Affidamento diretto all’Hotel Antares per l’alloggio dei sanitari del Rizzoli

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Ida Trofa | Dopo le denunce e gli esposti del nostro quotidiano, l’ASL NA 2 Nord di Antonio D’Amore si ricorda dei suoi dipendenti e del personale della sanità ischitana. L’Asl si ricorda degli uomini e delle donne che tutti i giorni da Napoli e provincia raggiungono l’isola per prestare il loro servizio in favore della nostra comunità e non solo. Restano, ancora però, vergognosamente al palo, inascoltati e soli, i pedonali al contrario. Gli uomini e le donne della sanità nati e residenti a Ischia che, quotidianamente, tra mille difficoltà (senza collegamenti causa COVID-19) devono raggiungere la terraferma. Restano soli i malati oncologici che devono curarsi. Segnaliamo, comunque, l’importante passo avanti (si sono accorti dei disagi, ndr), una battaglia de Il Dispari per i medici, gli infermieri, gli OSS e gli operatori che lavorano su Ischia e per Ischia. Purtroppo, però, un passo in avanti e due, forse tre, indietro.

Un circolo vizioso gestito, con la scusa della necessità, per mettere sempre e solo in piedi i soliti teatrini ed interessi privatistici in atti pubblici. Interessi saldati con i soldi della comunità che paga, a caro prezzo, una politica che vive di emergenza e che sulle emergenze si alimenta. Fate schifo! Ma andiamo con ordine. Poche ore fa Antonio D’Amore con la determina n. 446 ha affidato il servizio di soggiorno per operatori sanitari del P.O. “Anna Rizzoli” di Ischia. L’affidamento in favore dell’Hotel Antares. Il vitto, come ben sanno i nostri lettori sarà garantito dalla SAGIFI che già si occupa del servizio di refezione ospedaliera.

Affidamento diretto all’Hotel Antare per l’alloggio dei sanitari in servizio ad Ischia
Ma leggiamo insieme l’humus dell’affidamento cosi come relazionato e giustificato dai vertici ASL. “La situazione di emergenza sanitaria da COVID-19 richiede la messa in campo di ogni azione
utile a favorire gli operatori sanitari impegnati nella gestione dell’emergenza stessa”. Per contenere gli afflussi di persone sull’Isola d’Ischia, come da disposizioni del Governo Centrale e Regionale, sono state sensibilmente ridotte le corse da e per la terraferma; pertanto, gli operatori sanitari impegnati nell’emergenza presso il PO. Anna Rizzoli di Ischia, spesso, a causa del protrarsi del proprio turno di lavoro non riescono a rientrare sulla terraferma“.

Al fine di sostenere nel miglior modo possibile tale disagio, la Direzione Generale il 17 marzo 2020 (nota prot. n. 00143321) ha chiesto sia all’Associazione Termalisti e a Federalberghi Isola d’Ischia di formulare apposita offerta per mettere a disposizioni camere con servizio di pernottamento e colazione, da destinare agli operatori in servizio presso il P.O. Rizzoli che non riescano a lasciare l’isola al termine del servizio prestato per la particolare emergenza sanitaria e a garantirne il necessario riposo. L’ASL stessa comunica che “con nota del 26.03.2020 i suddetti, hanno presentato una sola offerta per l’Hotel Antares struttura ricettiva ubicata nelle immediate vicinanze del P.O. Rizzoli”.
Cosi l’Azienda sanitaria locale ha ritenuto necessario di dover procedere con urgenza all’affidamento del servizio in ossequio alle disposizione del Codice degli Appalti.
D’Amore prende atto del lavoro dei suoi funzionari e dell’unica offerta pervenuta da Associazione Termalisti e Federalberghi Isola d’Ischia per il servizio di soggiorno in favore “degli operatori sanitari del P.O. Anna Rizzoli da usufruire qualora i turni di servizio – a causa dell’emergenza sanitaria – si protraggano e rendano impossibile il rientro sulla terraferma a causa della contrazione delle corse”.

E’ scritto nero su bianco negli atti aziendali e, dunque, insomma non è detto che i pendolari della sanità usufruiscano sempre dell’Alloggio presso l’Antares.

