giovedì, Luglio 25, 2024

Impianto Geotermico a Serrara Fontana: la Regione boccia il progetto

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Ida Trofa  | Impianto Geotermico a Serrara Fontana, la Regione boccia il progetto isolano. Fallimentare l’iniziativa degli Enti Locali che avevano fatto propria una progettazione dimostratosi, all’istruttoria regionale, carente e potenzialmente pericolosa. Il Decreto Dirigenziale è il n. 15.

La Giunta Regionale della Campania, sulla scorta delle risultanze della Direzione Generale per l’Ambiente, la difesa del suolo e l’ecosistema ha dato parere negativo alle Valutazioni Ambientali in merito.
Negativa la “valutazione di impatto ambientale ed il parere della commissione v.i.a. – v.a.s. – v.i. relativo al progetto “Impianto pilota geotermico denominato serrara fontana da realizzarsi sull’isola d’Ischia, nel comune di Serrara Fontana”.
Il proponente è la Ischia Geotermia s.r.l. con sede a Torino. L’istruttoria del progetto è stata affidata da Palazzo Santa Lucia al gruppo costituito dalla dott.ssa Nevia Carotenuto a dall’ing. Antonio Del Gaudio.
Detto progetto è stato sottoposto all’esame della Commissione V.I.A. – V.A.S. – V.I. che, nella seduta del 17 maggio 2017, sulla base dell’istruttoria svolta dal sopra citato gruppo, si è espressa come di seguito testualmente riportato:
“Considerato che anche a seguito di quanto trasmesso dal proponente sulla scorta delle richieste di integrazione formulate sia dal MATTM che dalla Regione Campania la caratterizzazione geologica, sismo-tettonica, geotermica e idrogeologica dei volumi del sottosuolo interferiti dalle opere e dalle azioni di progetto, e pertanto il modello geologico-geotermico e sismo-tettonico presentato dal proponente (facente parte del progetto in quanto necessario e propedeutico al corretto posizionamento e andamento dei pozzi, nonché alle previsioni in termini di stress introdotti dall’attività geotermica) non risulta di livello definitivo”.
Tali carenze sono state riscontrate con riferimento agli aspetti connessi alla sismicità locale, al vulcanismo e alle risorse idrotermali. Rispetto tali aspetti la maggior parte delle carenze evidenziate, anche a seguito della documentazione trasmessa a riscontro di apposita richiesta di integrazione, non sono state sufficientemente colmate e per molti aspetti le criticità sono rimaste invariate.

Inadeguato e pericoloso: fondata l’ipotesi di un sismicità indotta ed innescabile
Per gli esperti regionali la valutazione è assolutamente negativa. Basta leggere i documenti regionale per comprenderlo. Nessun passaggio lasciato al caso, nessuna considerazione sottintesa. Semplici e lineari dati di fatto.
“Il modello geologico-geotermico e sismo-tettonico presentato dal proponente, anche a seguito delle indagini magnetotelluriche effettuate, è inadeguato e non consente di escludere con ragionevole certezza il verificarsi di sismicità indotta/innescabile connessa all’esercizio dell’impianto, con particolare riferimento alle fasi di estrazione e reimmissione dei fluidi geotermici; il proponente non ha adeguatamente sviluppato un modello tridimensionale dettagliato del sottosuolo, da ottenersi integrando i risultati delle indagini geofisiche con i dati dei sondaggi/pozzi e quelli derivanti da rilevamenti geologici e strutturali di superficie, con l’analisi delle caratteristiche geometriche e cinematiche delle strutture tettoniche presenti, con lo studio della loro relazione con il campo di stress regionale e con l’analisi del potenziale sismico e di fagliazione ad esse associate, considerando sia il campo di stress regionale normale sia le perturbazioni orientate introdotte dall’estrazione/immissione dei fluidi geotermici. Gli stress introdotti dall’attività geotermica avrebbero dovuto essere analizzati considerando i dati effettivi di porosità e permeabilità del serbatoio, tenuti in conto gli elementi tettonici e l’effettiva distribuzione della fratturazione, che condizionano la circolazione dei fluidi. La validità dei risultati delle simulazioni effettuate dal proponente sono fortemente condizionati dal modello fisico-geotermico utilizzato, che discende da un modello geologico poco dettagliato, manca di dati effettivi sulla circolazione dei fluidi, sulla distribuzione della fatturazione e degli elementi tettonici e considera quindi una circolazione isotropa funzione solo della permeabilità. Il modello proposto è estremamente semplificato e poco rappresentativo della situazione reale, caratterizzata molto probabilmente, sulla base dei dati di letteratura, da una circolazione più complessa, con anisotropie del mezzo, direzioni preferenziali di circolazione e condizioni di pressioni di fluido potenzialmente in eccesso rispetto al carico litostatico, possibili già in fase stazionaria”.
Nessuno parametro effettivamente misurato. Rischio sismico in agguato
Secondo gli addetti ai lavori i dati forniti nelle richieste a sostegno del progetto geotermico ischitano non sono supportati da dati e indici attendibili.
“Quindi, rispetto alla richiesta analisi degli effetti dell’emungimento e, particolarmente, della reiniezione dei fluidi geotermici, continua a mancare una maggiore contestualizzazione del modello fisico- geotermico, partendo da un modello geologico più vincolato ed integrandolo con dati strutturali, di permeabilità, circolazione dei fluidi, sulla base di parametri effettivamente misurati. Nonostante i chiarimenti e gli approfondimenti forniti l’analisi dei potenziali effetti in termini di sismicità innescabile non è supportata da uno studio ed una caratterizzazione sismo-tettonica completa dell’area oggetto del progetto dell’impianto geotermico e di quella comunque interessata dalla modificazione dello stato tensionale, da eseguirsi integrando i dati di sismicità storica e strumentale con rilevamenti geologici-strutturali e morfotettonici, con particolare attenzione alla caratterizzazione delle strutture mappate in superficie in prossimità dell’impianto, in modo da verificare/escludere eventuali relazioni con potenziali sorgenti sismiche profonde e/o verificare il potenziale impatto locale dei processi di estrazione e re-immissione di fluidi, in termini di sismicità innescabile”.

