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Basket. Iovino: «Forio meritava questo traguardo»

Ischia sportiva abbraccia simbolicamente il Forio Basket. La squadra biancorossa ha centrato un’impresa storica. A presidente, allenatore, dirigenti e giocatori, arrivano attestati e felicitazioni da tutta l’isola ma anche dal continente. La promozione in Serie B, strameritata per la superiorità mostrata in tutto l’arco della stagione ma soprattutto nella fase decisiva (un pareggio e una vittoria in semifinale, doppia affermazione in finale), era un traguardo auspicato, sognato, ma difficile da raggiungere per la concorrenza qualificata ma principalmente per le note difficoltà con cui si è sviluppata la stagione. All’uscita dal palazzetto, mentre giocatori, collaboratori, dirigenti e tifosi sfilavano con ogni mezzo per le vie del paese per poi dirigersi verso Ischia, Vito Iacono faceva fatica a trattenere l’emozione. Alla fine, come tutti gli esseri umani nella cui mente in un baleno passano migliaia di ricordi, ha ceduto anche lui. «In questo momento il pensiero va a Giacinto Bertrando e Pietro Ferrandino che hanno contribuito tantissimo a sostenere il Forio Basket», ha esternato il massimo rappresentante della neopromossa società foriana dopo aver auspicato una collaborazione da parte delle forze imprenditoriali e la creazione di un consorzio tra quelle sportive in seguito al raggiungimento di questo splendido traguardo.

Domani riporteremo la voce dei giocatori. Dal capitano Iacono al baby Capezza, da Guzzon a Callara, dal livornese duro e puro Orsini all’argentino Rupil (che in questi due anni sull’isola ha imparato più termini “furieni” che parole di italiano), chiudendo con Markovic che ha annunciato il suo addio, a malincuore, perché per regolamento non può disputare la Serie B Old Wild West. A botta calda, è coach Luigi Iovino a sintetizzare una stagione che è stata difficoltosa anche per lui, costretto a fare il pendolare con Milano per motivi di lavoro, lasciando a Peppe Tarso la conduzione di buona parte degli allenamenti. Dunque feeling e fiducia a trecentosessanta gradi con proprietà, assistente, preparatore e roster. «Siamo contentissimi, la serie B era l’obiettivo programmato ad inizio anno ed è stato raggiunto – commenta Iovino mentre i ragazzi fanno festa con i tifosi –. Quello del Forio è un gruppo super che si è imposto tra mille difficoltà, tra tante problematiche. E’ il coronamento di un sogno. La società ci ha sempre creduto, il gruppo anche a cui vanno tanti complimenti».

Nonostante il forte rischio di essere innaffiato con acqua o spumante, Luigi Iovino resta a bordo campo. Viene interrotto per un attimo dal capitano Iacono che approfitta della telecamera per elogiare il lavoro dell’allenatore «che è qui con noi da quattro anni, ha vinto due campionati, è andato avanti e indietro da Milano, è un “pazzo” ma ci ha portato in Serie B!». Il coach, tutt’altro che sorpreso dal “blitz” del buon Francesco, dice di essere «contento per la squadra», ricordando che «quando sono venuto qui a Forio abbiamo conquistato la promozione da C Silver a C Gold, l’anno scorso eravamo primi con quattro punti di vantaggio e potevamo vincere il campionato, interrotto dalla pandemia. Quest’anno abbiamo centrato la B. Era un progetto su base triennale, lo abbiamo centrato e sono contentissimo».

Alla vigilia c’era un pizzico di preoccupazione perché Salerno aveva dimostrato di essere avversario alla pari del Forio. «Grande dominio del Forio in questa gara di ritorno ma è in gara-1 che abbiamo costruito il successo finale – spiega Iovino –. Lì siamo stati bravi davvero a vincere la serie, andando in casa loro ed imponendoci di undici punti. Ancora bravissimi in casa nostra ad entrare in campo decisi e motivati». I tifosi gridano «Serie B, Serie B». Una categoria che meglio si addice alle qualità del giovane ma carismatico coach del Forio, al terzo successo in carriera in C dopo aver condotto Scafati a giocarsi i play-off per l’A/2. Due promozioni in tre anni, l’accesso alla terza serie nazionale, potrebbero essere sufficienti per regalargli la cittadinanza onoraria. Forio ormai è casa sua…

G.S.

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