Costa Diadema, l’appello delle isole: IL GOVERNO CI ASCOLTI

A bordo della nave da crociera, oltre a tanti altri, ci sono due marittimi dell'isola d'Ischia e 1 di Procida. Gli appelli del sindaco Caruso e del sindaco Ambrosino. Insieme per vincere questa battaglia contro il Covid-19

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C’è una nave italiana che ha bisogno di aiuto.Un SOS chiaro e tondo che, in queste ore, va accolto dal governo Italiano e che va affrontato con serietà e tempestività. A bordo ci sono 1300 membri dell’equipaggio e, purtroppo, 90 che presentano sintomi da Covid-19.

Nel merito della vicenda che vede boccata la Costa Diadema nel Mediterraneo senza poter trovare un approdo sicuro, sono intervenuti sia il sindaco di Serrara Fontana sia quello di Procida.

Rosario Caruso annuncia di aver scritto ai ministri dei trasporti e degli esteri.
“Stamattina – scrive Caruso – ho scritto ai Ministri competenti perchè a bordo di Costa Diadema ci sono circa 1300 membri dell’equipaggio, circa 90 presentano i sintomi del Covid-19. A bordo, tra l’equipaggio,anche due nostri concittadini. Tutti i porti dove hanno fatto richiesta non hanno autorizzato lo sbarco. La situazione a bordo rischia di diventare drammatica, è necessario che i Ministri si attivino. Cittadini, concittadini, italiani e non, sono tutti uomini, padri, mariti, figli. Non possono essere abbandonati. Ognuno faccia la propria parte. Intanto preghiamo tutti insieme, per tutti.”

A bordo della Costa, infatti, operano il medico di bordo, un operaio motorista di Serrara Fontana e un marittimo procidano.

“Egregi Ministri, scrivo a Voi per sollecitare un Vostro autorevole intervento per una vicenda spiacevole che si sta consumando in queste ore” sono queste le parole iniziali della nota inviata dal primo cittadino di Serrara Fontana all’on. Luigi Di Maio e all’on. Paola De Micheli..
“La nave da crociera Costa Diadema – continua -, come ben sapete, non riesce ad attraccare in nessun porto e al momento a bordo ci sono oltre 1300 persone di equipaggio e circa 90 presentano sintomi ascrivibili al Covid-19, tra questi ultimi anche l’unico medico presente a bordo, un mio concittadino. Un figlio del territorio che amministro. Insieme a lui vi è anche un altro nostro concittadino, un giovane ufficiale di bordo. Non posso e non vaglio restare fermo davanti alla loro richiesta di aiuto e davanti a quella dei restanti membri dell’equipaggio. Sono mariti, padri, figli della nostra amata Patria. Sappiamo tutti che nella lotta contro questa pandemia è necessario agire con sollecitudine per isolare i positivi e intervenire con le dovute terapie. Senza ausilio di medici la situazione a bordo rischia di diventare drammatica. Vi chiedo di adottare un protocollo di sicurezza per consentire l’attracco di Costa Diadema e lo sbarco dei passeggeri a bordo così da prestare loro le cure e tutto quanto prevedono i protocolli in materia di Covid-19. Confido in un Vostro autorevole e sollecito riscontro.”

Da Procida, invece, la voce di Dino Ambrosino, il primo cittadino dell’isola di Graziella, risuona altrettanto seria e precisa.

“La nave Costa Diadema è in giro per il Mediterraneo da diversi giorni – chiosa Ambrosino – in attesa di una destinazione di sbarco. Abbiamo stabilito contatti con le diverse istituzioni competenti per sollecitare una soluzione praticabile. Stiamo facendo squadra con le altre amministrazioni che hanno concittadini membri dell’equipaggio. Bisogna trovare un porto disponibile a consentire l’ormeggio, dopo i rifiuti degli ultimi giorni. Ciascun cittadino può provare a dare il proprio contributo per condividere la mobilitazione tramite social ed allertare anche i media. Per la Costa Diadema e per tutte le altre navi in difficoltà, in navigazione oppure in banchina. Possiamo esporre – lancia la proposta – un drappo bianco fuori ai balconi delle nostre case, perché siamo tutti sulla stessa barca”.

“L’ho sottolineato più volte – continua Dino Ambrosino – con la mia comunità. La battaglia contro il coronavirus la vinciamo, se uniamo al rigore dei nostri comportamenti l’umanità dei nostri atteggiamenti. Per questo mi sento di lanciare lo stesso appello anche oltre l’isola. La nave Costa Diadema, bandiera italiana, sta navigando per il Mediterraneo senza trovare un porto in Italia che la faccia accostare. A bordo ci sono solo i membri dell’equipaggio, tra cui anche un nostro concittadino. Procida vive di lavoro marittimo – sottolinea il sindaco -, ma tutta la Nazione deve ricchezza e cultura a questo mestiere che facciamo da millenni. Siamo un Paese di mare, ed il mare è sempre stato un elemento di unione, tra tutte le civiltà che sono cresciute negli scambi reciproci.
Oggi nessun porto italiano vuole accogliere la Diadema in un momento di difficoltà. A bordo ci sono malati, e senza assistenza si rischia di grosso. Mi appello a tutti gli amministratori che hanno concittadini tra l’equipaggio per rivolgere una richiesta comune. Mi appello al Ministro dei Trasporti De Micheli per far sbarcare subito la nave. Ricordo ai Sindaci che finora si sono opposti, che la Patria è una, nella buona e cattiva sorte, e che se alziamo i muri delle città, i nostri concittadini saranno le prime vittime dell’assedio. Ringrazio Valeria Valente e il sottosegretario Margiotta per l’immediato interessamento. Prego perché non trascorra altro tempo – conclude – e non precipiti la situazione. “

1 commento

  1. Questo governo di me**@ dà l’O.K. alle ONG e alle imbarcazioni(chiamiamole così) provenienti dall’Africa per un porto sicuro e non si preoccupa di una nave italiana con a bordo 1.500 persone, di cui molti italiani. Possono dargli il porto, farla attraccare e metterli in quarantena come è stato fatto in altre circostanze con le navi dei negrieri. Ora che devono solo spendere e non mangiarci, i politici se ne stanno fuori. Specialmente questi del governo attuale. Che schifo.

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