Approfondimenti non supportati da studi adeguati
Ancor più grave è la questione riguardante gli studi geologi supporto degli approfondimenti richiesti di volta in volta nel corso dell’istruttoria. Un dato che lascia emergere i gravi rischi ed i potenziali Danni a beni e persone non mitigabili in alcun modo.
“Gli approfondimenti eseguiti non risultano supportati da uno studio geologico- strutturale, morfotettonico ed eventualmente paleo-sismologico, necessario al fine di caratterizzare almeno le strutture tettoniche ad attività quaternaria che si localizzano in prossimità dell’area interessata dall’impianto geotermico, né risultano essere state eseguite verifiche sulle relazioni di tali strutture affioranti con le strutture profonde e/o con i processi che generano sismicità al fine di valutarne il potenziale sismico od escluderne l’attività. Nella definizione dello scenario di riferimento non è stata considerata o esclusa la potenziale attivazione secondaria/simpatetica delle strutture ed il conseguente potenziale di fagliazione in superficie, sia in regime cosismico che asismico. In base ai dati presentati dal Proponente, l’avvertibilità e i potenziali effetti del terremoto indotto considerato dal progetto (M=2,5) sono da ritenere non del tutto trascurabili. Lo stesso Proponente evidenzia che i terremoti sarebbero avvertibili già per una magnitudo di 1,5 se con ipocentro entro 1 km di profondità. Gli effetti della percezione dei terremoti da parte della popolazione non sono stati adeguatamente considerati, come pure non sono stati considerati i potenziali impatti sull’economia turistica dell’isola, aspetti che allo stato attuale non sembrano essere stati approfonditi adeguatamente. Dal punto di vista cronologico, nel progetto si afferma che prima di tutto si procederà alla realizzazione dei pozzi, al fine di verificare le ipotesi formulate in merito al modello geotermico e solo a valle dei risultati delle prove sarà poi realizzato l’impianto ORC e il cavidotto: ciò porta a ritenere che la localizzazione dei pozzi, considerata l’inadeguatezza degli studi eseguiti, sia stata determinata in assenza delle necessarie informazioni e conoscenze atte a scongiurare, con ragionevole certezza, il fenomeno della sismicità. Per tutto quanto rappresentato si ritiene che l’impianto, nel contesto ambientale, antropico e socio economico che caratterizza l’Isola d’Ischia, determina rilevanti impatti negativi, in termini di sismicità indotta/innescabile e conseguenti danni a beni e persone, non mitigabili di alcun modo, nonché, conseguentemente, anche al sistema socio economico fondato sul turismo“.

LA RISORSA IDROTERMALE
Anche le risorse idrotermali dallo studio approfondito del progetto risulterebbero a rischio. Chiara l’analisi dei funzionari di Palazzo Santa Lucia.
“Le conoscenze sulle dinamiche naturali di scambio tra i fluidi geotermici profondi e le acque termali a bassa entalpia superficiali e sui possibili effetti derivanti dall’esercizio dell’impianto in progetto, in termini di possibile richiamo della risorsa idrotermale attraverso le superfici di discontinuità presenti nonché, di possibile contaminazione delle stesse, che allo stato continuano ad essere basate sul modello geologico implementato, non sono rappresentative della situazione reale. Continuano a permanere le incertezze in merito agli effetti sulla subsidenza derivanti dall’esercizio dell’impianto in progetto, dal momento che non sono stati eseguiti approfondimenti, e la stima dei valori massimi di subsidenza attesi è fondata su un modello geologico e un modello idrogeologico poco rappresentativi della situazione reale, tenuto conto della scala di studio e del livello di progettazione richiesti. Dal punto di vista cronologico, nel progetto si afferma che prima di tutto si procederà alla realizzazione dei pozzi, al fine di verificare le ipotesi formulate in merito al modello geotermico e solo a valle dei risultati delle prove sarà poi realizzato l’impianto ORC e il cavidotto: ciò porta a ritenere che la localizzazione dei pozzi, considerata l’inadeguatezza degli studi eseguiti, sia stata determinata in assenza delle necessarie informazioni e conoscenze atte a scongiurare, con ragionevole certezza, interferenze con sistema delle acque minerali e termali. Per tutto quanto rappresentato si ritiene che l’impianto, nel contesto ambientale, antropico e socio economico che caratterizza l’Isola d’Ischia, determina rilevanti impatti negativi sulla qualità e la quantità delle acque minerali e termali“

Ecco alcuni passaggi salienti ed importantissimi del decreto dirigenziale che mette a nudo i piani della Ischia Geotermia srl.

