L’aeroporto dei sogni e lo sviluppo turistico | #4WD

Daily 4ward di Davide Conte del 02 agosto 2020

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Come sempre quando mi reco in vacanza, gli spunti di riflessione e gli accostamenti all’isola d’Ischia non mancano mai. Ed è successo anche stavolta in Grecia.

Ho soggiornato per tre giorni tra Santorini e Milos. La prima, in particolare, ha suscitato in me una similitudine non indifferente con Capri, avendo a mio giudizio in comune l’impossibilità di trascorrervi più di un week-end senza cominciare ad annoiarsi. E se a Capri la vita è concentrata tra la Piazzetta, Vittorio Emanuele e le Camerelle, a Santorini il bello si riversa essenzialmente nella splendida tipicità di Oia, laddove basta una visita per ammirarla, un’eventuale seconda per il piacere di tornarci a vedere il tramonto (non certo tanto migliore di quello di Forio) e poi, fatto salvo un tuffo alle due spiagge principali (Perissa e Red Beach), la vacanza può anche considerarsi terminata.

Quel che più mi interessa, invece, è la capacità della Grecia (che, va ricordato, non ha certo vissuto un periodo particolarmente florido negli ultimi anni) di guardare avanti in termini di sviluppo turistico. Che piaccia o no, sia Santorini sia le altre isole minori dell’arcipelago delle Cicladi sono in pieno boom edilizio: basta guardarsi intorno per notare centinaia di nuove costruzioni d’ottimo impatto col paesaggio spesso desolato e, soprattutto, un numero altrettanto cospicuo di edifici in corso di ristrutturazione e riqualificazione, pronti ad aumentare disciplinatamente la già considerevole ricettività della zona.

Ma più d’ogni altra cosa, la presenza di un aeroporto internazionale a Santorini, sebbene di modeste dimensioni, rappresenta la migliore garanzia di un flusso turistico costante e uniforme che anche in questo periodo, nonostante il numero limitato di viaggiatori in circolazione, porta nella penisola ellenica migliaia e migliaia di stranieri.

E poi venitemi a dire che Sandro Petti sia solo un anziano visionario… Piuttosto, ad Ischia cominceremo mai a pensare in grande?

2 Commenti

  1. Purtroppo per i nostri amici greci, i loro guai sono iniziati da qualche anno a questa parte. A partire più o meno dal 2010 ci sono stati fallimenti a catena nel settore dell’edilizia. Basta farsi un giro sull’isola di Creta per vedere quanti scheletri di edifici incompiuti ci sono. E spesso, come mi raccontavano i locali sono ancora nella fase del fallimento e non è neanche possibile acquistarli nella maggior parte dei casi.

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