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Allegri al Napoli? Per carità di Dio | #4WD

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Daily 4ward di Davide Conte del 18 maggio 2024

Caro presidente De Laurentiis, non Le bastano già ora antidoti e amuleti per scongiurare i pericoli derivanti dagli “stramuorti” che i tifosi del Napoli le rivolgono da diciotto anni a questa parte e, ancor di più, dopo la stagione fallimentare in corso che per fortuna sta per volgere al termine. Non sarà mica vero, perciò, che la manfrina delle minacce di Massimiliano Allegri al direttore di Tuttosport sia stata solo un piano ben congegnato per farsi “liberare” in qualche modo e venire ad allenare il Napoli?
Oltre ogni più ragionevole dubbio sulla più che risibile motivazione addotta nel comunicato con cui è stato esonerato il tecnico livornese, cioè che “fa seguito a taluni comportamenti tenuti durante e dopo la finale di Coppa Italia che la società ha ritenuto non compatibili con i valori della Juventus e con il comportamento che deve tenere chi la rappresenta” (e quali sarebbero questi valori?), sono ancora cotto e stracotto da un’altra manfrina, quella accaduta tempo fa con Ancelotti, esonerato dopo l’ammutinamento a seguito di due anni di buon livello ma senza vincere nulla e, guarda un po’, pronto a sottoscrivere un ingaggio plurimilionario con l’Everton solo poco più di una settimana dopo, trascorrendovi -anche lì- un periodo limitato prima di riapprodare al secondo ciclo super vincente con il Real Madrid.

L’idea di avere avuto per anni un direttore sportivo rivelatosi poi juventino ed averne oggi ingaggiato un altro ancor più bianconero di lui (provenienza compresa), caro presidente, già basterebbe a provocarmi l’orticaria e il reflusso. Anche il rischio di fungere ancora una volta da trampolino di rilancio nel calcio che conta per l’ex calciatore e tecnico gobbo Antonio Conte non è che mi entusiasmi granché, sia ben chiaro. Ma mi rendo conto che di certo il salentino non si presterebbe più di tanto ai Suoi soliti giochetti, come quello di non concedere ad Ancelotti neppure lo sfizio dell’unico calciatore realmente richiesto prima e durante la sua permanenza in azzurro, cioè James Rodriguez.

Ieri Massimo Gramellini ha scritto sul Corriere.it: “E la verità è che vorrei essere Ancelotti, ma se poi lo fossi, mi annoierei. Mentre ho paura di assomigliare ad Allegri, specie quando un prepotente mi taglia la strada, benché assomigliargli, talvolta, significhi sentirmi vivo. Forse c’è un po’ dell’uno e un po’ dell’altro in ciascuno di noi: è tutta una questione di dosi.” Io, invece, caro presidente, non vorrei in alcun modo né l’uno né l’altro, sebbene so che ancora una volta non avrà alcuna intenzione di sorprenderci.

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