Il Sindaco Enzo Ferrandino è con noi nel nostro angolo quasi podcast 19 per parlare delle novità del Comune di Ischia. Prima però mi chiedo: non sembra che siamo in campagna elettorale per le europee. Sarà per il caldo, sarà il mese di giugno, sarà perché sentiamo quelle elezioni distanti, ma manca l’entusiasmo della campagna elettorale.
«La crescente disaffezione della cittadinanza verso il voto è una tendenza preoccupante in un periodo storico in cui la scelta dei rappresentanti dei territori è fondamentale per definire il futuro dell’Europa e il suo ruolo tra le superpotenze mondiali. Per avere un’Europa forte e credibile, è necessario che i cittadini esprimano in modo numeroso e consapevole il loro suffragio e indichino chi dovrà guidare le politiche europee. Purtroppo, nella nostra storia recente, la politica italiana si è divisa tra favorevoli e contrari all’Europa, arrivando anche a proposte di uscita dall’Unione Europea. Questa sarebbe stata una catastrofe. La storia ci ha dimostrato che nei momenti di crisi, come la pandemia, l’Europa è una rete di sostegno e di protezione per tutti i Paesi che ne fanno parte. Oggi serve capire bene che tipo di politica l’Europa deve seguire e io auspico che questi venti giorni che ci separano dal voto siano un’occasione per far riflettere le persone, per farle maturare un convincimento sulle proprie idee e soprattutto per stimolare una partecipazione attiva al voto. Non vorrei che, come dici tu, l’arrivo del bel tempo e della primavera facessero passare le elezioni in secondo piano, invece sono un momento cruciale».
LE TEMPISTICHE DEL PNRR
L’Europa ha avuto un impatto sulla vita di tutti gli europei e dopo la pandemia ha offerto alle comunità molte possibilità con il PNRR. Guardando l’albo pretorio ho l’impressione che il Comune di Ischia ne abbia beneficiato molto.
«Sotto questo aspetto io devo ringraziare tutta la macchina amministrativa perché è un gioco di squadra in cui nessuno si è tirato indietro e noi siamo riusciti, con gli amici dell’Amministrazione, a candidare un quantitativo significativo di progetti che poi hanno trovato adesione da parte dei bandi e quindi siamo stati destinatari di più di una trentina di finanziamenti. Da un punto di vista del PNRR, quindi con fondi europei, si tratta di bandi con un timing molto ristretto, molto rigido, che noi dobbiamo rispettare e che stiamo rispettando. La relazione del Collegio dei revisori dei conti, che è un momento di verifica rispetto al consuntivo che ci accingiamo ad approvare giovedì in Consiglio comunale, dedica un paragrafo proprio alla gestione del PNRR, dove ribadisce questa puntualità da parte degli uffici nel rispettare quelle che sono le tempistiche standard».
SCUOLA, SPORT E VIABILITA’
Ricordi la somma?
«Abbiamo a disposizione oltre 35 milioni di euro, considerando tutti i fondi che abbiamo recuperato e le altre linee di finanziamento provenienti dalla Regione, Città Metropolitana. Il Comune di Ischia ha un patrimonio di finanziamenti e progetti molto elevato e dobbiamo lavorare intensamente per concretizzare e realizzare tutte le opere pubbliche in programma. A Casamicciola sono evidenti e impattanti, a Ischia sono un po’ più nascoste ma vorrei illustrarvi la mappa di queste opere. Sul nostro territorio ci sono sette scuole di competenza comunale e su sei di queste abbiamo ottenuto finanziamenti per costruirne quattro nuove, demolendo e ricostruendo le esistenti. Un primo intervento riguarda la Rodari, finanziata con fondi regionali, che è stata completata e inaugurata a giugno con i ragazzi che da settembre potranno frequentarla, avendo già effettuato i collaudi a maggio. Nel frattempo è iniziato il cantiere di Villa Durante, dove oggi hanno versato il primo solaio dell’ampliamento. Lì sarà raddoppiata la superficie. Tra le opere in programma nei prossimi mesi ci sono la demolizione della Giovanni Paolo II vicino all’Alberghiero e della scuola Montemurri a Sant’Antuono nella prima decade di giugno.
