i colori, specialmente in questi giorni di clima torrido, di teste calde e di filosofi socratici (o neoplatonici, se vi piace di più) alla guida del pulman. Ieri, per esempio, Linea 1, diretta a Sant’Angelo, partita dal Capolinea alle ore 13,30. Al solito, grande ressa per salire. L’autista si fa largo e ne fa scendere qualcuno (secondo me senza necessità).
Lungo il tragitto, grazie a Dio, gli spazi tra le sardine aumentano sensibilmente, tanto che trovano posto alcuni passeggini. Ma già al Castiglione, l’autista-filosofo decide di non aprire più la porta che sta davanti, proprio alla sua destra. “Non funziona…”, annuncia con un tocco di soddisfazione (forse, così evita di far entrare l’aria calda proveniente dalla strada?).
Giunti al porto di Casamicciola, in Piazza Marina, ci attende una folla di aspiranti passeggeri che, avendo a disposizione solo due entrate su tre, si accalca nervosamente per entrare e, con i passeggini presenti a bordo, incontra chiaramente grandi difficoltà. Avanti, ampi spazi a fianco del nostro filosofo che – impassibile – aspetta con siderale indifferenza…
Intanto, gli animi si scaldano, volano parole grosse e si sfiora la rissa.
Faccio quindi notare al nostro campione alla guida che, forse, è il caso di aprire la porta davanti: ci sono tanti viaggiatori a terra che prendono a pugni la porta. Ma lui… niente… è perso nei suoi pensieri. Allora provo a usare toni più persuasivi, minacciando di segnalare la cosa ai suoi supeiori… Ma niente: “la porta non funziona!”
Se la porta non funziona – rispondo – allora il bus non può circolare. Niente da fare: io sono un maleducato che non rispetta il lavoro degli altri e metto a rischio la sicurezza del viaggio. Si riparte.
A Lacco Ameno, gli aspiranti pugili scendono e grazie a Dio, a bordo le cose vanno meglio… L’EAVventura di oggi è finita bene. Chi guida ha sempre ragione!
I danni che sta arrecando l’EAV all’immagine turistica dell’isola d’Ischia sono gravissimi.
Ed ancora più grave è il silenzio delle Amministrazioni locali difronte a tutto ciò.