venerdì, Aprile 4, 2025

Forio e il dossierificio comunale: Stani & Co, sotto scacco di vigili e dirigenti

Gli ultimi articoli

Iscriviti alla nostra newsletter

Resta informato e non perderti nessun articolo

Si conosce solo la arma di “spara” contro i politici ma resta nascosta negli uffici di Via Genovino, la mano di quella che li arma

La crisi del comune di Forio di questi giorni, come ha detto il sindaco di Forio, Stani Verde, a questo giornale, è frutto di un’azione di contrasto nata da qualche appartenente al comando di Polizia Municipale e da parte di qualche dirigente infedele che viola la privacy e prova a destabilizzare la tenuta politica della maggioranza armando ora questo, ora quell’altro cittadino con il dente avvelenato.

La denuncia lanciata mesi fa da Giuseppe Colella, non eletto alle scorse elezioni e, in qualche modo, fregato dal suo capolista, Gianni Mattera che ha preferito la poltrona da “presidente” invece di quella da “assessore”, non facendo scorrere la lista, è stata la prima pietra pubblica lanciata.
Una serie di circostanziate denunce rispetto a vicende legate alla vecchia amministrazione che in un primo tempo hanno animato la maggioranza di Verde ma che, in particolare, ha fatto più male a qualche esponente della minoranza che non a quelli della maggioranza. Certo, c’è stato chi dagli scranni del governo locale ha dovuto mettere in ordine la sua posizione con qualche corposo bonifico, ma chi è risultato più colpito, lo ripetiamo, è qualcuno che siede sugli scranni della minoranza.

La gragnola di esposti e denunce che ha portato ai primi colpi di notizia, tuttavia, nasce da un’altra fonte. In particolare è quella azionata da Alessandra Punzo e dalla sua LAII, l’associazione ambientalista – ben fornita di legali e di consulenti che altrove sono super pagati – che non sta facendo sconti a nessuno.
Ma come? E’ questo il punto cardine che emerge nelle ultime ore. Gli esposti e le denunce che vengono notificate al comune sono tutte corredati di atti interni all’ente e che lasciano capire la mano che arma. Se è tacita quella che colpisce, perché le denunce sono tutte controfirmate e rivendicate, è il contenuto delle stesse che merita attenzione e che getta un’ombra lunga sulla mano che arma.
Stani Verde ci aveva detto: ““Ci sentiamo come se fossimo proprio attaccati da ogni parte, ma questo non ci fa paura perché Forio è così, è sempre stata così. Se leggiamo i libri di storia, troviamo che c’è sempre stata una certa ostilità da parte dei foriani. Nel nostro caso, però, le denunce sono state più aggressive e ingiuste, con lo scopo di metterci pressione, di farci desistere da un progetto che ha il coraggio di cambiare le cose. Quando cambi le cose, ledi degli interessi, e quando ledi degli interessi, provochi la rabbia di chi per tanto tempo ha goduto di un sistema che noi stiamo smantellando”.” E qui veniamo agli interessi che il sindaco denunciava.

Non scenderemo nel dettaglio dei singoli casi, nonostante siamo in possesso di corposa documentazione, ma ci limitiamo ad un racconto del fenomeno. Un fenomeno che vale la pena portare in evidenza perché a rischio non è solo la tenuta dell’amministrazione che, in verità, potrebbe anche cedere o cadere, ma è a rischio la sicurezza della tenuta amministrativa di Forio, è a rischio la tenuta della riservatezza dei cittadini ed è a rischio anche la serietà con cui si muove la macchina amministrativa del comune.
Se capitasse con i politici, potremmo anche disinteressarcene e, magari, cavalcare l’onda, ma questo modo di fare, mette a rischio chiunque. Di base, basta essere poco simpatici al dirigente o al vigile urbano di turno e lo stato di diritto viene calpestato.
Dopo la guerra (diremmo vinta) dal Comune di Forio ingaggiata con Enzo Rando, il dirigente per antonomasia e per potere all’ombra del Torrione, Stani Verde deve fare i conti con tanti altri “capuzzielli” di questo o di quell’altro settore che non amano i cambiamenti o, meglio, che sono più interessati al mantenimento del sistema e dello status quo che non, invece, ad una corretta azione amministrativa.

Nei giorni scorsi vi abbiamo raccontato della lite tra Gabriella Galasso e Pasquale Matarese per il caso della “bozza” consegnate a Mimmo Loffredo. Una bozza di delibera mai approvata che, però, è diventato un esposto al Segretario Comunale. Un caso che a presto dovrebbe avere altri risvolti. Tornando alle denunce, invece, è di particolare interesse quello legato ad un consigliere comunale.
La storia è semplice. Il sindaco, insieme con il suo delegato, stabilisce una rotazione e una diversa organizzazione di un settore specifico della macchina organizzativa del comune. Il dirigente viene convocato, gli viene notiziata la nuova linea che la politica ha definito e sembra tutto concluso.

Passano poche ore e dall’ufficio, dopo anni, viene confezionata una comunicazione di reato mai notificata, ufficialmente, all’interessato. Ma attenzione, perché la CNR (ovvero l’atto con cui la pubblica amministrazione investe la Procura della Repubblica di un possibile reato) diventa di dominio pubblico e, in particolare, viene consegnata al cittadino che, da tempo, è impegnato in una battaglia personale contro il consigliere comunale.
Stessa cosa accade in un altro ufficio della pubblica amministrazione dove, è evidente, Stani Verde non riesce ad invertire la tendenza. Una zona opaca o franca, come volete, dove accade di tutto. Una zona franca dal cui interno, a comando, viene tirato fuori questo o quell’altro dossier. Una sorta di macchina del fango ad orologeria pronta a colpire tizio o caio a seconda dell’azione che compie.

Al netto delle responsabilità dei singoli, sempre che vengano provate e che si traducano in veri reati, fino ad ora, si discute di comunicazioni di reato e di ricostruzioni realizzate dagli uffici del comune. E, tenuto conto della loro intempestività dell’azione (è assurdo che un reato venga comunicato dopo un sopralluogo effettuato nel 2017), c’è più di un dubbio che servano solo ad inquinare un ambiente e a proteggere un sistema di potere che, è evidente, ora è a rischio. Ora la palla è tutta nelle mani di Stani Verde. Reagirà al ricatto e alla zona franca o, invece, prenderà il bandolo della matassa e inizierà a rimettere gli uffici in ordine? Anche per questo staremo a vedere…

Autore

  • Articolo realizzato dalla Redazione Web de Il Dispari Quotidiano. La redazione si occupa dell'analisi e della pubblicazione fedele degli atti e dei documenti ufficiali, garantendo un'informazione precisa, imparziale e trasparente. Ogni contenuto viene riportato senza interpretazioni o valutazioni personali, nel rispetto dell’integrità delle fonti e della veridicità dei fatti.

    Visualizza tutti gli articoli
contenuti sponsorizzati da Geozo

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Gli ultimi articoli

Stock images by Depositphotos