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mercoledì, Giugno 12, 2024

Le terme di Ischia tra una dieta prolungata e un ménage à trois

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Da qualche settimana hanno riaperto le porte delle Terme di Ischia, il complesso termale comunale di Via delle Terme affidato alla Alga srl del dottor Antonio Fimiani. Una lunga storia, questa, che oggi si trova a vivere una nuova pagina. Anzi, una nuova doppia pagina. Una vicenda che è legata ad una determina approvata nel 2022, ad una vertenza societaria ancora tutta da definire e, soprattutto, ad una crisi politica che va avanti dal giorno dopo l’elezione del secondo mandato di Enzo Ferrandino. Una storia che, nel frattempo, si complica anche in virtù della concessione di utilizzo delle acque termali, della sua attuale titolarità e della complessa macchina burocratica che ne dovrebbe, poi, gestire il futuro. Come i lettori sanno, le Terme di Ischia e i suoi 17 dipendenti storici sono sempre state al centro delle diatribe politiche locali. Un effetto collaterale della politica ad ogni longitudine. Nulla di particolare, nulla di strano, nulla di nuovo sotto al sole.

Solo per riavvolgere il nastro della storia, ci dobbiamo dire che lo stabilimento comunale fu affidato nel lontano 2010 dopo che il vincitore del bando pubblico fu escluso perché finito al centro di una poderosa indagine della magistratura che “fece fuori” un imprenditore romano. Dopo l’esclusione del primo idoneo, l’impianto venne affidato al secondo, appunto alla Alga srl di Antonio Fimiani.
Fimiani inizia la sua gestione, sembra che vada tutto bene e poi arriva il covid che fa pendant con la crisi del settore e anche con la crisi delle terme. Una crisi che espone l’azienda ad una importante esposizione debitoria nei confronti del Comune di Ischia. Senza restare troppo nel passato, facciamo un salto temporale e arriviamo all’11 marzo del 2022 quando la giunta di Ischia concede alla società di Fimiani otto anni di tempo per rientrare della somma di 308.404,61 euro relativa alla situazione debitoria fino al 31 dicembre 2021.

In quell’occasione la giunta di Ischia definì anche i nuovi canoni per proseguire con l’impresa: ovvero 45.000 euro per il 2022, 56.000 per il 2023 e 112.659,00 per gli anni dal 2024 al 2029. Inoltre, con la stessa determina, si stabiliva che per i canoni arretrati e per la TARI non versata la società avrebbe corrisposto una rata annuale di euro 46.231,00. Per questo piano finanziario la giunta decide anche che l’azienda si impegnasse per la stipula di polizze fidejussorie a garanzia delle nuove pattuizioni e del piano di rientro. Una questione che continua a tenere banco perché, più volte, Fimiani e l’Ente di Via Iasolino, nel dettaglio gli uffici che rischiano in prima persona del potenziale danno erariale, si sono trovati su posizioni diverse. Fimiani rivendica la possibilità di presentare una polizza per ogni atto di attività, il comune, da parte sua, invece, richiede una polizza fidejussoria che tenga contro dell’intero importo calcolato fino al 2029. In poche parole, o una fidejussione di 100 mila euro o di un milione di euro facendo due calcoli veloci. Una questione aperta che, però, non ha bloccato l’impianto lo scorso anno e che, quest’anno, invece, ha tenuto in ambasce i 17 lavoratori comunali. Un’ambasce che non è terminata.

E veniamo all’oggi. Qualche settimana fa, come vi abbiamo detto in apertura, l’impianto termale ha riaperto le sue porte e ripreso ad accogliere i clienti anche se la questione comunale non è del tutto chiusa, tutt’altro.
In questi mesi, più di qualche volta, si è parlato di un nuovo bando per la gestione delle terme. Un’azione che dovrebbe nascere, però, dopo aver chiarito la questione Alga. Una questione delicata perché, la Alga srl è titolare della concessione termale per lo sfruttamento delle acque termali in virtù del contratto di fitto dell’azienda comunale. Un passaggio delicato perché la concessione non è cedibile e prima di passare ad un altro titolare, previo un bando europeo (anche se la fonte insiste su territorio comunale e nessuno potrebbe accedervi), dovrebbe prima essere non utilizzata per un anno e poi entrare nel circuito del “libero mercato” come tutte le concessioni termali.
Nel frattempo, però, in virtù della delibera del 2022 che concedeva a Fimiani lo stabilimento termale fino al 2029, è nata una nuova formazione imprenditoriale formata da Giuseppe Di Meglio e Alex Cannava che dovrebbero formare la perfetta “exit strategy” per Antonio Fimiani.

