Un inverno prematuro | #4WD

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Ieri un carissimo amico, co-titolare di un’azienda abbastanza in vista a Ischia, mi ha chiamato dicendomi: “Sono senza lavoro! Mi sto arrangiando con una serie di lavoretti occasionali. Tu sai quel che sono capace di fare: se hai richieste alla mia portata, non farti alcun problema. Devo campare!

Siamo solo al 5 agosto e sta accadendo molto prima del previsto quel che avevo ampiamente presagito a fine lockdown: migliaia di famiglie ischitane stanno mantenendo il cosiddetto “carro lungo la discesa”, prima di raggiungere il vero e proprio tracollo finanziario, al pari di molte delle aziende che, magari non volendo, hanno dovuto privarle della loro unica -o comunque determinante- fonte di reddito.

Sebbene Ischia sia al momento la più gettonata tra le destinazioni turistiche campane di quest’estate, il bilancio di questa breve quanto anomala stagione in corso non può certamente quadrare con un mese di lavoro a pieno regime e due dai soli week-end; e al di là delle solite forme di sfruttamento (contratti e stipendi da part time per orari full time), l’impresa che riesce a garantire un posto di lavoro e una paga benché esigua è forse degna di essere considerata eroica.

Sento parlare di aziende alberghiere che tra Natale e Capodanno non apriranno proprio. Altre che potrebbero chiudere i battenti già a settembre. Del resto, come non immedesimarsi nelle difficoltà oggettive a far fronte agli impegni derivanti da un’occupazione quasi inesistente e da una prospettiva che vede ancora lontanissime il ritorno delle presenze italiane e straniere che fanno cassa?

Ancora una volta mi viene da richiamare le cinque amministrazioni in carica ad Ischia! Urge un monitoraggio sulla reale situazione dei disoccupati sul nostro territorio e una rappresentazione seria e credibile di quello che sarà il quadro del nostro lungo e rigido inverno ischitano che quest’anno, inutile sottolinearlo, comincerà già di fatto a metà settembre.

1 commento

  1. Parole tue “imprenditori per grazia ricevuta” erano abituati che buttavi un seme e cresceva una foresta amazzonica di soldi adesso che c’è da pensare programmare investire piangono però riescono a fottere gli schiavi che lavorano per loro

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