L’ASL decide di pagare invece di scegliere per il gratis!
Snobbata la gratuità del’Hotel Bristol Verde messo a disposizione e sanificato dal comune di Forio, l’ASL decide di pagare per motivi evidentemente legati ad altri interessi 30 euro a notte per la doppia e 20 euro per la singola solo previa autorizzazione della direzione sanitaria presidiale. Nessun “vuoto per pieno“ come per il “lazzaretto” di Casamicciola, dove il costo invece è di euro 40 per persona!.
Diciamo che è già un passo, forse due rispetto allo schifo che si sta perpetrando in nome del COVID-19. Resta comunque lo scandalo di organizzazioni e aziende pubbliche che, con i soldi del contribuente, si caratterizzano sempre per favorire l’interesse privato. C’è fa l’affare con i soldi pubblici e chi taglia la spesa sanitaria, in alcuni casi anche l’essenziale per chi ha bisogno di cure.
Per un’ernia non c’è spazio per ricoverarsi, per un infarto devi essere trasferito e se sei malato di cancro devi arrangiarti per curati e raggiunger Marano. A pagare il prezzo più alto è sempre Pantalone.

Per l’affidamento del servizio l’ASL pagherà decisamente, meno caro che il comune di Casamicciola Terme per il suo “lazzaretto” comunale. Soprattutto non pagherà “vuoto per pieno” e non pagherà “comunque anche se non ci dovessero essere ospiti. Ma pagherà con i soldi della povera gente rifiutando le stanze gratis dell’Hotel Verde. Il servizio all’Hotel Antares di Lacco Ameno sulla Via Litoranea 45 sarà conferito, infatti, al costo di euro 30 a notte per camera doppia e di euro 20 per camera singola (IVA inclusa) dal 28 marzo 2020 al 30 aprile 2020 eventualmente prorogabile. L’autorizzazione al soggiorno è conferita su richiesta della Direzione Sanitaria. Inoltre, la certificazione del credito avverrà a cura del Direttore Amministrativo del PO stesso, dietro presentazione di regolare fattura da parte dell’Hotel Antares. All’atto che prevederà la convenzione tra l’azienda sanitaria ed il privato sarà data immediata esecuzione, attesa l’urgenza, ovviamente.

Mobilità e sanità al tempo del coronavirsu. I Sanitari ischitani restano ancora penalizzati
Sono diversi i grandi problemi legati alla ridotto mobilità causa COVID-19 ed i problemi connaturati allo status di Isola. Da tempo riportiamo i patimenti e le doglianze dei rappresentanti locali che per settimane dopo l’esplosione dell’emergenza sanitaria hanno dovuto affrontare l’impresa di Ischia e viceversa.
Un problema che ci è piombato addosso in tutta la sua gravità evidenziando i limiti intrinseci dell’insularità ed il dramma della pandemia in atto. Purtroppo l’emergenza ad Ischia ci hanno insegnato che i danari pubblici servono a pagare gli amici degli amici e lo Stato che paga solo lo Stato e i suoi apparati
Insomma il transfert ad Ischia, assicurato comunque e secondo nuovi quadri accosto dalle compagnie di navigazione ora impone l’obbligo all’ASL Na 2 di assumersi la sua bella dose di responsabilità a 360 gradi e non in una unica direzione. I pendolari di istanza ad Ischia hanno trovato un accordo con l’alloggio garantito, e ai pendolari di casa nostra che lavorano in terraferma, chi li pensa?

Alle problematiche dei trasporti, si lega, inevitabilmente la questione dei turni e dello smonto. Senza trasporto da Ischia salta tutto, ritardi, attese e mancati cambi. Accade se fai il pendolare e lavori ad Ischia ed accade se fai il pendolare e lavori a Napoli. Ischia è sempre un’isola in mezzo al mare in entrambe le direzioni di viaggio. E’lo stesso per gli ischitani medici ed infermieri che lavorano a Napoli. Per loro però solo disinteresse. Anche raggiungere la terraferma per i nostri sanitari in trincea negli ospedali napoletani è una impresa ardua e spesso assurda!

