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Trasporti marittimi: usciamo dal passato. Ischia e Procida devono riprendersi i propri diritti. Dimenticando gli anni passati

#ischiaritornoalfuturo | Vie del mare | In cinque anni: La Regione Sicilia investe 300 milioni di euro per le vie del mare delle isole minori. La regione Campania 50 milioni

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Gaetano Di Meglio | Questo è il primo degli argomenti che fanno parte di questa piccola inchiesta (anche se il termine è abbastanza improprio) chiamata “Ritorno al futuro”. Ci sono alcuni argomenti che hanno modificato anche parte della nostra linea editoriale che hanno bisogno di “DOC” che ci porti fuori da questa condizione. Bullizzati dal Biff Tannen, per restare nel famoso film, i cittadini di Ischia devono avere una speranza per guardare avanti.
In ogni puntata, non sono tante, state sereni, ci troveremo ad affrontare le stesse dinamiche: un bullo (oltre al sistema, ma che occupa la scena), un folle DOC e un Marty McFly (le nostre condizioni) che spera di andare avanti.
Partiamo con le vie del mare, poi parleremo di depurazione, poi di turismo e poi vediamo…
Più e più volte ho scritto di quanto fosse folle, assurdo e fuori da ogni normalità la gestione delle linee del mare nella nostra Regione. Un assurdo voluto dai nostri politici, dalla Regione Campania e, purtroppo, su cui la società civile per colpa di qualche Tannen, ha soffiato sopra.

Cattivi condottieri e personaggi intenti ad inseguire le loro personali chimere fuori dalla storia hanno fatto il resto.
Non c’è bisogno di fare nomi, ma basta guardare come siamo messi per renderci conto che abbiamo sbagliato tutto. Il dibattito, l’obiettivo, il focus. La colpa non è solo della politica ma anche della società civile e dei suoi Masanielli pezzotti che non hanno fatto nulla di buono.
Correndo anche il rischio di ripetermi, in questi anni la Regione Campania da Cascetta in poi, ci ha mortificato come comunità, ci ha privato di un servizio pubblico e limitato nella continuità territoriale.
Le cose, diciamocelo, sono peggiorate negli anni. E dal disastro Vetrella, per non andare troppo indietro nel tempo, arriviamo al disastro Cascone che, però, nessuno solleva.
Sulle isole nessuno si lamenta perché i politici sanno che Cascone “parla” con De Luca (è tra i pochi che riceve attenzione) e nessuno ha il coraggio di sfidare il governatore della Campania. Tutti pronti a ringraziare per le elemosine o perché, incredibile, si sposta una corsa di 20 minuti.
Una condizione di pura sudditanza che inizia a pagare anche Procida.
Tutti sappiamo quale sia la condizione del naviglio del golfo, quali siano i problemi degli orari, qual è il problema del costo del biglietto e quale sia il disastro logistico con cui facciamo i conti.

Senza toccare il trasporto “speciale” che merita un discorso a parte, il trasporto passeggeri nel golfo di Napoli è a costo zero per la Regione Campania e quasi a totale carico degli armatori privati.
Una condizione che rende schiavi di un sistema che non tollera il costo del servizio pubblico, che valuta i proprio interessi, diretti e indiretti, le proprie economie rispetto alle proprie perdite.
Per un errore storico, purtroppo, sbagliando, ci hanno insegnato che dobbiamo protestare contro “Lauro” per il costo del biglietto o per l’aria condizionata troppo forte. Che dobbiamo protestare per il costo del biglietto di Medmar e dirci che Caremar è più economica (senza ricordarci che Caremar è una compagnia privata sovvenzionata e le altre no). Ci dobbiamo lamentare per l’Agata o per qualche altra nave.
Per anni ci hanno fatto credere che questo era il nostro nemico. Per anni lo abbiamo fatto e, per anni, abbiamo permesso che questo errore diventasse normale.
E’ più facile dirci che Alilauro o Gestour o Medmar aumenta il biglietto o leva le corse che dirci, invece, che la Regione Campania ci ha girato le spalle e chiedere ai nostri rappresentanti istituzionali di rappresentarci.

Il dato 2021 è chiaro. Il Fondo Nazionale Trasporti ha assegnato alla Regione Campania risorse per € 431.593.372,93. Per il 2021 il fabbisogno di risorse relativo ai servizi minimi di collegamento marittimi è pari a complessivi € 10.767.671,00.
Per molti sono solo numeri. Sono quei numeri che ci hanno volutamente tenuto nascosto, politici e Masanielli di cartapesta, per evitare che iniziassimo a chiedergli conto di quelle che sono le loro proposte.
Questa è la versione un po’ più da complottista. Quella più reale, invece, è più semplice: “nessuno se ne è fregato” anche perché la battaglia era contro l’armatore privato che “incassava”.
Ma deve finire il tempo del passato. Dobbiamo svegliarci da questa scemenza collettiva indotta da più parti e iniziare ad alzare la testa. Chiedere diritti e continuità territoriale non a chiacchiere.

ATTENTI AI MASANIELLI DI CARTAPESTA
In questi giorni, ahinoi, anche perché il disinteresse dei molti è uno dei sintomi più forti, quelli che ci hanno rovinato stanno tornando alla carica con il loro passato, spesso fuori legge e super datato. E dobbiamo attrezzare una sorta di difesa dell’intelligenza collettiva, del futuro del nostro paese e della necessità di migliorare la nostra condizione.
In questi anni, commettendo l’errore dell’apertura, abbiamo dato spazio e voce ad ogni idea. E’ arrivato il momento di fare selezione e di soffiare solo sotto la vento che crediamo ci porti nel futuro. Il passato ha già fatto troppi danni. Ora basta!
Ci hanno riempito di scemenze sul ruolo del pubblico, si agitano per combattere qualche politico spuntato e sacrificano il benessere di tutti per qualche rivincita personale. Per fortuna c’è chi è disposto a non concedergli neanche un millimetro.

