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La crociata di Lagnese. La carica sulla Maddalena e Castagna: rinunciate al patronato

Lagnese non si accontenta di Forio, vuole anche la Maddalena di Casamicciola. Lagnese non farà la fine di Strofaldi. Lagnese nun è fess! E così, dopo aver “consultato la Santa Sede” il vescovo di Ischia chiede anche al sindaco di Casamicciola, Giovan Battista Castagna, di rinunciare al diritto di patronato che l’amministrazione esercita sulla “Parrocchia”.

Una vicenda, questa di Casamicciola, che è un po’ differente da quella di Forio. A Forio, in ballo c’è l’interregno dei Nicolella di cui il vecchio mons Regine sembra essere ostaggio, a Casamicciola, invece, è ancora vivo il ricordo del dolore provocato al malato Filippo Strofaldi dalla disubbidienza di Don Gino Ballirano che, con tutti i metodi, usurpò la poltrona che era stata affidata a Don Gaetano Pugliesi.

Una storia, questa, che sembra non sarà rivissuta a Casamicciola proprio in virtù della strategia diversa applicata da Lagnese. Certo, bisognerà attendere il prossimo 1 marzo per capire quale sarà il prossimo passo della Diocesi. Nel frattempo, oltre alla polemica politica, oltre alla bagarre che, sarà anche elettorale (a giugno si vota), ne sentiremo di tutti i colori

Nei giorni scorsi, come vi abbiamo annunciato ieri, il vescovo ha scritto sia al sindaco Del Deo sia al sindaco Castagna affinché rinunciassero al diritto di “patronato” o di “presentazione” nella nomina del parroco della rispettive parrocchie. Due note dalla struttura simile, con la personalizzazione solo dei dati specifici delle parrocchie che, però, hanno lo stesso tenore

« Egregio Signor Sindaco, il Signore Le dia Pace» esordisce così Lagnese. «Le scrivo in merito al diritto di “presentazione” concernente la nomina del parroco della Parrocchia di S. Maria Maddalena Penitente in Casamicciola Terme, che, conformemente a un antico diritto di patronato, spetta a codesta Amministrazione Comunale.  Al riguardo, mi preme in modo particolare manifestarle la riconoscenza che la Chiesa di Ischia nel corso del tempo ha accumulato per i frutti spirituali e il sostegno materiale che dall’ uso di tale diritto sono derivati per il Popolo di Dio e per la comunità civile di Casamicciola Terme. D’altra parte, la Chiesa è un Popolo in cammino nella storia e col tempo alcune consuetudini o istituti giuridici vengono riconosciuti non più adeguati a corrispondere alla mutata sensibilità ecclesiale e alle diverse necessità pastorali. In modo particolare, in relazione alla nomina dei parroci, giova innanzitutto ricordare il decreto del Concilio Vaticano II Christus Dominus (28 ottobre 1965), al n. 28, dove si Legge che il Vescovo, come padre della famiglia del presbiterio, «per poter meglio e più giustamente distribuire i sacri ministeri tra i suoi sacerdoti, deve poter godere della necessaria libertà nel conferire gli uffici e i benefici». Conformemente a questo principio, la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio Ecclesiae Sanctae (6 agosto 1966), all’art. 18. § l afferma: «Il bene delle anime esige che il Vescovo goda della libertà richiesta per conferire con giustizia ed equità ai sacerdoti più idonei gli uffici e benefici, anche non curati. […] sono abrogate le consuetudini e ritirati i diritti quanto alla nomina, all’elezione, alla presentazione di sacerdoti ad un ufficio o beneficio parrocchiale». Recependo la volontà e le indicazioni del summenzionato Magistero, il Codice di Diritto Canonico del 1983 non fa più menzione del “diritto di patronato” e propone il “libero conferimento” come via ordinaria per la nomina dei parroci, considerando la presentazione e l’elezione come eccezioni (cf. can. 523, CIC). Nel caso della Parrocchia di S. Maria Maddalena Penitente in Casamicciola Terme, il diritto di patronato risale al decreto emesso nel 1540 dall’allora Vescovo, S.E. Mons. Agostino Falivenia (Pastineus). In virtù del can. 83, § 2 CIC è facoltà del Vescovo attuale valutare se sia conveniente o meno mantenere Il suddetto privilegio e, in caso, se sia opportuno decretarne la cessazione. Dopo aver consultato la Santa Sede e i membri del Consiglio presbiterale, conformemente alla direzione che la Chiesa Universale ha indicato a partire dal ConciIlo Vaticano II, sono giunto alla conclusione che oggi la miglior soluzione pastorale per la Parrocchia di S. Maria Maddalena Penitente in Casamicciola Terme, sia quella di avere un parroco liberamente nominato dal  Vescovo, come avviene normalmente  per  le altre comunità della diocesi. È mio vivo desiderio che ciò possa avvenire con il comune accordo delle parti interessate per proseguire il cammino congiunto tra comunità parrocchiale e comunità civile iniziato secoli fa. Per questo, prima di emettere un decreto di cessazione del suddetto privilegio, è mia premura chiedere a codesta Amministrazione Comunale voler manifestare il proprio parere in merito, alla luce delle considerazioni sin qui esposte. Ovviamente, la diocesi si impegna a rinunciare a quanto codesta Amministrazione corrisponde alla Parrocchia di S. Maria Maddalena Penitente in Casamicciola Terme e a conferire alla medesima Amministrazione i seguenti privilegi di natura spirituale: – celebrazione mensile di una S. Messa in favore del popolo di Casamicciola Terme; – celebrazione annuale di una S. Messa in data da stabilire a suffragio degli amministratori comunali e benefattori della chiesa parrocchiale defunti; – celebrazione annuale di una S. Messa in favore degli amministratori comunali pro tempore. Restando a disposizione di codesta Amministrazione Comunale per le ulteriori precisazioni che fossero eventualmente ritenute necessarie, Le chiederei di farmi pervenire la risposta alla suddetta richiesta di parere entro il 1 Marzo p.v., per poter dare opportunamente seguito al progetto pastorale sopra esposto. Assicurandole il mio ricordo nella preghiera per il Suo servizio alla comunità di Casamicciola Terme, profitto della circostanza per porgerle distinti saluti.»

