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FORIO: E’ SVOLTA CHIESANA. Sconfitti i focolarini di Lagnese

Il popolo voleva un parroco di Serie A (Don Giuseppe), il vescovo aveva chiesto ad uno da Champions di ma gli è stato detto no (Don Carlo) e, per San Vito, arriva un parroco di Promozione (Don Cristian Solomonese)

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Gaetano Di Meglio | Pascarella mette mano alle chiese di Forio come avevamo annunciato il primo agosto: Don Cristian Solmonese è il nuovo parroco di San Vito. Avevamo letto bene la foto in cui il prete, semi nudo, abbracciava il suo amato cane, il tutto sottolineato con una frase di una canzone di Elisa (altro che Gen Verde o Gen Rosso).
11 giorni fa, avevamo commentato così: “I più puristi si sono interrogati sull’atteggiamento del “pastore” e sulla testimonianza che diffonde, altri, invece, più maliziosi si sono soffermati sulla icona classica di San Vito. Un’iconografia che vuole un cane ai piedi della statua. Qual è il messaggio secondario, dopo il buona domenica e “l’amore per te non si scrive su un foglio”? Il foglio della bolla per la nomina a parroco? Staremo a vedere (o sarebbe meglio non vedere)”

E, quel foglio che avevamo invocato ad inizio agosto, oggi c’è!

Ed è un foglio che conferma la “manovra cattolica” che ha fatto il Vescovo Pascarella. Una mossa che spazza via i focolarini da Forio che, con Emanuel Monti, vengono ridimensionati in quel di Panza. Una riduzione del Parroco di Forio Centro che oggi esce come l’unico sconfitto.
Una sconfitta grave ma non grave come quella a cui il Vescovo Pascarella ha inflitto al popolo di Forio che, diciamocelo, avrebbe meritato un Pastore di Serie A e non uno di una buona Promozione: quel Giuseppe Nicolella che ha la forma e il volto della fede semplice di Forio. Chissà, sapendo che presto potrebbe andare a Santa Restituta, la parrocchia della Santa Patrona dell’isola, potrebbe essere meno grave per Forio nel pensare che il suo “figlio” ha un compito “importante”.
Don Cristian ha distrutto Panza, ha fatto evaporare l’afflato dei giovani e ha incassato lo smacco della Congrega, quella che oggi vede l’irregolare diventato Priore. Una convivenza, quella parroco-fedeli, che si è rotta e che ha mostrato le sue crepe.
Pascarella, però, si è mosso con tagli chirurgici. Quei giusti tagli che hanno spezzare i tendini e i muscoli che tenevano legate certe dinamiche.
Da oggi, Forio, ha ritrova una vena cattolica che i focolarini avevano fatto disperdere in modernità, discriminazioni e proteste popolari.
L’idea di Lagnese e dei suoi consiglieri focolarini era, appunto, quella provare a recidere le radici cattoliche e sincere di Forio e importare, come un corpo estraneo, le idee focolarine.

Fino ad oggi la chiesa di Forio è stata soggiogata da questa doppia influenza: da una parte Padre Nunzio (che lascia per ragioni del suo ministerio) a San Vito e, dall’altro, Don Emanuel Monte a San Sebastiano che, dopo anni, si è dovuto arrendere alla battaglia dei fedeli foriani che non hanno mai accettato le novità focolarine.
E ora? Con la “manovra cattolica” di Pascarella la chiesa di Forio viene resettata su quella che è la fede sincera e semplice del popolo di Forio che si ritrova in mani più amiche.
La nomina di Don Beato Scotti va proprio in questa direzione. Una direzione che ripercorra quella tradizione cattolica e che riesca a far sentire a casa quelle donne anziane di Forio che, ad esempio, erano state private di tradizioni “pure” come le Quarantore.

Il doppio smacco ai Focolarini dell’isola è con la nomina di Antonio Mazzella. Il giovane sacerdote cresciuto al Buon Pastore di don Antonio Angiolini è sicuramente testimone di un modo di fare e di essere chiesa all’antica.
Il legame dei nuovi sacerdoti alla pietà popolare e a quel certo sentimento della gente più semplice, alla fine, combacia anche con la direzione di Don Cristian Solmonese che si rispecchia più nella dottrina di Papa Ratzinger che in quella di Papa Francesco.

E altrove?

Altrove i problemi sono enormi. Al Vescovo non è piaciuto il passo in avanti dei “Frati” ad Ischia Ponte e medita vendetta. Nel decanato di Ischia, però, i guai innescati da Don Agostino stanno creando più di un problema.
Pari condizione a Serrara dove Don Pasquale Mattera non riesce ad essere “uno e trino” (quello, per fortuna lo è solo Gesù!) e quindi tra Fontana, Serrara e Sant’Angelo crescono i malumori e le difficoltà.
Altra bomba da disinnescare è quella di Faiano. Cosa farà Pasquale Trani? Continuerà a tenere le due parrocchie? La gente parla.
A Testaccio, invece, sembra che Brusiello debba tornare ad insegnare in quel di Roma e, forse, dallo Schiappone potrebbe arrivare il nuovo parroco di San Giorgio. Ma ora è inutile fare tante ipotesi… La giostra si è accesa….

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