venerdì, Luglio 19, 2024

Serie D. Le scelte e la rivoluzione Ischia tra chi entra, chi esce e chi resta

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Discorso diverso, invece, è per gli altri ischitani della rosa gialloblù. Oltre a qualche confessione fuori ai bar e qualche chat con i tifosi, la sensazione che qualcuno abbia smarrito il senso dell’appartenenza, sulla boria della promozione, è più che reale. Il paese mormora e il mormorio non è mai bello. C’è chi parla di cifre importanti, c‘è chi ascolta le sirene della terraferma dopo la vittoria e, purtroppo, c’è anche chi crede di poter essere indispensabile.

GAETANO DI MEGLIO | Segnale di lavori in corso acceso, è iniziata l’opera di potenziamento dell’organico. Per il ritorno in campo, in un impegno ufficiale, bisognerà attendere. L’Ischia di Pino Taglialatela però ha le idee chiare e non vuole farsi trovare impreparata. Con le preziose sicurezze rappresentate dal direttore sportivo Mario Lubrano e dal mister Enrico Buonocore, il club concentrerà gli sforzi per il rinforzamento della squadra con il via del calciomercato. Stilati i programmi estivi e in attesa di ulteriori novità, il sodalizio ha già fatto registrare congedi importanti. Ma siamo in tempo di rivoluzione e di cambiamenti.
Una rivoluzione, quella ischitana, che è figlia di alcuni fattori che proveremo ad analizzare singolarmente.

Il primo fattore è la Serie D. E’ inutile nascondersi dietro al dito: aver vinto il campionato ed essere approdati nella serie superiore significa anche dover fare i “conti” con le esigenze di chi si crede campione e con la realtà del valore percepito che ognuno ha di se stesso. Per alcuni, come vedremo tra poco, potrà essere più conveniente restare in Eccellenza e far parte di squadre progettate per la vittoria o per le vetta piuttosto che restare all’Ischia in Serie D e fare i conti con la propria qualità tutta da dimostrare in un campionato più complesso, più impegnativo e di “un’altra” categoria.
Il secondo fattore, invece, ha un legame più sentimentale. Il progetto che Pino Taglialatela ha ricevuto da Emanuele D’Abundo oggi vive un momento di trasformazione. Cade, per ovvi motivi, l’obbligatorietà della politica territoriale e arriva, insieme con la promozione, la necessità della qualità calibrata con le possibilità del budget a disposizione.
In questo contesto, e alla luce di questa riflessione, proviamo a capire cosa sta accadendo in casa gialloblu.

I RAGAZZI DI NAPOLI
Il saluto di Franco Padin, anche figlio di una decisione già maturata da Buonocore e Lubrano, è al centro delle attenzioni di Real Forio e Acerrana. I 15 gol per l’italo-argentino restano un argomento importante per l’Eccellenza ma non per la Serie D. L’uso a corrente alternata nel campionato vinto dall’Ischia e la valutazione complessiva di Lubrano e Buonocore hanno reso il saluto meno complicato. Per Padin, come vi abbiamo già detto, c’è un interessamento importante del Forio che, nel frattempo, ha confermato un altro protagonista del campionato di Eccellenza, Pietro Guatieri.

“Purtroppo le strade si dividono – aveva scritto Padin -, ma è stato un anno indimenticabile e speciale. Sono onorato di aver fatto parte della storia dell’Ischia e sono grato a tutto il popolo ischitano per l’ospitalità che hanno riservato a me e alla mia famiglia”.
Diversa, invece, la posizione di Michele Longo. Il numero 22 (che ha reso indimenticabile certe “scavalcate” a Porta di Massa) era nei piani di Mario ed Enrico. I responsabili tecnici gialloblù erano pronti a scommettere sul “leone” anche per la Serie D. I suoi 17 gol (di cui 11 sull’isola) erano una base sulla quale partire. Tuttavia, va considerato un fattore importante. Per alcune persone è più importante (ed economicamente conveniente) fare il “campione” in Eccellenza che prendere i “paccheri” in Serie D.