E se questo è il ragionamento valido per i Masanielli di cartapesta, diverso è il discorso per la classe politica. Sottomessa a De Luca, succube della visione solo salernitana di Cascone dobbiamo sperare che qualcuno di “loro” voglia comprendere quale sia la reale portata di questa sfida.
In passato, quando ho trattato questo argomento, non avevo un esempio reale da mostrare. Bene, questa volta, per mia fortuna, c’è qualcuno che sta facendo meglio di noi.
Shipping Italy, un portale verticale specializzato sul mondo della navigazione, riporta una notizia che ci serve per capire non troppo lontano da noi come ci si organizza e come si ci comporta.
La Regione Sicilia (certo, diversa dalla Campania) ha pubblicato bandi per 300 milioni di euro da destinare al trasporto marittimo per le isole minori siciliane.
Si, avete letto bene: 300 milioni di euro per cinque anni. Ovvero 60 milioni l’anno. Dalle nostre parti, invece, la Regione ne investe solo 10 fino all’anno prossimo quando finirà la sovvenzione per Caremar.

Collegamenti e contributi: la soluzione siciliana
«A 7 mesi dalla pubblicazione degli avvisi di pre-informazione – scrive Shipping Italia con il piglio giusto – e con 3 mesi di ritardo rispetto al previsto, è ormai alle viste il bando della Regione Siciliana per affidare a mezzo gara i servizi di collegamento marittimo convenzionato con le isole minori, oggi gestiti da Caronte&Tourist e da Liberty Lines.
Dal disciplinare di gara che SHIPPING ITALY ha letto in anteprima non emergono particolari sorprese rispetto all’esistente. I bandi saranno infatti due, uno per la parte ro-pax e un altro per i collegamenti veloci, ed entrambi saranno divisi in lotti, con la possibilità per gli armatori di partecipare anche a più lotti. La durata del servizio è di 60 mesi, presumibilmente a partire da gennaio (il termine per la presentazione delle offerte è il 19 novembre), con possibilità di proroga semestrale e di imposizione, da parte della stazione appaltante, di aumento o diminuzione “delle prestazioni oggetto dell’appalto fino alla concorrenza del dieci per cento dell’importo del contratto”.

Interessante il passaggio “imposizione, da parte della stazione appaltante, di aumento o diminuzione “delle prestazioni oggetto dell’appalto fino alla concorrenza del dieci per cento dell’importo del contratto”.
Il capitolato siciliano, però, ci consente di fare ancora un’altra riflessione.
«Quanto ai ro-pax, per il lotto Eolie sono previste sovvenzioni (in 5 anni) di 22,9 milioni di euro a fronte di costi stimati in 32,6; 14,3 milioni per le Egadi a fronte di costi di 16,8; 22,3 per Pantelleria contro 26,1; 40,9 per Pelagie contro 44,3; 15,2 per Ustica contro 12,9 (l’intero costo è cioè coperto dall’amministrazione che premierà inoltre il solo svolgimento).
Quanto agli aliscafi, per il primo lotto Eolie ci sono 55,5 milioni a fronte di costi stimati in 75,9; per il secondo 34,2 contro 46,3; per il primo lotto Egadi 24,5 contro 37,1; per il secondo Egadi 9,8 contro 11,0; per Pantelleria 7,7 contro 11,0; per le Pelagie 17,3 contro 24,2; per Ustica 14,4 contro 15.»

La Regione non copre l’intero costo del servizio ma contribuisce in buona parte. E’ una buona pratica da seguire? Questa valutazione la potremmo lasciare agli esperi del settore. Una cosa è certa: rispetto allo ZERO di oggi, è tutto oro che luccica sul mare. Non nostro però!
Il disciplinare – continua Shipping Italy – riporta naturalmente anche i requisiti tecnici, fra cui primo – “l’esecuzione nel triennio 2018/2020 di servizi analoghi a quelli oggetto del lotto di riferimento per un volume pari almeno all’importo annuo di compensazione a base d’asta” – è quello più stringente. Si prevede clausola sociale a favore dei lavoratori dipendenti dei gestori uscenti (“del personale previsto dalle tabelle di armamento e di quello, di terra ed imbarcato, previsto dalle tabelle di esercizio in rapporto al numero dei passeggeri”)».
Ed eccoci all’ultimo particolare che merita di essere raccontato. «Il criterio di aggiudicazione sarà quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, anche sulla base di parametri tecnici riguardanti tipologia del naviglio e tariffe».

Prendiamo, ad esempio, il lotto che riguarda le Isole Eolie. La Regione finanzia il costo stimato di 75,9 milioni di euro per oltre il 50% con 55 milioni di euro. Il biglietto Milazzo-Lipari, costa solo 11 euro ma la navigazione dura il doppio!
Vogliamo uscire da questo presente che puzza troppo di passato? Vogliamo iniziare a prendere possesso del nuovo futuro? Vogliamo iniziare a viaggiare più comodi, su navi o aliscafi più accoglienti, in orari meno pensati al guadagno e più al servizio pubblico? Iniziamo a guardare al nostro futuro sapendo che da ieri e da oggi non abbiamo nulla da imparare!

foto Alex Cannava www.infoischia.com

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