Argomento caldo, questo di Casamicciola, anche perché tra l’amministrazione di Casamicciola e la Diocesi di Ischia, la ferita dell’asilo della Sentinella è ancora aperta e sanguina. In attesa della prossima pronuncia del TAR Campania, proprio in merito alla vicenda dell’asilo, anche se nella sostanza non sembra cambiare nulla, la decisione di rinunciare al diritto di patronato è, sicuramente, un argomento politico soprattutto in vista della prossima tornata elettorale.

E questo di Casamicciola è un argomento completamente diverso da Forio anche perché, stando ai rumors che si sentono in Via Seminario, mentre Don Gino Ballirano (nonostante il suo passato e altro) sembra proiettato ancora per molto tempo ad essere il “parroco” (nonostante siano trascorsi i 9 anni) il caso più scottante è quello di Forio dove, avere la mani libere nella scelta del sostituto di Don Giuseppe Regine sembra essere una vera e propria necessità per Lagnese. L’interregno dei Nicolella a San Vito non piace proprio al Vescovo.

Dagli uffici del costoso episcopio locale (è vero che siamo a lavori per oltre un milione di euro e che si sono problemi di cassa?) la lettura della strategia di Lagnese è ben chiara. Evitare gli errori di Strofaldi, superare  gli ostacoli dei patronati e considerare una più equilibrata gestione dei carichi di lavoro tenendo presente, ovviamente, anche le sacche di potere e la carenza di preti da poter utilizzare.

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6 Comments

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  • Possiamo dire con certezza (anche se non vi erano dubbi) che il Vescovo  nun è fess (come detto dal dispari) ma nel vero senso della parola.
    Fa bene a dettare le regole in “casa propria” e che nessuno metta mano.
    I politici facciano i politici e stessero tranquilli che le messe gliele cantano lo stesso, parola di sua Eminenza!!

  • Il ladro lagnese ad Ischia vince sempre perche’ e’ un paese di ignoranti che gli danno spago e attenzione.
    Bruciate le chiese o datele ai senza tetto.
    2000 anni fa i romani si divertivano guardando gli stupidi cristiani essere mangiati (e poi vomitati) dai leoni……pure i leoni li schifavano……………………..

    delinquente, trovati un lavoro onesto

    AVE CESARE

  • Ladro?? Forse dovresti documentarti prima di parlare.
    Forse non sai che il vescovo ha avuto una corposa eredità, ma che ha dato internamente in beneficenza!!
    Ma d’altronde sei un mascalzone quindi dalla tua bocca solo mascalzonate possono uscire!!

  • ha dato una eredita’ in beneficenza…..hahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha

    e’ una vita che ruba, qualcosa la puo’ dare………..
    chi mai potra’ sapere quanta gente e’ stata raggirata da questo delinquente………..

    Raggiro di incapaci e’ un reato………………..