Il saluto di Longo è stato commovente. Per l’ex Ercolanese i cinque mesi in gialloblù sono diventati una divisa tatuata sulla pelle: “Volevo che questo giorno non arrivasse. Ho onorato la maglia, mi sono calato nei panni di chi ha sofferto, questo mi ha permesso di dare qualcosa in più. Mi mancherà l’isola e la sua gente, mi avete fatto sentire a casa. Sarò sempre uno di voi”. Per il numero 22 potrebbero riaprirsi le porte dell’Acerrana, con la proprietà granata intenzionata a riportarlo all’Arcoleo per disputare un campionato di vertice con un budget diverso da quello che potrebbe avere, invece, una formazione come l’Ischia che, invece, mira a restare nella sua categoria.
In attesa dell’ufficiosità, anche il futuro di Ciro Simonetti, miglior realizzatore della brigata con 19 sigilli in campionato e terzo nella speciale classifica capocannonieri, sarà ancora in Eccellenza. La vittoria conquistata grazie alla guida di Buonocore oggi regala a Simonetti il vantaggio di fare la voce ancora più grossa con gli amici del Pompei. Almeno questo secondo i rumors del calciomercato campano. Per Ciro la Serie D, forse, è ancora un passo avanti. E, come per Longo, come si dice, “pecunia non olet”.
Scommessa accettata e condivisa, invece, è quella che Lubrano e Buonocore hanno fatto con Gabriele Pastore. Il numero 2 gialloblù, protagonista di un girone di ritorno da incorniciare, sarà ancora della truppa ischitana. Il piacere di misurarsi e confrontarsi con la prima categoria dei dilettanti vale più di altre soddisfazione. La crescita personale, certe volte, ha la meglio su altri fattori.

GLI UNDER
La gestione degli under, come sappiamo, sarà la vera differenza che si vedrà sui campi della Serie D. Gestire il contemporaneo utilizzo di almeno 4 calciatori under durante il campionato è il “piede perno” dell’azione di mercato di tutte le società. L’Ischia conferma il suo reparto con Gemito, Ballirano, Patalano, Pesce e Arcamone. Giovani che hanno dimostrato di sapere essere “grandi”, di sapersi sacrificare e, soprattutto, di avere un grande potenziale ancora da tirare fuori. Ed Enrico Buonocore ha tutte le carte in regola per essere, dopo il “sommo poeta” anche un “king maker”. Il mister della “Marina” ha solo bisogno di tempo per passare le sue conoscenze. La passione, l’impegno, in parte, già ci è riuscito. Purtroppo, però, genio e magia, non si possono passare.

I RAGAZZI DI ISCHIA
Discorso diverso, invece, è per gli altri ischitani della rosa gialloblù. Oltre a qualche confessione fuori ai bar e qualche chat con i tifosi, la sensazione che qualcuno abbia smarrito il senso dell’appartenenza, sulla boria della promozione, è più che reale. Il paese mormora e il mormorio non è mai bello. C’è chi parla di cifre importanti, c‘è chi ascolta le sirene della terraferma dopo la vittoria e, purtroppo, c’è anche chi crede di poter essere indispensabile.

Estraneo a tutto questo, ovviamente, è Davide Trofa. Il suo amore per la maglia, la sua forza d’animo, il suo senso di riscatto e di serietà non potrai mai essere barattato con altre vicende. Diversa, invece, potrebbe essere la posizione di qualche altro buon esponente del calcio “made in Ischia”.
La storia ci dirà, nelle prossime settimane, quale sarà il destino, ad esempio, di Giovanni Mattera o di Pasquale Chiariello. Due figure importanti della truppa ischitana e protagonisti del campionato appena trascorso. Un campionato che è giusto ricordarlo, è figlio di un obbligo morale con quello che era il progetto territoriale del presidente D’Abundo. Un debito morale estinto con una giornata di anticipo e con la vittoria sul campo della Maddalonese qualche mese fa.

Mario Lubrano ed Enrico Buonocore, mentre Pino Taglialatela è impegnato nel tour ischitano con i nuovi soci, dovranno fare i conti anche con il futuro di Pippo Florio, di Kikko Arcamone e degli altri ischitani della rosa. Giorni complessi tra l’isola e la terra ferma. Le rivoluzioni e i cambiamenti sono le cose più bella della vita. Se li sai cavalcare.

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