giovedì, Luglio 25, 2024

Si torna a demolire: ecco i soldi per le Procure, riprendono le istruttorie

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Dopo lo stop dello scorso febbraio, arriva una nuova provvista finanziaria. per Effetto della rotatività dello strumento, è possibile riavviare la fase di istruttoria delle domande di anticipazione, nei limiti della dotazione stabilita dalla Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. (CDP) ai sensi del predetto comma 12

Ne avevamo parlato a febbraio, quando la Cassa Depositi e Prestiti aveva annunciato la fine della disponibilità del Fondo Demolizioni opere abusivi. Passano i mesi e dallo scorso 15 maggio, invece, è arrivata la notizia che i tanti cittadini dell’isola d’Ischia e della Campania, in particolare, non si aspettavano: è ripreso il riavvio delle istruttorie. In poche parole i pubblici ministeri, in particolare, possono riprendere a chiedere agli uffici tecnici comunali di richiedere l’anticipazione per le demolizioni degli immobili abusivi relativi a sentenze passate in giudicato o, comunque, di diretta titolarità delle procure.
Lo annuncia la stessa Cassa Depositi e Prestiti con una nota.

“Con riferimento al Fondo demolizioni opere abusive, di cui all’articolo 32, comma 12, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla Legge 24 novembre 2003, n. 326 (FDOA), si comunica che, per effetto della rotatività dello strumento, è possibile riavviare la fase di istruttoria delle domande di anticipazione, nei limiti della dotazione stabilita dalla Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. (CDP) ai sensi del predetto comma 12”.
Poi la Cassa continua: “Pertanto, a partire dalla data odierna, potranno essere nuovamente presentate le domande a valere sul FDOA, avvalendosi del portale, denominato “Portale Fondo Demolizione Opere Abusive – Portale FDOA”, accessibile dal “Portale Finanziamenti” dell’Area Riservata Enti Locali e PA, nella sezione “Anticipazioni”. CDP procederà, altresì, all’istruttoria delle domande già pervenute, seguendo l’ordine cronologico di trasmissione delle stesse e si riserva di comunicare successivamente l’eventuale esaurimento della dotazione stabilita da CDP ai sensi del suddetto comma 12 della legge 326/2003”.

SOLDI SOLO PER IL IL PUBBLICO MINISTERO
Il fondo, che ora una nuova dotazione di 50 milioni di euro, una cifra enorme ma che, come abbiamo visto, ha permesso la realizzazione si pochissime demolizioni, è la modalità finanziaria con cui piò operare il pubblico ministero. La norma che istituiva il fondo, lo ripetiamo, ribadiva la competenza esclusiva del P.M. ad eseguire le demolizioni giudiziali (quelle conseguenti alle famose sentenze passate in giudicato) e legittima quest’ultimo e solo quest’ultimo ad attivare, per il tramite del comune territorialmente competente, le richieste di finanziamento presso la Cassa depositi e prestiti.

COMUNI ESCLUSI DAL FDOA
Se per l’aspetto che riguarda le demolizioni giudiziari è chiaro che non si sono altre forme di finanziamento, va evidenziato che nel merito dell’esercizio del potere sanzionatorio comunale, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 25, comma 10, della legge n. 448 del 2001 (legge finanziaria 2002), che prevedeva l’istituzione, presso il Ministero dell’Interno, del fondo per la riqualificazione urbana dei comuni. In tale pronuncia la Corte avverte che “non possono trovare oggi spazio interventi finanziari diretti dello Stato a favore dei Comuni, vincolati nella destinazione, per normali attività e compiti di competenza di questi ultimi, fuori dall’ambito dell’attuazione di discipline dettate dalla legge statale nelle materie di propria competenza, o della disciplina degli speciali interventi finanziari in favore di determinati Comuni, ai sensi del nuovo articolo 119, quinto comma, Cost.

La rabbia dei comitati: La Vergogna del Fondo di Rotazione per le Demolizioni!

Siamo costretti a informarvi con grande sconcerto che il fondo di rotazione per le demolizioni è stato riattivato. Per chi non lo sapesse, questo fondo, destinato a finanziare la demolizione di case, colpisce solo una piccola percentuale di cittadini sfortunati, scelti senza alcun criterio equo e/o di priorità negli abbattimenti. Case che potrebbero essere sanate vengono abbattute, mentre edifici pericolanti, ecomostri e costruzioni incompiute restano intoccati. Questi soldi dovrebbero essere utilizzati per risolvere problemi reali, ma invece creano ulteriore povertà e emergenza abitativa. Famiglie intere vengono messe in strada, mentre molte persone non riescono a trovare un’abitazione a causa delle assurde garanzie richieste per gli affitti e le cifre elevate. È un paradosso che il cosiddetto decreto “Salva casa” non salvi le case, ma solo finestre e tramezzi. Molti comuni, già in proclamato dissesto economico, sono obbligati a indebitarsi presso la cassa depositi e prestiti per rispettare queste normative folli, obbligati dalla procura. E chi paga? Tutti i cittadini. Siamo di fronte a una vera vergogna. È tempo di alzare la voce e chiedere che se dei fondi devono uscire questi devono essere utilizzati per costruire case a chi non le ha o per abbattere edifici che non siano case di prima necessità.
E’ lo Stato della VERGOGNA!

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