Inoltre, stiamo realizzando la mensa al Marconi e i lavori alla palestra Scotti, e da qualche giorno sono iniziati i lavori alla palestra Sogliuzzo. Abbiamo anche interventi sulla fascia costiera per la messa in sicurezza di Cartaromana. Poi vi sarà l’intervento sul parcheggio dello stadio Mazzella, dove si realizzerà un’area di interscambio con un parcheggio interrato e due banchine per gli autobus, spostando il capolinea dalla zona portuale. Questo è uno dei nostri obiettivi principali come amministrazione. Questi sono solo alcuni degli interventi che riguardano tutto il territorio, e alla fine non ci sarà una struttura sportiva senza un’opera di riqualificazione. Molti di questi lavori sono finanziati con fondi PNRR. Per esempio, abbiamo ottenuto fondi per eliminare le barriere architettoniche sulla scuola nuova “Cap’ e Fierr”, dove costruiremo una colonna ascensore su un lato. Stiamo vivendo un periodo storico particolare. Questi interventi non sono quelli che si vedono chiaramente sulla litoranea di Casamicciola, ma sono interventi importanti che cambiano in meglio la qualità della vita nella nostra comunità. Agendo sulla scuola, sugli assi viari, sui luoghi dello sport, miglioriamo quelle strutture che fanno parte della nostra vita quotidiana e che ci aiutano a crescere come società. Di questo siamo molto contenti e molto orgogliosi».
L’ESPOSTO CONTRO LA TASSA DI SOGGIORNO
Tra gli argomenti che il nostro giornale ha sollevato, ce ne sono tre importanti. Il primo riguarda la nuova imposta di soggiorno. Alcuni operatori hanno presentato un esposto al Garante della privacy contro il Comune, come riportato nel nostro articolo. Qual è la posizione del Comune?
«Per quanto riguarda il settore turistico sul nostro territorio, abbiamo bisogno di statistiche affidabili che siano aggiornate. Non possiamo basarci nel 2024 sui dati forniti dalla Capitaneria per confrontare l’affluenza turistica dei weekend con gli anni precedenti. Abbiamo bisogno di dati che ci permettano di realizzare politiche di marketing efficaci e puntuali. E il nuovo sistema che abbiamo adottato è lo stesso che hanno adottato non solo il Comune di Ischia, ma anche oltre 60 comuni in Italia, tra cui località che spesso usiamo come modello, come Amalfi, Ravello, Paestum, Alberobello, Bari e altre. In sintesi, molte località hanno scelto di usare questa piattaforma che permette di raccogliere i dati anagrafici e demografici dell’ospite quando fa il check-in nella struttura, sia alberghiera che extra alberghiera. Questo ci aiuta a sapere se è venuto da solo, in coppia o con la famiglia. Se viene in un gruppo organizzato, possiamo suddividere i dati per fasce di età. Il dato ci dice anche da dove proviene l’ospite, se dall’estero da quale Paese, se dall’Italia da quale provincia. Questi sono dati molto importanti che, come ho detto, ci sono potenzialmente utili per le attività che faremo. Il nostro legale e il nostro responsabile della privacy ci dicono che questi dati ci servono anche per verificare e controllare l’esatta riscossione dell’imposta di soggiorno.
Nel passato c’erano anche altre disposizioni che venivano applicate tramite ordinanze, per esempio nel settore extra alberghiero chi affittava case doveva comunicare all’Ente comunale, quindi agli uffici della Polizia locale, i dati anagrafici di tutti gli occupanti delle seconde case.
Noi siamo a conoscenza di questo esposto al Garante e aspettiamo fiduciosi il suo parere. Siamo moderatamente sereni rispetto alla direzione che abbiamo preso; i dati che stiamo ricevendo sono molto interessanti perché abbiamo circa 120 operatori aderenti, una parte consistente sono alberghieri e l’altra invece sono operatori extra alberghieri che già ci forniscono i loro dati. Ci sono ancora molti operatori turistici, soprattutto quelli che gestiscono seconde case sotto forma di B&B o affitto breve, che non hanno ancora aderito, ma anche in questo caso la piattaforma ci permetterà di individuare coloro che fanno pubblicità su piattaforme come Booking o Airbnb e di invitarli a entrare nel sistema e a migliorarlo. Vogliamo spiegare come funziona la raccolta dati e come ci aiuta a rilevare quella parte di economia sommersa o semi sommersa che sappiamo esistere sul territorio e che va regolarizzata e inserita in un contesto di corretta concorrenza tra le varie attività e i vari operatori. Oggi chi opera senza regole ha un forte vantaggio rispetto a chi invece si sforza di rispettare i propri obblighi, sia in termini di abusivismo amministrativo, sia in termini di pulizia, sia in termini di tributi. Quindi, per una questione di equità, è necessario creare i presupposti e i meccanismi per regolamentare tutto il settore».
LA QUESTIONE CONCESSIONE DEMANIALI
L’altro tema che abbiamo affrontato riguarda 42 balneari che si sono rivolti al Presidente Mattarella con un ricorso collettivo chiedendo di annullare la delibera che stabiliva le modalità di gestione del demanio sulle spiagge.
