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Zingarata procidana, giù le mani dal panino ischitano per eccellenza

Tra regole e visione. Questa storia ci pone davanti a due modi di fare. Quello procidano che si mostra dinamico e moderno, quello “ischitano” più genuino e meno organizzato. Per rimediare? Beh, commemorare la nascita della “Zingara” e, magari, inaugurare i DECO ischitani proprio con il panino

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Ugo De Rosa | Scandalo nel golfo di Napoli: Procida ruba “La Zingara” all’isola d’Ischia ed è subito tensione tra le due isole sorelle. Il ristorante il Gazebo, situato nel porto di Procida annuncia sui social di aver registrato il marchio “laZingara”. Uno dei panini più consumati, apprezzati e sponsorizzati a Ischia.

Due fette di pane a legna, prosciutto crudo, fiordilatte (meglio se di Agerola), pomodoro e insalata, il tutto arricchito da una pennellata di maionese e coeso dal calore di una piastra arroventata. Un panino semplice, croccante e gustoso, protagonista assoluto dei menù dell’isola d’Ischia e non solo. Il sapore del panino made in Ischia, dopo le felici sperimentazioni isolane, ha travalicato i confini ischitani raggiungendo anche le isole sorelle e la terraferma. Non è difficile, infatti, trovare nei menù di tutta la Campania, trionfante tra gli hamburger a stelle e strisce e i kebab mediorientali, il panino nato nelle leggendarie notti della movida ischitana degli anni 70. E naturalmente anche a Procida. D’altronde il potere e la bellezza della cucina è proprio questo. Prendere un piatto, riproporlo anche lontano da dove è nato e magari migliorarlo, con variazioni sul tema che possano esaltare la nuova destinazione.

E uno dei luoghi dell’isola di Procida dove il panino viene maggiormente apprezzato è uno dei tanti locali situati sul porto di Procida che ieri ha deciso di dare una notizia che ha sorpreso non pochi ischitani: “Dopo trent’anni, abbiamo deciso di registrare il marchio: “laZingara”. E per celebrarla in tutto e per tutto, stiamo lavorando anche a delle nuove tipologie del nostro iconico panino!”
Paura e sgomento! La notizia fa subito il giro di Ischia e il tam tam raggiunge anche i puristi della tradizione. Una dichiarazione che fa trasalire gli isolani che si elevano a difensori delle nostre specialità.
Ma a far arrabbiare gli internauti ischitani era stata una dichiarazione, sempre pubblicata ieri sui social, poi cancellata, che era sembrata davvero poco lusinghiera per gli effettivi natali del panino: Il ristorante che ha avuto l’ardire (peccato nessuna ci abbia mai pensato prima) di registrare il marchio “laZingara” aveva scritto: “Dal 1992 offriamo il meglio della cucina tradizionale e gourmet, con le materie prime migliori e fresche. La Zingara: l’originale, è nata qui”

Apriti cielo. Gli ischitani non ci stanno e si accalcano a chiarire sulle tastiere l’origine della Zingara, ricordano la storia dell’iconico panino nato dal genio creativo di Nello Massa, elaborato dopo uno stimolante viaggio a Londra e poi realizzato presso il pub la Virgola, in una accaldata serata di agosto del 1977.

Fu nel borgo di Ischia Ponte, infatti, che venne realizzato per la prima volta il panino che allieta le serate conviviali degli isolani, apprezzato anche dai turisti in cerca di un veloce e gustoso snack.
Le lamentele sui social a commentare il post si susseguono, sono tanti ischitani inviperiti, qualcuno usa anche toni molto accesi.

La dichiarazione di paternità viene subito subissata di proteste, tant’è che viene rimossa per dare spazio a una nuova pubblicazione, stavolta di scuse: “Lo staff del Gazebo, per evitare spiacevoli equivoci, ha rimosso la frase “la zingara nasce qui”, precisando che la registrazione del marchio, avvenuta tramite studio legale, è stata pensata per tutelare un prodotto che produciamo ormai da trent’anni. Lungi da noi la volontà di attribuirci la paternità della Zingara e creare attriti non solo con il popolo ischitano, tra i quali annoveriamo stimati colleghi, clienti e amici. Questione finita? Tutt’altro. Gli amici procidani sono stati bravi a esaltare un panino eccezionale, apprezzato tanto per la sua semplicità quanto per il suo gusto, con un marchio registrato e un logo accattivante. Nessun altro ci aveva mai pensato ed è qui il problema: viene da chiedersi come mai nessun ischitano ha mai pensato di esaltare la natalità di un panino così amato e imitato, creando un locale che possa considerarsi una vera e propria “zinghereria” ?

Un’altra occasione perduta dopo le numerose imitazioni del cornetto all’ischitana conosciuto non solo a Napoli ma in tutta la penisola e che ha raggiunto finanche Milano.
Dopo la Zingara e il Cornetto, il prossimo piatto tipico che non riusciremo ad esaltare come si dovrebbe sarà forse anche il coniglio?

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