Rischio vulcanico
Non è stato fornito il richiesto approfondimento delle conoscenze sul vulcanismo dell’isola di Ischia, con particolare riferimento al suo stato di attività, all’analisi di idonei scenari di pericolosità e alle possibili interferenze delle opere in progetto e delle attività previste. Pertanto si ritiene che l’impianto, nel contesto ambientale, antropico e socio economico che caratterizza l’Isola d’Ischia, determina rilevanti impatti negativi in termini di aggravio del rischio vulcanico.

Parere negativo della Soprintendenza
L’Impianto Pilota “Serrara Fontana” ricade in zone sottoposte a Protezione Integrale (P.I.) del PTP dell’Isola di Ischia riapprovato con DM del 8.2.199, mentre l’elettrodotto interrato di connessione alla cabina di consegna di Enel Distribuzione sita nel Comune di Forio attraversa aree sottoposte a P.I., aree a Protezione Integrale con Restauro Paesistico-Ambientale, ed aree a Recupero Urbanistico-Edilizio e Restauro Paesistico-Ambientale. Su tali aspetti la competente Soprintendenza si è espressa negativamente con nota prot. 12920 del 10/08/2015. Pertanto si ritiene che l’impianto, nel contesto ambientale, antropico e socio economico che caratterizza l’Isola d’Ischia, determina rilevanti impatti negativi in termini di impatto paesaggistico, nonché, conseguentemente sul sistema socio economico fondato sul turismo.

Parere negativo dell’Autorità di Bacino
L’Autorità di Bacino Campania Centrale, stante l’interessamento di aree R3-R4, ha espresso il proprio parere negativo (prot. 439 del 10/02/2017) alla realizzazione delle opere di progetto in quanto le stesse non risultano conformi alle Norme di Attuazione del PSAI, poiché non è prevista la realizzazione di opere di mitigazione del rischio idrogeologico nell’area di interesse. Pertanto si ritiene che l’impianto, nel contesto ambientale, antropico e socio economico che caratterizza l’Isola d’Ischia, determina rilevanti impatti negativi in termini di aggravio del rischio idrogeologico, non mitigati di alcun modo, nonché, conseguentemente, sul sistema socio economico fondato sul turismo.

Habitat a rischio
La fase di esercizio dell’impianto, considerati i rilevanti impatti negativi derivanti dalla sismicità indotta/innescabile, può determinare incidenze significative sui diversi habitat e specie animali e vegetali presenti nell’isola (in termini di perdita di habitat e specie, perturbazione di specie animali e vegetali, cambiamenti negli elementi principali dei siti, all’attualità non quantificabili) a seguito della possibile generazione di eventi franosi connessi alla sismicità indotta e innescabile, in considerazione della circostanza che le aree a elevato rischio di frana (R4) sono dislocate prevalentemente nei siti della rete Natura 2000 presenti sull’isola d’Ischia.

Territorio a rischio
Il territorio dell’Isola d’Ischia è connotato da notevoli rischi ambientali ed antropici: rischio sismico, rischio vulcanico, rischio frane medio ed elevato presente su una apprezzabile parte del territorio, presenza diffusa di edifici di scarso pregio strutturale anche in considerazione del fenomeno dell’abusivismo edilizio. A ciò aggiungasi il notevole flusso turistico dell’Isola, attratto dalla presenza di strutture ricettive la cui attività è fondata sull’uso delle acque minerali e termali, che determina un incremento esponenziale della popolazione dell’isola nel periodo tra gennaio e settembre (negli ultimi anni sono state censiti più di 500.000 arrivi e quasi 2.500.000 di presenze annuali) e la rilevanza strategica del settore turistico per l’economia dell’isola e della Campania. Pertanto si ritiene che l’impianto, nel contesto ambientale, antropico e socio economico che caratterizza l’Isola d’Ischia, determini un notevole aggravio del già rilevante rischio naturale ed antropico attualmente connotante l’Isola d’Ischia, non mitigabile in alcun modo con, conseguentemente, rilevanti impatti negativi sul sistema socio economico fondato sul turismo.

Il diniego e la netta bocciatura alle valutazioni di impatto del progetto potrebbero cosi porre definitivamente la parola fine su di un piano sorto su fondamenta fragili e nella prospettiva di un business pericoloso e senza scrupoli. A darne l’ufficialità l’ Avv. Simona Brancaccio degli affari legali regionali.

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3 COMMENTS

  1. Chiedete intanto quanto è costato lo studio di fattibilità e le varie consulenze .
    Chi ha pappato le polpette ?

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