«La situazione è complessa e difficile da seguire nei dettagli, perché dallo Stato italiano sono arrivate molte pronunce diverse. Ma è rilevante che 42 aziende abbiano agito in un certo modo, soprattutto a Ischia. Io capisco la preoccupazione che ha portato a questo ricorso, ma penso che sia una scelta sbagliata. L’atto che noi abbiamo approvato era un atto a tutela degli operatori turistici e degli stabilimenti balneari, che gli dava la sicurezza di poter lavorare fino al 2024. Questo andava contro quello che era stato fatto qualche anno fa, quando si era ottenuta una proroga fino al 2033. Ora il quadro normativo è chiaro, purtroppo. Non lo dice solo Ferrandino, sindaco del Comune di Ischia, ma anche l’Amministrazione del Comune di Ischia. L’anno 2033 appare irraggiungibile, data la situazione normativa che sembra ostacolata anche dalle sentenze del Consiglio di Stato che vanno in questa direzione. So che ci sono delle sentenze del Tar che dicono cose diverse e credo che questi operatori, alla luce di queste pronunce, abbiano tentato di seguire questa strada che purtroppo ritengo non sia la giusta. Anche io ho visto il numero dei 42 partecipanti e ho colto un aspetto positivo.
Credo che la Bolkestein possa essere considerata anche come un’opportunità per il turismo balneare, soprattutto se gli operatori balneari vorranno intraprendere una via di condivisione di obiettivi per attività che possano migliorare la qualità dei servizi che offrono nelle loro strutture, se sapranno costituirsi in enti collegiali e presentare dei progetti che aumentino la qualità del loro servizio. Credo che l’accesso alle coste dei nostri territori sia un fattore importante per garantire lo sviluppo e il futuro, ma purtroppo devo evidenziare in maniera critica la situazione di confusione in cui ci tiene la politica nazionale e chi ci governa. Rispetto alla questione della Bolkestein, qualche anno fa sembrava che avessero la determinazione per contrastarla con forza, ma oggi il loro mutismo e il loro silenzio sono incomprensibili. Noi come amministrazioni siamo anche in difficoltà, perché non abbiamo dei riferimenti normativi certi, univoci e chiari per orientare le azioni dei nostri uffici, così come gli imprenditori sono limitati nel poter portare avanti una progettazione. Molti degli operatori che operano sulla nostra costa sono bravi e cercano di pianificare dei miglioramenti e degli investimenti a lungo termine. A queste persone noi stiamo comunque dicendo, in base a come il Governo Meloni sta gestendo questo tema, che le stiamo condannando».
L’altro tema controverso, perché evidente a tutti, è il parcheggio della Siena. Il ricorso al Consiglio di Stato è già stato fatto e notificato. Cosa ne pensa?
«Il futuro della Siena dipende dall’esito dell’inchiesta della Procura. Purtroppo siamo arrivati alla fase giudiziaria, che si poteva evitare se qualcuno più esperto avesse capito cosa stava succedendo con il fotovoltaico e le irregolarità riscontrate dall’Ufficio tecnico e confermate dal consulente della Procura. L’Ente ha fatto bene a fare appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar, perché doveva difendere l’atto amministrativo adottato con consapevolezza e conoscenza dal responsabile dell’Ufficio tecnico. Però il punto cruciale è in sede penale. Lì bisogna chiarire tutto bene e solo dopo potremo pensare a come risolvere la questione della Siena, dando una struttura al nostro territorio che ne ha bisogno».
IL BRADISISMO A POZZUOLI
Si tratta di un tema marginale rispetto agli eventi di attualità. Abbiamo avuto notizia da parte della Capitaneria di Porto di Pozzuoli del problema del bradisismo dello scalo, delle difficoltà di imbarco e del rischio di tagliare i collegamenti tra Ischia, Pozzuoli e Procida. Poi è accaduto ciò che tutti conosciamo: lo sciame sismico con la paura che ora non fa pensare ad altro, perché si deve affrontare un’urgenza più pressante di quella del porto. Tuttavia, nei giorni scorsi sembra sia mancata una risposta istituzionale da parte dell’isola. O forse la diplomazia ha agito in segreto?
«Ci sentiamo vicini e solidali con la gente colpita dal sisma, che ci tocca molto. Abbiamo rapporti con l’Amministrazione locale, quindi capiamo le difficoltà. Siamo in contatto per garantire il collegamento tra l’isola e la terraferma e dialoghiamo con i referenti regionali e della Protezione Civile, che ci tranquillizzano. C’è stata una scossa, la peggiore in quarant’anni, grave ma che ad Ischia non si è sentita. Non c’è nessun rischio di contagio, perché geologicamente sono due zone diverse, separate, ma siamo attenti e monitoriamo la situazione. Ieri sera abbiamo parlato con gli altri sindaci, ma nessun segnale, le scuole oggi aperte normalmente, tutto regolare, ripeto: due contesti completamente diversi».