L’appello per i “nostri“
Ai tempi del Covid-19 con i collegamenti marittimi e terrestri ridotti all’osso, il paese chiuso,raggiungere la terraferma e viceversa è un’impresa. Lo sanno bene anche i medici e gli infermieri ischitani impegnati nei presidi partenopei, in continente. Una impresa sia umana che economica. I gravi disagi nel raggiungere i luoghi di lavoro e poi casa, oltre l’emergenza sanitaria, sono solo le ultime di una lunga sequela di questioni che affliggono i lavoratori di casa nostra. Trasporti alloggi, transfert: “Ogni giorno noi operatori sanitari con medici e infermieri rischiamo la vita anche noi abbiamo figli e famiglie e potremmo stare a casa come la maggior parte delle persone, ma il dovere civico e la passione per il nostro lavoro ci fanno andare avanti a spada tratta. Tante persone come me resistono in questo momento difficile. Il nostro lavoro è una missione e deve andare avanti spesso non sappiamo qual’è la decisione più giusta da prendere, ma sappiamo che dall’altro lato della barricata c’è un malato che ci aspetta perché ha bisogno di noi sono solo disgustata da certe persone che anche in questi momenti considera solo il dio guadagno a scapito del bene comune.“.

Ci ha spiegato giorni fa una operatrice del Pellegrini di Napoli. Lavorare in prima linea, essere parte della sanità ischitana ai tempi del Coronavirus e dell’Emergenza sanitaria è divenuto ancora più difficile ed improbo. In queste ore di grave crisi per il paese sono innumerevoli e quasi ingestibili le difficoltà, intrinseche ed oggettive, legate alla mobilità insulare. Gravi carenze organizzative che compromettono l’operatività di chi deve curaci. Non ci resta che resistere e continuare a lottare per uscire fuori da questa grave crisi sanitari-sociale e umana. Un fatto che resta tale, senza soluzione. L’auspico è che qualcuno, D’Amore ad esempio, si occupi anche dei “nostri“.

2 Commenti

  1. Esopo news:qualcosa non quadra (per noi) ma è ok (per altri)

    A maggio del 2019, in piena stagione turistica di grande boom per l’isola d’Ischia, l’hotel Antares di Lacco Ameno cercava disparatamente clienti ai quali affittare le sue camere al prezzo di 5,99 euro a notte (cinque euro e 99 centesimi) così come risulta da un articolo pubblicato su questo stesso giornale. https://www.ildispariquotidiano.it/it/ischia-e-le-offerte-shock-600-euro-a-notte-in-un-hotel-3stelle/ Ora leggo che l’ASL NA 2 Nord di Antonio D’Amore si vanta di aver stipulato un accordo che prevede il pagamento di 20 euro al giorno a persona e mi chiedo:
    1) Sono io che sono scemo e non so leggere?
    2) Si tratta di un’omonimia e sono due alberghi differenti?
    3) A Ischia il mese di marzo di un’annata di crisi profondissima (2020) è, per gli alberghi, più remunerativo del mese di maggio di un’annata boom (2019)?
    4) I soldi spesi dall’l’ASL NA 2 Nord di Antonio D’Amore non sono dei cittadini italiani ma sono ereditati con la clausola che debbano essere SPRECATI?
    5) Ida Trofa racconta panzane?
    6) Detto con un eufemismo: qualcosa non quadra (per noi) ma è ok (per altri)?

    Esopo scommette un euro bucato che il politichese girerà la frittata e tutti continueranno a mangiare polpette.

  2. Ma io, ignorante come sono, mi chiedo: in questo periodo di crisi non si potrebbero scambiare posto almeno per il reparto infermieri/e? Cioé quelli di Ischia rimangano qui e quelli di terraferma idem? Nessuno deve fare il/la pendolare, tutti a casa propria – o se proprio necessario – in albergo per non rischiare la salute dei familiari. Non capirò mai perché si mandano in giro per il paese gente che è utile, anzi utilissima, anche a casa propria. Stessa cosa vale per insegnanti e tutte le altre categorie. Il lavoro c’é, basta organizzarsi prima con quelli residenti e solo nel caso di necessità chiamare altri. Almeno per le isole dovrebbe essere la regola.

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