E così, se le terme potrebbero vivere con questo ménage à trois fino al 2029, come aveva stabilito la giunta nel 2022, si innescano i ragionamenti più politici.
Dal 2022 ad oggi, quella delibera di giunta non è mai stata convertita in un vero e proprio contratto di fitto nonostante le terme siano aperte e funzionanti. La mancanza di questa firma, ovviamente, tiene quasi tutto in sospeso. Qualcuno è pronto a giurare che il contratto sia stato definito e che manchi solo l’ultima firma o l’ultimo visto da parte dell’Ente Via Iasolino. Perché?
Perché è chiaro che questa vicenda ha un senso prettamente politico. Alla base del ragionamento c’è la questione di crisi tra Enzo Ferrandino e Antonio Mazzella. Il giovane “Bambeniello”, infatti, dovrebbe essere la parte politica che conferma la presenza di Giuseppe Di Meglio e con esso anche l’ingresso di nuovi fondi nella gestione di Alga srl. Una mossa che il sindaco starebbe ancora valutando. Come vi abbiamo detto più volte, Enzo ha deciso di tenere a dieta prolungata diversi dei suoi in amministrazione: Ida De Maio, i Balestrieri e, appunto, Antonio Mazzella. Perché? Per alcuni atteggiamenti poco consoni durante l’ultima campagna elettorale, perché Gianluca Trani avrebbe messo il suo veto e perché Enzo sa che questi, alla prima occasione, gli presenteranno il ben servito.

Tenerli in maggioranza, non farli crescere politicamente e tenerli a dieta costante bloccando ogni iniziativa e proposta, senza farli martiri come è stato per Paolo Ferrandino, è la strategia che viene portata avanti. Firmare ora il contratto con Alga e consentire a Giuseppe Di Meglio ed Alex Cannava (il cui ruolo è decisamente secondario in questo frangente, ndr) significherebbe oltre a facilitare un investimento fino al 2029 ad un imprenditore interessato anche alla vendita di creme affini, significherebbe consegnare ad Antonio Mazzella un bacino (anche se piccolo) di voti e, nel calcolo, toglierlo a Gigi Di Vaia che, fino ad ora, ha provato a fare il trait d’union tra dipendenti e amministrazione dopo aver escluso Ida De Maio. Uno sviluppo che non piace al primo cittadino e che, nel suo stile, valuta con tutta calma. L’ingresso di Giuseppe Di Meglio in Alga, secondo un’altra lettura, dovrebbe invece significare l’uscita di Fimiani e la possibilità di gestire l’impianto termale comunale senza passare per il bando pubblico. Un’ipotesi sul tavolo ma che, come abbiamo detto, non sembra praticabile al momento per il nodo legato alla concessione termale. E far partire un bando senza la concessione non è, evidentemente, possibile.

Qualche mese fa, prima dell’apertura, i lavoratori delle Terme di Ischia avevano inviato al Comune di Ischia una nota dove esprimevano tutta la loro preoccupazione per la stagione 2024 che poi è stata avviata. I lavoratori, nella nota, auspicavano anche un trasferimento d’azienda ad un nuovo gestore. Una ipotesi nata dai primi colloqui avuti tra Fimiani, Di Meglio e Cannava e di cui si vociferava in paese.I lavoratori, preoccupati del loro destino scrivevano al Comune “Perché si configuri un’ipotesi di trasferimento d’azienda ai sensi dell’art. 2112 è sufficiente che il complesso dei beni dell’impresa sia passato a un diverso titolare sulla base di una vicenda giuridica che si possa ricondurre al fenomeno della successione in senso ampio. Non deve considerarsi essenziale che ci sia stato un contatto diretto tra le due figure imprenditoriali interessate sicché il trasferimento di azienda è realizzabile, sempre che si abbia un passaggio dei beni di non trascurabile entità, anche in due fasi per effetto dell’intermediazione di un terzo (C. 26215/2006). È stato di recente chiarito che, anche nel caso di mutamento della titolarità della concessione per atto autoritativo della P.A., è configurabile un trasferimento d’azienda ai sensi dell’art. 2112 qualora il complesso dei beni aziendali, nel passaggio di titolarità, resti immutato nella sua struttura organizzativa e nell’attitudine all’esercizio dell’impresa (C. 199/2008).

In ogni caso nella eventualità (piuttosto remota) che non dovesse verificarsi un trasferimento di azienda gli istanti hanno diritto di precedenza nelle assunzioni effettuate dal nuovo gestore e fin d’ora manifestano la loro disponibilità ad essere assunti dal nuovo gestore dell’azienda termale”. Prevenire è meglio curare, lo avranno imparato alle terme?
E ora? Quale sarà il futuro delle Terme di Ischia? Si fermerà questo contratto fino a 2029 dopo la delibera di giunta del 2022? E’ maturato il tempo di questo ménage à trois o, invece, qualcuno dovrà ancora restare a dieta? Lo vedremo presto….

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