Per quanto riguarda la questione della portualità?
«Come dicevo prima, abbiamo dei momenti di dialogo attivi con un approccio diplomatico per garantire i collegamenti a Ischia, che potrebbe essere colpita da una crisi del bradisismo. Se questo dovesse accadere, dovremmo cercare altre soluzioni e altri percorsi per raggiungere l’isola, ma non possiamo rinunciare al porto di Pozzuoli, che è importante per le nostre normali operazioni e per il nostro sviluppo economico».
POLITICA E RICOSTRUZIONE
Tornando invece a questa luna di miele che vivete in maggioranza, c’è il mal di pancia? Diciamo la verità.
«Parlando di momenti di confronto e di dialogo politico, come è opportuno in una democrazia, devo dire la verità: tutti gli amici della mia Amministrazione sono impegnati e sensibili verso la road map che abbiamo definito quando ci siamo candidati alle elezioni due anni fa, nel 2022. Finora c’è stato e c’è un lavoro intenso e responsabile da parte di tutti. In politica è normale avere aspettative e ambizioni, che ci danno motivazione e passione per fare le cose nell’interesse della comunità. Quando ci sono queste qualità, si lavora meglio. Ovviamente a volte possono nascere dei malintesi, ma dobbiamo avere la capacità, io per primo, di superarli e di armonizzare le posizioni divergenti. Dobbiamo cercare di portare all’interno del palazzo dell’Amministrazione i buoni rapporti personali e umani che si sono creati negli anni per questo senso di responsabilità. La nostra comunità sta vivendo un momento storico particolare, ma siamo in grado di vedere sempre più la luce in fondo al tunnel dopo la difficile storia recente degli ultimi sette anni. Questa prospettiva di cambiamento è un elemento molto utile per garantirci questa fase costruttiva. Spesso in passato la politica era sterile e fine a se stessa, si facevano solo tattiche e strategie senza tener conto dell’obiettivo principale. In questa fase invece si fa meno tattica e strategia e si cerca di andare al sodo, ottenendo anche qualche risultato apprezzabile. Io di questo sono molto contento».
Per concludere, una domanda sull’assetto dei sindaci. A questo tavolo si è affiancato il commissario Legnini, che ha un ruolo importante e rilevante per tutti. Lui affronta vari temi, anche se forse non tutti riguardano il Comune di Casamicciola. Come sono i rapporti con i nuovi sindaci? Tra questi, Giosi Ferrandino ha più esperienza, mentre Stani Verde è un interlocutore più fresco. Come va questo tavolo dei sindaci?
«Giosi Ferrandino a Casamicciola e Stani Verde a Forio sono due nuovi innesti relativi. Con Giosi c’è un rapporto consolidato da anni, con qualche differenza di visione ma sempre buono e positivo. Con Stani non avevo rapporti prima, ma l’ho scoperto molto bravo e concreto umanamente e amministrativamente. Si confronta con disponibilità sui temi sovracomunali. La politica ha bisogno di concretezza e di rapporti sereni tra i sindaci dell’isola. C’è un clima molto positivo. Hai fatto bene a ricordare la presenza istituzionale dell’onorevole Legnini, che ha dato un prezioso apporto istituzionale sul tema dell’emergenza. Noi come Comune di Ischia siamo coinvolti ma veniamo dopo i tre Comuni del cratere, come si dice in gergo, insieme al Comune di Barano e di Serrara Fontana. Devo dire la verità, lo trovo sempre molto attento e puntuale nel dialogo che abbiamo e nelle attività e nelle iniziative che cerca di portare avanti con una buona capacità tecnica e organizzativa e che assicura anche molta qualità nelle interlocuzioni che si hanno. Parlando dei professionisti del mondo universitario che si affiancano alla gestione commissariale, ma anche dei validissimi professionisti che si occupano della fase di ricostruzione, prima focalizzata sul Comune di Casamicciola e che poi, se ci sono fondi sufficienti, perché anche qui c’è il problema di gestire risorse sempre scarse, si cerca di estendere anche agli altri territori degli altri Comuni dell’isola».
Ma è vero che sei in freddo con Dionigi Gaudioso?
«Il mio rapporto con Dionigi è buono, sereno e saldo. Nasce da tempo e non ho nessun problema».