Calcio. Domani stop ai campionati

Sul tavolo riforme, ripartenze e iscrizioni gratuite. Attese modifiche regolamentari e modalità di conclusione dei campionati

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Nessun dubbio. Il Consiglio Federale andrà regolarmente “in onda” domani a mezzogiorno, secondo le modalità dettate dalla pandemia. I punti principali all’ordine del giorno: modifiche regolamentari; nomine di competenza; discussione del decreto del presidente del Consiglio del 17 maggio scorso e provvedimenti conseguenti; determinazioni in ordine alle modalità di conclusione dei campionati stagione sportiva 2019/2020; competizioni ufficiali professionistiche e dilettantistiche 2019/2020 e provvedimenti conseguenti; licenze nazionali 2020/2021; termini tesseramento in ambito professionistico stagione sportiva 2020/21; ratifica delle delibere di urgenza del presidente federale.

Venerdì toccherà alla Lega Nazionale Dilettanti, attraverso il proprio direttivo, emettere le sentenze relative ai campionati che vanno dalla Serie D fino alla base. La stagione 2019/20 sarà dichiarata conclusa, con la “cristallizzazione” delle classifiche. Ormai i comitati regionali non possono decidere altrimenti: la linea sarà quella nota, ovvero capoliste promosse, seconde classificate con possibilità di ripescaggio e retrocessioni bloccate? Staremo a vedere. Uno dei punti della discussione che sarà toccato sia domani in Consiglio Federale che venerdì dalla lega di Sibilia, potrebbe riguardare lo slittamento dell’inizio della stagione 2020/21. Il via a settembre è stato già archiviato, per motivi logistici innanzitutto. Iniziare tra quattro mesi, significherebbe dare il via alla preparazione almeno 40-45 giorni prima, dunque a fine luglio o inizio agosto. In più, bisogna far fronte al decreto governativo: tra i vari adempimenti, si apprende che le società sportive saranno chiamate a sanificare costantemente i locali spogliatoi e gli ambienti attigui. Altro punto di discussione, la gratuità delle iscrizioni dei prossimi campionati di Eccellenza e Promozione, con un forte ribasso per la D. Molto dipenderà dal format dei campionati. Con le NOIF attuali e con le leggi che regolano la distribuzione dei proventi dalle massime serie a quelle minori, bisognerebbe attuare in poco tempo una maxi-riforma. Ci sarebbe bisogno di un Consiglio Federale ad hoc, non prima di aver dato una “ripassata” alla legge Melandri. Non poche le pressioni verso Gravina per la B a due gironi da 20, con la C che diventerebbe semi-professionistica a 60 squadre. Venti “salirebbero” dalla Serie D, con qualche riammessa per punteggio o per storia calcistica. Può anche darsi che il format dei campionati non sarà modificato, previo accordo a metter mano in maniera più corposa nella prossima annata. In tal caso, la C potrebbe proseguire così com’è. Nel frattempo qualche società indebitata è a forte rischio e non sono escluse che presso la sede fiorentina della Lega Pro giungano esplicite richieste di partecipazione alla categoria inferiore. Una cosa è certa: per mettersi al riparo dai ricorsi delle società (qualcuna è già al lavoro, annusando puzza di bruciato), la Figc da tempo ha pensato ad una “investitura” diretta del governo per mettersi al riparo dai ricorsi Una strategia atta a scoraggiare le società ad impugnare qualsiasi decisione (tuttavia i costi per un ricorso al Tar e poi al Consiglio di Stato sono ingenti). Compresa quella dei calciatori che di punto in bianco potrebbero passare dallo status di professionista a quello di dilettante. Per tale motivo, il ruolo dell’AssoCalciatori da qui a fine luglio sarà importante per la categoria.

SIBILIA D’ACCORDO – Il presidente della LND; Cosimo Sibilia, è d’accordo sulla riduzione delle società “pro” da 100 a 60. «Siamo alla vigilia di una ecatombe causata dal coronavirus che avrà conseguenza gravissime soprattutto sul calcio minore. Stimiamo che almeno il 30 per cento dei club Dilettanti non potrà iscriversi – ribadisce Sibilia –. Ma credo che la Lega Pro e anche la serie B avranno grossi problemi, E anche qualche club di A pagherà un prezzo amaro. La B a due gironi? Ci sono anche altre soluzioni in ballo. Per prima cosa dovrà cambiare il sistema fiscale della Lega Pro». Scontata la chiusura di tutti i campionati dilettantistici: «Se l’attuale protocollo da seguire crea difficoltà anche alle società della massima serie, figuriamoci per i dilettanti. Non è soltanto un problema di costi dei tamponi o di un ritiro, ci sono tante altre questioni di non facile soluzione».

G.S.

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