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“Un mare di fantasia”, la mostra di Graziella e Luciano

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Nel cuore del borgo di Ischia Ponte ha fatto letteralmente irruzione un “mare di fantasia”, un mare sulle cui onde è possibile, davvero, viaggiare verso mete lontane facendosi trasportare dalla leggerezza delle forme e dalla forza dei colori. Vi parliamo di una particolare mostra artistica allestita negli splendidi spazi delle “Distillerie Aragonesi di Ischia Ponte” che, a partire da ieri sera ospitano, le opere recenti di artigianato artistico di Luciano Di Meglio e Graziella Esposito. Un connubio perfetto, di pura artigianalità, estro e passione, che hanno portato alla realizzazione di una mostra che sarà visitabile per tutto il weekend.

L’unione, sapiente, di elementi tradizionali e modernità rendono questa mostra unica ed immancabile, valorizzata oltretutto dallo spazio espositivo inusuale, la bellissima distilleria che racconta una identità forte e intraprendente. Una identità ischitana che viene, così, raccontata in varie sfaccettature, legate tra loro dall’innegabile creatività che accomuna i protagonisti di questo evento artistico.

Lo spirito che sottende l’evento è ben raccontato da Ciro Cenatiempo nel suo testo introduttivo: “Dovrei interrogarmi ora sul confine tra arte e artigianato. Dove sta? E che m’importa. Sto di fronte al trionfo della materia più semplice, il legno. Ammiro la manualità esperta, consapevole e saggia di chi sa trasformarlo in ciò che si desidera: un oggetto emozionale, un pezzo davvero unico, forte. Ci invita a imbarcarci, a tracciare una rotta diversa nella vita reale che è fatta di radici, ricordi e coscienza.

I lavori di Luciano e Graziella rappresentano una sorta di invito a salire a bordo, non troppo lontano dal Castello Aragonese e dal Golfo di Napoli  e a percorrere le miglia stando di vedetta sul mare della storia. Quel mare che è una mescola infinita di schiaffi e carezze, speranze, avventure e abbracci di ritorno, rigenerando le tradizioni e le passioni che ci umanizzano e dicono chi siamo. Luciano ha lavorato ora quasi d’istinto, a memoria, seguendo un progetto interiore ma liberandolo dal rispetto delle proporzioni assolute: sono barche da diporto e da regata, gozzi e velieri quasi fantastici. Ha utilizzato le tavole sovrapposte e modellate, poi le ha scavate dall’interno; ha sagomato la chiglia a parte; ha aggiunto gli oggetti essenziali, la barra del timone, gli scalmotti, un argano, un albero maestro, più alberi.

I pezzi in mostra sono davvero originali, tant’è che anche «le vele sono ricavate per svuotamento, levano peso – ricorda Ciro Cenatiempo – e inneggiano al galleggiamento, alla leggerezza: conquistano l’immaginario grazie ai colori di Graziella, acrilici verniciati che brillano deliziosamente di furore evocativo e sensuale. Sprigionano armonie innovative tra le icone giocose delle onde, dei pesci, delle folate di maestrale che fanno dimenticare la malinconia e strizzano l’occhio alla grafica del cuore». In definitiva si tratta di una esposizione «sentimentale», ancorata alla vita di tutti noi in modo saldo e schietto.

Un evento unico nel suo genere da visitare per un weekend a “tutta arte e artigianalità” con un mare di fantasia.

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